È deceduto Giuseppe “Bepi” Perin, una delle figure più note del ciclismo triveneto. Aveva 84 anni e abitava a Mareno di Piave. Ieri mattina, alle 6.30, nella casa di riposo Immacolata di Conegliano, ha cessato di vivere proprio nel giorno della ricorrenza del 60° anniversario di matrimonio con Luigina, sua moglie, scomparsa nel giugno dello scorso anno. Era suocero degli ex professionisti Marco Zen, 63 anni, e Michele Poser, 57 anni.
Giuseppe Perin era nato a Fontanelle (Tv). Aveva intrapreso la professione di camionista e, nel tempo libero, dedicava tutto il suo spazio al ciclismo. Era stato direttore sportivo delle squadre Santa Lucia e Pedale Marenese e aveva svolto il ruolo di accompagnatore dei dilettanti dell’Unione Ciclisti Trevigiani e della Marchiol, proprio insieme al genero Marco, oltre che della Zalf.
Era una di quelle persone che non potevano passare inosservate nell’ambiente delle corse. “Bepi” aveva sempre il sorriso sulle labbra e riusciva a sdrammatizzare anche situazioni nei momenti più difficili della giornata, quando le cose non andavano per il verso giusto.
“Ha valorizzato diversi campioni quando ha fatto il direttore sportivo – ricorda Marco Zen – ma soprattutto svolgeva uno di quei ruoli che spesso sfuggono in una società ciclistica di alto livello. Quando era nelle formazioni dilettantistiche ha assistito numerosi atleti che poi sono passati professionisti ed è stato mio aiutante alla Trevigiani, quando il presidente era Giovanni Pinarello, e alla Marchiol, che ha promosso fior di corridori poi approdati nell’Olimpo del ciclismo”
Nel 1987 Giuseppe Perin era al servizio dell’Unione Ciclisti Trevigiani con Gianerico Zanardo, direttore sportivo dei dilettanti quando il presidente era Giovanni Pinarello. “È stato un mio fidato collaboratore, una persona molto generosa che ha dato tutto al ciclismo - ricorda l’ex tecnico trevigiano che si trova al Giro di Slovacchia - sempre spontaneo, si faceva ben volere da tutti. Era come un papà, un fratello maggiore per gli atleti. Mi resta un bel ricordo di Bepi”.
Era un moseriano sfegatato e aveva conosciuto Francesco Moser in occasione di un Circuito degli Assi che si svolgeva in provincia di Treviso alla fine degli anni Ottanta.
Giuseppe Perin stava male da tempo, ma la vera frattura con la vita era stata la morte della sua cara Luigina. Da quel momento era iniziato un lento ma inesorabile declino, fino alla morte di giovedì mattina.
Lascia due fratelli, una sorella e due figlie: Stefania - con il marito Marco, e i nipoti Cristina, con la figlia Arianna, di 16 mesi, nata proprio nel giorno dell’onomastico della nonna Stefania e Giorgia - e Ketty, con il consorte Michele, e i nipoti Federico e Davide, che giocano a basket.
L’addio si svolgerà sabato, alle ore 10, nella chiesa arcipretale di Mareno di Piave.
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