La Spagna dice addio ad Ángel Arroyo, scomparso a 70 anni presso il complesso sanitario di Ávila, dove era ricoverato da diverse settimane a causa di una grave malattia. Originario di El Barraco, è stato una delle figure di spicco del ciclismo spagnolo negli anni '80 e tra i pirmi a ricordarlo è stato il Team Movistar che deve a lui il primo podio del Tour della sua storia, conquistato grazie al secondo posto dell'edizione 1983.
Nato il 2 agosto 1956, Arroyo in quel Tour vinse una tappa e chiuse nella generale alle spalle di Laurent Fignon vincendo una tappa. Ha riconquistato una tappa nella corsa francese nell'edizione 1984 e nel suo palmares figurano anche due tappe della Vuelta a España, nel 1981 e nel 1982. In quest'ultima edizione, si è classificato al primo posto, ma è stato successivamente squalificato per positività al doping. Ha concluso la sua carriera con 17 partecipazioni ai Grandi Giri.
Nel suo palmarès figurano anche la Vuelta a Asturias del 1981, la Vuelta a los Valles Mineros del 1979, la Clásica a los Puertos del 1980 e la Subida a Arrate del 1982. Arroyo ha debuttato tra i prof nel 1979 con la Moliner-Vereco, correndo poi per la Fosforera e la Zor prima di approdare alla Reynolds (la mamma della Movistar...) nel 1983.
Conclusa la sua carriera agonistica nel 1989, ha creato a El Barraco la fondazione Ángel Arroyo Cycling Club, nella quale sono cresciuti corridori come José María Jiménez, Francisco Mancebo e Carlos Sastre.