Prudhomme irritato, Leipheimer, Wiggins e Menchov in ritardo

| 14/07/2009 | 19:54
Per festeggiare ha lucidato gli occhialini verdi, verdi come la maglia che vuole indossare sugli Champs-Elysees. Mark Cavendish ha vinto allo sprint per la terza volta, nel quarto giorno di Rinaldo Nocentini in maglia gialla, una tappa noiosa, rallentata dai ciclisti che protestavano per il divieto di usare gli auricolari.
Il percorso collinare della 10/a tappa (194,5 km tra Limoges e Issoudin) ha avuto un esito scontato: «Mi spiace, è stato ridicolo», ha tuonato il presidente del Tour, Christian Prudhomme, furioso contro 14 delle 20 squadre, che hanno deciso di far rallentare i propri tesserati per protesta. «I dadi erano truccati dalla partenza, i team si sono coalizzati per concludere la tappa con uno sprint collettivo e ridurre lo spettacolo al minimo».
E, allo sprint, ha vinto di nuovo il più veloce, stavolta davanti a colui che lo precede nella classifica a punti per la maglia verde, Thor Hushovd. Trainato dal compagno di squadra della Columbia, Micheal Rogers, il fulmine dell'Isola di Man ha festeggiato con la solita ironia inglese.
«Ho mostrato gli occhialini, perchè ora devo indossare la maglia dello stesso colore», ha detto. «Spero di vincere almeno quattro tappe, come l'anno scorso». Ora ha tre jolly: domani, dopodomani, infine gli
Champs-Elysees, sempre se supererà le Alpi.

Nocentini, a fine corsa, è per la quarta volta il ritratto della felicità, accompagnato dalla bella Manola in completo giallo per l'occasione: collana, braccialetto e maglietta con due grandi sorrisi e la scritta 'How do you feel today?' (come ti senti oggi?).   La tv francese ha voluto intervistarla a tutti i costi e Rinaldo ha finito per fare da interprete. Solo che poi era Rinaldo a chiedere 'come si dice sogno?'. Si dice reve.
«Siete bellissimi, viva il Tour e viva l'amore!», ha concluso il presentatore di France 2. Il leader del Tour ha parlato anche di auricolari, pronunciandosi contro un esperimento che verra' quasi certamente ripetuto venerdi' sui Vosgi, come deciso dall'Uci prima dell'inizio del Tour. Gli ha fatto eco Vincent Lavenu, suo capo all'AG2R: «E'
come se il ciclismo diventasse l'unico sport in cui il tecnico non può intervenire, non può dare consigli. Oppure, se non ci sono gli auricolari, puo' farlo avvicinandosi in macchina creando pericoli».
Non sono dello stesso avviso i tre francesi che sono andati in fuga dai primi km della tappa, boicottati dal russo della Katusha, Ignatiev, che non ha collaborato e li ha rallentati.
«La' davanti ce la siamo cavati da soli, senza bisogno di aiuti tecnici», hanno spiegato Thierry Hupond, Benoit Vaugrenard e Samuel Dumoulin, capaci di tenere lontano il gruppo a 33'' a 10 km dal termine.
In classifica, non cambia quasi nulla. A parte i 15'' persi da Levi Leipheimer (Astana), Bradley Wiggins (Garmin) e dal solito Menchov. (ansa)
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