| 30/03/2005 | 00:00 Il “Cau” è tornato ed è pronto a colpire. Dopo il terzo posto al Giro del 2002 Pietro Caucchioli ha attraversato una moltitudine di sventure che ne hanno limitato il rendimento. Pagato il debito con la sfortuna il 30enne di Villa Fontana di Oppeano, bassa veronese, è pronto per riproporsi ai massimi livelli. Dopo una operazione all’ernia e una broncopolmonite che lo avevano tolto di scena nel 2003, l’anno della riconferma, e un 2004 povero di soddisfazioni, se si esclude un 11esimo posto al Tour, Pietro ha cambiato squadra. Non è più alla Alessio-Bianchi, che ha chiuso i battenti, ma è approdato, assieme all’altro veronese Francesco Bellotti, alla francese Credit Agricole. Preso dai francesi per fare le corse a tappe, il veronese sarà al via del Giro con i gradi di capitano e al Tour a luglio con l’obiettivo di fare classifica.
Reduce dalla Tirreno-Adriatico e in procinto di fare le classiche del Nord (Amstel, Freccia e Liegi nel suo programma), Pietro fa un bilancio del suo inizio di stagione con un occhio rivolto alla corsa rosa al cui via mancano meno di 50 giorni.
“La Tirreno-Adriatico è stato il mio primo vero test – racconta il biondo di Oppeano – è stata un’occasione per confrontarmi con gli altri e misurare il livello di preparazione. Alla partenza del Giro mancano ancora diversi giorni ed ho ancora margini di miglioramento”.
Cercato dai francesi per la sua regolarità e tenacia il “Cau” è uomo da corse a tappe. “Non mi metto tra i favoriti: contro Simoni ho perso e con un Cunego come quello dell’anno scorso la vedo dura per tutti. Una cosa però mi sento di dire: io ci proverò. Il Giro entrerà nel vivo proprio qui in Veneto. Nella tappa con arrivo a Zoldo Alto, il primo arrivo in salita, la classifica verrà certamente ridisegnata. Ho in programma di andare a visionare l’arrivo. Dicono somigli molto a Falzes dell’anno scorso, dove Cunego attaccò andando a vincere la tappa ed ipotecando la maglia rosa. Io ci proverò a fare saltare il banco, se sarò con i primi potrò giocarmela fino a Milano”.
Salito in bicicletta per la prima volta all’età di sei anni grazie a nonno Romano, Pietro vive nel paese natale nella casa comprata con le prime vittorie con la moglie Eva che presto lo renderà padre. “ Tra Giro e Tour arriverà Giulia, una bella femminuccia che ingrandirà la famiglia – racconta Pietro, che tra una gara e l’altra ha già allestito la cameretta – mi piacerebbe fare qualcosa di buono anche per lei”.
Professionista dal 1999 con l’Amica Chips, Caucchioli deve la sua carriera a Sandro Quintarelli che lo ha fatto passare ed a Bruno Cenghialta con il quale ha ottenuto il terzo posto al Giro del 2002. “Non ho mai vinto molto, sei corse di cui una tappa al Giro del 2001, ma quando sono stato in condizione ho sempre dimostrato tutto il mio valore. Quest’anno mi auguro di avere anche un po’ di fortuna che gli altri anni mi è mancata e poter così dimostrare tutto il mio potenziale”.
Studente di chimica e tecnologia farmaceutica prossimo alla laurea il “Cau” è un ragazzo preciso e meticoloso nella preparazione e negli allenamenti. “Il ciclismo è per ora il mio lavoro, ma so che è solo una parentesi nella mia vita ed è per questo che sto studiando per crearmi un futuro dopo lo sport: mi vedo con un camice bianco intento ad elaborare qualche formula in laboratorio, ma anche a curare i miei hobby come la collezione di vini. Adoro lo champagne, mi piacerebbe stapparne uno sul podio del Tour ma anche un buon prosecco o un valpolicella non sarebbero male”.
Alessandro Tomaselli
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