Similitudini tra Tour de France 2026 e 2027? Una domenica dall’arrivo “appuntito” con vista sulle Alpi, anche se il Plateau de Solaison dove si è imposto Remco Evenepoel il 19 luglio scorso è in Alta Savoia, mentre il più noto Grand Colombier fa parte del dipartimento de l’Ain. Non di catena alpina si parla, insomma, ma di estrema propaggine meridionale del Massiccio dei Jura.
Appagata con un tratto di pedanteria la curiosità di natura geografica, un nuovo e suggestivo arrivo in quota è dunque atteso per l’11 luglio del prossimo anno, insidiosa tappa numero 9 che precederà il primo giorno di riposo. Gli annali dicono che nell’ormai lontano 1980 al Grand Colombier - i cui versanti di scalata sono addirittura quattro - trovò il successo Sergei Sukhoruchenkov, al Tour de l’Avenir di cui era statodominatore (diremmo “Zar”) nel 1978 e 1979, mentre l’ultimo in ordine di tempo a trionfare lassù a quota 1496, è stato Isaac del Toro, in occasione della settima frazione del Tour Avergne Rhone Alps.
In mezzo tra il russo ed il messicano, troviamo non solo il clamoroso precedente del 2020, primo assolo nelle Alpi di un allora 21enne Tadej Pogacar, ma anche l’affermazione nella stessa annata dell’altra icona del ciclismo sloveno, Primoz Roglic. Era il Tour de l’Ain, prestigiosa corsa a tappe agostana che nel 2019 propose esattamente la Parc des Oiseaux-Grand Colombier, vinta da un Thibaut Pinot affezionato a questo colle, dove nella stessa manifestazione esultò otto anni prima.
Dopo l’omaggio a Sallanches, ponte sul Supermondiale, mercoledì 14 luglio, nella festa nazionale della Francia, sarà meglio scordare le morbide pendenze di Les Saises affrontate classicamente dal Tour nel corso di tante edizioni, compresa ovviamente la St.Gervais-Sestriere del 1992, resa memorabile da Claudio Chiappucci. La conclusione di questa durissima frazione alpina (partenza da Cluses) di 4.750 metri di dislivello, diluiti si fa per dire in 150 km, avverrà in effetti sul colle che ospitò le gare di sci di fondo ai Giochi Olimpici Invernali del 1992.
A proposito di corsi e ricorsi, visto che i cugini d’Oltralpe aspettano nuovamente l’Olimpiade nel 2030. A Les Saisies i grandi tenori del Tour saranno chiamati all’acuto sulla temibile Montèe de Bisanne, 12,4 km all’8,3 per cento e a pieno titolo un avan-traguardo. Scollinamento al km 146, qui dove transitò la Beaufort-Plateau de Solaison del Tour Auvergne Rhone Alpes, andata a Isaac del Toro, quando Seixas fu invece costretto al ritiro dopo la caduta del giorno precedente. Per Paul, monsieur Lombardie, l’occasione di archiviare in toto quell’episodio negativo si chiama Grande Boucle 2027.
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