Ieri Jacopo Mosca ha corso la sua ultima gara da atleta professionista. Il Gran Piemonte ha rappresentato la fine di un viaggio, ma anche l’inizio di qualcosa di nuovo, una nuova vita, sempre nel ciclismo ma dall’altra parte, con cui deve ancora prendere le misure. Da Asti a Bra erano tutti per lui, tanti amici, la famiglia e tutti coloro che sono stati fondamentali nel suo viaggio nel mondo del ciclismo.
«E’ stata una grande emozione, ho vissuto un giornata particolare e strana. Quando ti rendi conto che sarà la tua ultima gara la vivi in un modo molto emozionante e devo un attimo ancora capire cosa sia successo. Ho avuto la possibilità di godermi la corsa al 100%, ala partenza Elisa purtroppo non c’era, ma c’erano tanti amici che mi hanno accompagnato in questo viaggio. Il momento emozionante è stato dopo l’arrivo, ho tagliato il traguardo ed ho potuto abbracciarla, stavo condividendo la mia emozione più grande con lei.» ci racconta Jacopo, è passato un giorno da quella giornata indimenticabile, ma l’emozione è ancora tangibile. Una giornata piena e che non ha mancato di colpi di scena soprattutto da parte di Elisa Longo Borghini che ha dovuto letteralmente lottare contro il tempo e la sfortuna per riuscire ad essere presente. Prima un controllo anti doping ad inizio mattina, il viaggio verso la partenza interrotto da un incidente in autostrada e poi finalmente l’abbraccio dopo l’arrivo con il suo Jacopo.
«Il mio fanclub aveva preparato una cinquantina di magliette ma non sono bastate, ne servivano almeno un centinaio» ci dice Mosca che non si aspettava una partecipazione del genere. Tutti i suoi tifosi si sono attrezzati con una maglietta con scritto “che dura la vita da Jacopo Mosca”, una frase iconica pronunciata da Matteo Moschetti durante il Giro di Polonia i quest’anno per raccontare scherzosamente il suo dividersi tra la corsa e il supporto a distanza alla moglie Elisa Longo Borghini impegnata nel Tour de France. Tanti striscioni, applausi, abbracci e in bocca al lupo ed è arrivato anche quello di Gianpiero Mollo il suo primo storico direttore sportivo che non lontano da Bra lo portava a fare i primi allenamenti.
Dall’anno prossimo Jacopo Mosca siederà sull’ammiraglia della Lidl Trek con l’obiettivo i crescere ed ispirare i giovani, Elisa Longo Borghini suggerisce che sarebbe perfetto per la corsa a piedi, ma a quello ci sarà tempo di pensare. «Da questa mattina non ho più l’obbligo di allenarmi però in realtà amo talmente la bicicletta che sicuramente domani inforcherò già la bici e seguirò Elisa. E’ un punto che è un po’ strano da capire, è un momento di passaggio che prima o poi avrei dovuto fare. Ora mi aspetta una nuova avventura. » Se ufficialmente la sua carriera da ciclista è terminata ieri, la mente dell’ormai ex corridore della formazione americana è ancora alle corse, alle emozioni, ai ricordi che rimarranno lì per sempre.
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