Selvaggi, l'incidente e una stagione da dimenticare

| 10/06/2009 | 08:59
Una notte insonne, contrassegnata dai dolori, quella appena trascorsa da Mirko Selvaggi, lo sfortunato corridore del team Aeronautica Militare, vittima meno di quarantotto ore fa di un incidente di allenamento nei dintorni di Montecatini Terme.
«Stavo scendendo il “Marliana” in compagnia di Leonardo Giordani – racconta il longilineo atleta toscano -, quando inavvertitamente, ho centrato in pieno una buca. L’urto è stato violento ed il volo inevitabile. Nel cadere, per attutire l’impatto, ho istintivamente messo le mani avanti. Ne ha fatto le spese il polso sinistro: frattura ulna e radio».
Per rimettere a posto le cose, si è reso necessario l’intervento chirurgico, eseguito nel pomeriggio di ieri dal Professor Angeloni, presso la clinica “Villa Cherubini” di Firenze. «Una frattura composta – spiega il corridore di Montecatini Terme – con frammenti ossei dispersi un po’ dappertutto. Sono entrato in sala operatoria alle ore 15 e sono uscito alle 19. Nonostante il
supporto dell’anestesia locale, lo stress emotivo non è stato indifferente. È servita poi qualche ora per riavere la sensibilità a tutto il braccio. Sensibilità che si faceva avanti accompagnata da dolori post-operatori sempre più insistenti».
Adesso Selvaggi è atteso da due settimane di completo riposo, alle quali farannoseguito una riabilitazione ed allenamenti in bici che saranno eseguiti all’insegna della massima cautela.
«Una stagione da buttare. Mai un attimo di tranquillità. Gli stipendi che non arrivano. La sospensione dell’attività agonistica da parte dell’UCI. Un futuro all’insegna della massima incertezza e precarietà. Mancava questo incidente a condire il tutto».
Mirko è un atleta molto conosciuto e apprezzato in Toscana dove ha svolto l’attività nelle categorie minori; un’attività che ha concluso tra le file del G.S. Mastromarco, alla corte del Presidente Bruno Malucchi e del tecnico Carlo Franceschi. Tra gli under 23 sono diventati famosi i suoi testa a testa con il conterraneo Francesco Ginanni. Passato poi professionista nella stagione 2008 con il team svedese “Cycle Collstrop”, si è segnalato come importante uomo squadra per le sue poderose “tirate”. Un atleta particolarmente adatto per le gare in Belgio. «In momenti così poco confortanti, mi dà un po’ di morale se ripenso a quelle gare – sottolinea con un tenue sorriso Selvaggi -. In Belgio mi sono sempre distinto sia sul pavè, che nelle corse delle Ardenne. Sarebbe bello poterci tornare nel 2010. Il mio procuratore Giuseppe Acquadro si sta dando da fare in tal senso. Passata l’amarezza di questi giorni, spero comunque di poter svolgere un po’ di attività agonistica anche nella stagione in corso. Confido che il mio team possa uscire da questa situazione di stallo così che sia possibile tornare a mettermi il numero sulla schiena».

Roberto Sardelli

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COMMENTI
11 giugno 2009 18:48 ciceinge
Bisognerebbe denunciare e adire le vie legali contro quasi tutti i Comuni Italiani per la presenza su tutte le strade di diffusi dissesti e pericolosissime buche. E poi c'è chi parla di sicurezza?!

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