Agnoli: anch'io ho un sogno azzurro...

| 09/06/2009 | 09:40
Numero 112 sulla schiena. Maglia verde della Liquigas Doimo. Compiti: scortare al meglio Basso e Pellizotti e tirare il gruppo sulle salite. Alla fine, Valerio Agnoli se l’è bene cavata durante il Giro d’Italia. Un bilancio personale più che positivo per il laziale.
«Se penso a com’era la mia situazione professionale due anni fa, sono orgoglioso, contento di aver finito questo Giro. Ho sempre lavorato per i leader: dovevo essere per loro un punto di appoggio in vista di eventuali scatti. Ho finito il Giro in crescendo. Nelle ultime tappe di montagne, ero presente con i migliori. Questo mi dà la fiducia per la seconda parte di stagione».
Per il giovane laziale classe 1985, il Giro del Centenario è un’opportunità che si è presentata all’ultimo momento. “
«Dieci giorni prima la partenzda a Venezia, lo staff mi ha chiamato chiedendomi se volessi fare la corsa rosa. Io ero pronto, avevo un buona condizione e ho accettato subito. Credo di aver ripagato la fiducia concessami dai tecnici»..
Per il laziale (è nato a Alatri e vive a Fiuggi), partecipare al Giro del Centenario è stato un motivo di soddisfazione, mo soprattutto un ricordo da tenere nel cuore. Come la tappa verso Anagni.
«Ero nella mia terra, vivo a dieci chilometri da quel traguardo. Non mi scorderò questa tappa: il pubblico, gli amici, gli striscioni, era tutto molto bello».
Adesso, dopo aver approfittato di alcuni giorni di riposo con la famiglia e la ragazza, Valerio ha ripreso la bici: Memorial Pantani e Giro di Slovenia. Poi il Campionato Nazionale.
«Dopo il tricolore staccherò la spina. Ci sarà un mesetto di riposo. Mi farà molto bene perché sono a tutta da febbraio. Da due anni, la squadra mi dà la fiducia necessaria. L’anno scorso, ho fatto la Vuelta e l’ho finita. Questa stagione, ho corso gare prestigiose come l’Amstel, la Freccia e la Liegi. Ed essere arrivato a Roma mi aiuterà per puntare agli obbiettivi nella seconda parte della stagione. Voglio meritarmi le attenzioni di Ballerini e battermi per un posto in nazionale per Mendrisio, anche come riserva. Sarebbe il coronamento di un bel sogno».

Jerome Christiaens

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