Nibali: Tricolore e Tour nel mio mirino

| 04/06/2009 | 09:43
Con la fine del Giro, si conclude per molti la prima parte della stagione. Ora in scena vanno Campionati Nazionali e Tour de France, altri corridori entrano in scena, soprattutto per la Grande Boucle. Alberto Contador ne ha fatto un punto fisso della sua stagione. Fra gli italiani, Vincenzo Nibali vuole ben figurare sulla corsa francese. Con alcuni compagni della Liquigas, il siciliano è in ritiro in San Pellegrino dove si sta preparando con rigore.

Dopo la Liegi-Bastogne-Liegi, che ha fatto?
«Ho ancora partecipato a due corse, il Giro di Toscana e GP Industria&Artigianato».
E poi?
«Sono tornato a casa, in Sicilia. Ho trovato un bel caldo. Sono rimasto tranquillo per una settimana. Mi sono preso il lusso di riposare, di staccare un po’ dall’ambiente».
Adesso ha ripreso la bici?
«Si. Dopo questa settimana, sono tornato in Toscana dove ho ripreso a allenarmi con tranquillità. Da una decina di giorni, poi,, mi trovo in San Pellegrino con diversi compagni che dovrebbero accompagnarmi al Tour (Ivan Santaromita, Roman Kreuziger, Aliaksandr Kuchynsky, Murilo Fischer, Jacopo Guarnieri e il belga Frederik Willems). Qui facciamo allenamenti duri affrontando salite come Passo Pordoi, Marmolada o il Passo Sella».
Per quando è previsto il ritorno alla competizione?
«Il primo appuntamento importante è previsto al Delfinato. Non so a quale punto sarà la mia condizione: questa corsa a tappe mi servirà per ritrovare fondo e affinare la mia preparazione. In più, potrò trovare confrontarmi con diversi grandi nomi come i spagnoli Valverde e Contador. Dopo il Delfinato faro anche il Giro di Slovenia e i Campionati nazionali».
La prima partecipazione alla Grande Boucle l’ha aiutata a rivedere al meglio la preparazione?
«Sì, certo. Questo anno ho deciso di non partecipare al Giro. Ho tutto puntato sul Tour curando i dettagli, come questo ritiro in montagna. Mi aiuterà per recuperare meglio ma anche per affrontare le salite che saranno di nuovo decisive sul percorso».
Quali le sue ambizioni per il Tour 2009?
«Voglio assolutamente arrivare fra i dieci primi della classifica generale. Ne sono capace. L’anno scorso, ho partecipato per imparare e vincere una tappa, ma alla fine mi sono ritrovato a fare la classifica generale. Sono arrivato ventesimo. Il percorso mi è piaciuto, le salite sono veramente adatte alle mie caratteristiche: sono lunghe e non ripide».
Durante la preparazione ha seguito il Giro?
«Sì, un po’ in televisione. Sono anche andato a vedere una tappa. Abbiamo visto un bel Giro con un degno vincitore. Menchov si è dimostrato il più forte nella crono delle Cinque Terre. È lì che ha vinto il Giro».
Però Danilo Di Luca gli ha dato del filo da torcere…
«Devo fare i complimenti a Danilo. Ogni giorno, ha cercato in ogni modo di contrastare il leader della Rabobank. Non ha avuto successo, ma è stato molto bello».
E i suoi compagni di squadra, Ivan Basso e Franco Pellizotti?
«Entrambi sono andati forte. Finendo quinto dopo un stop di due anni Ivan ha dimostrato tutto il suo valore. Alla Vuelta, sarà molto competitivo e potrà certamente puntare alla vittoria finale. Pelli si è di nuovo mostrato ottimo atleta. Peccato che non avesse già in partenza la condizione con cui ha finito il Giro: avrebbe potuto lottare per la vittoria finale».
Invece Cunego ha deluso…
«Il capitano della Lampre è andato forte nella prima parte della stagione. Tutti al Giro si aspettavano qualcosa di più, ma giudicare da fuori è difficile».
Ha detto che parteciperà ai Campionati Nazionali. Un obbietivo?
«La maglia tricolore mi piace. È bella e poi è un motivo di orgoglio visto che la porti per un anno intero. Sarebbe bello centrarla, ma non sarà facile perché ci puntano in molti».

Jerome Christiaens
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