Via al doping, l'Amica Chips precisa che...

| 17/07/2009 | 11:07
Riceviamo dal team Amica Chips e pubblichiamo:
In merito alla notizia in serata sul vostro sito, sull'operazione “Via al doping”, vorremmo precisare alcune cose riguardanti il team Amica Chips.
Ribadiamo che il signor Simone Mori è stato esonerato nel mese di marzo da tutte le funzioni che ricopriva in seno al team Aeronautica militare Amica chips Knauf, identificarlo o attribuirgli il ruolo di general manager attuale non corrisponde al vero.
Avevamo già pubblicato un comunicato sul vostro sito (29 maggio 2009) in cui avevamo espresso il nostro disappunto sull’operato manageriale e sulla gestione finanziaria messi in atto dal signor Mori, comportamenti che hanno determinato come conseguenza, la sospensione da parte dell’UCI della squadra. Apprendiamo adesso con stupore, rammarico ed estrema delusione del suo coinvolgimento anche in questa inchiesta sul doping, risalenti a quando egli era  team manager del gruppo continental Endeka.
In data 7 giugno 2009, poi, abbiamo prontamente replicato al comunicato in cui Mori spiegava “Le sue presunte ragioni” ribadendo che “La condotta e le azioni compiute da Mori nella gestione finanziaria della squadra, sono deprecabili sotto l’aspetto professionale ma ancor più sotto il profilo etico, perché è proprio grazie a tali comportamenti che nessuno crede possano esserci corridori e manager disposti ad anteporre l’interesse ed il bene della squadra al proprio personale".
Non avremmo mai potuto immaginare che potesse essere coinvolto anche in questa vicenda.
In quanto al corridore Francesco Rivera, l’episodio che lo riguarda risale al 27 giugno, vigilia del Campionato italiano professionisti. In tale occasione al corridore, che non ha voluto fornire spiegazioni sull'accaduto al team manager dell'Amica Chips,  Matteo Signorino, è stato vietato di prendere parte alla competizione ed è stato licenziato.
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COMMENTI
Amica Chips
17 luglio 2009 11:34 scirocco
La domanda che mi sorge spontanea al di là di tutto del comportamento del signor Mori ecc.... Perchè questo team dalla dubbia professionalità continua ad emettere comunicato come se nulla fosse sembrando un team di tutto rispetto quando nemmeno esiste più!!! Vedo i suoi corridori che non hanno saputo trovare un contratto a piedi ormai in cerca di un lavoro e con i sogni strappati da voi che fate cmunicati e sembrate ancora un team!!! Incredibile semplicemente incredibile!!!!

A PROPOSITO DI PROFESSIONALITA'
17 luglio 2009 12:05 vittoriogalimberti
Gentilissimo SCIROCCO nel pieno rispetto delle tue opinioni e precisando che non ho interessi dirette con il Team AM-AC-K mi sento di proporti queste riflessioni:
Parlare di DUBBIA professionalità sapendo che nel Team ci sono Ds del calibro di FABBRI e MARTINELLI, (anche loro con i loro difetti come tutti noi)mi sembra una generalizzazione veramente esagerata.
I posti disponibili nelle squadre attive sonom veramente pochissimi (vedi regolamenti UCI sull'organico massimo.
Per quel 5% di posti ancora liberi, la domanda va posta ai DS e ai Team Manager di quelle squadre, che preferiscono assumere corridori con un maggior richiamo mediatico,invece di affidarsi a ragazzi che ancora oggi si allenano con serietà malgrado il loro futuro continui ad essere nero.
E' comunque la legge del lavoro. credo che anche tu conosca aziende in cui i capi non sempre assumono chi ha volgia di lavorare.

Indifendibili
17 luglio 2009 23:15 gipi66
Condivido quello che il Sig. Galimberti sostiene a difesa dei corridori “disarcionati” dal Team AM-AC-K, e questo è provato dal mio commento di una settimana fa su Eddy Ratti. Non sono pero’ d’accordo sulla discolpa dello staff della squadra, che pur con nomi altisonanti, a mio avviso ha intrapreso molto superficialmente ciò che oggi non può più essere semplicemente intrapreso come una avventura in ambito sportivo, ormai le società sportive sono inquadrate come delle aziende commerciali a tutti gli effetti, dove ogni membro del consiglio di amministrazione non può permettersi distrazioni sull’andamento societario, specialmente quando in gioco non sono solamente bilanci che non tornano, ma bensì voragini finanziarie, derivanti da contratti fantasma o manovre poco chiare da parte di chicchesia. Credo oltretutto che, oltre al dovere professionale nel sorvegliare su questi aspetti, ci sia soprattutto quello morale, tipico di chi ama questo sport, di tutelare la risorsa principale dell’intero movimento, vale a dire i corridori.

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