Evviva, il ciclismo si è fatto un altro autogol

| 14/07/2009 | 16:27
Mancava solo il coro che intonava le litanie e poi la processione sarebbe stata perfetta. Ancora una volta il ciclismo è riuscito a farsi un autogol: in mondovisione e nella corsa più importante del mondo. Radioline sì dicevano squadre e corridori, radioline no nel nome dello spetaccolo diceva l'organizzzazione, radioline a quel paese diciamo noi appassionati costretti a sorbirci una delle tappe più noiose della storia, la simpatica pedalata comune dio un gruppo di amici che hanno trovato il modo di fare pubbliche relazioni.
Quattro onesti corridori in fuga (i francesi Dumoulin, Hupond e Vaugrenard e il russo Ignatiev a far da stopper) che vanno a 40 all'ora e dietro il gruppo con un minuto e mezzo di distanza, guidato da un corridore per ogni squadra. Un modo per manifestare e per negare quello spettacolo che i padroni della Grande Boucle avrebbero voluto vedere nella tappa del 14 luglio proprio grazie all'assenza degli auricolari, dimostrando che in fondo a decidere e a far la corsa sono sempre i corridori.
È stata una protesta organizzata - Amadio lo ha confermato in diretta ad Eurosport spiegando che "certi atteggiamenti dittatoriali dell'Uci" non sono accettabili e anticipando che venerdì potrebbe non esserci la secoinda giornata senza auricolari - e un capolavoro assoluto: gli organizzatori del Tour sono riusciti a rovinare una tappa per loro importantissima, qualla del 14 luglio, festa nazionale francese.
Lo scriviamo a 40 chilometri dal traguardo, prima che si scateni la bagarre inevitabile per la vittoria in volata: lo scriviamo e lo gridiamo, di questo autogol avremmo fatto volentieri a meno.
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COMMENTI
CORRIDORI MODERNI, SIETE RIDICOLI !!!!
15 luglio 2009 08:25 The rider
Ma io non capisco una cosa, ma cosa ci trovano i corridori a farsi Radiocomandare come degli AUTOMI dai propri direttori sportivi?
All'epoca dei Moser-Saronni-Bugno-Cipollini (per non adare troppo indietro), come facevano senza le radioline? Secondo me era anche meglio, ne guadagnava lo spettacolo in corsa, perchè un corridore si inventava al momento la tattica, SI VEDE CHE ADESSO NON SONO PIU' CAPACI DI RAGIONARE CON IL PROPRIO CERVELLO!!!
Per il problema della sicurezza si potrebbe fare in modo che i corridori possano ascoltare con gli auricolari radiocorsa, ma con degli apaprecchi SIGILLATI messi a disposizione dall'UCI, solo in ascolto e senza la possibilità di intervenire.
Maurizio Ponti.

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