CICCONE SUONA LA CARICA: «A MONTRÉAL SAREMO TRA LE NAZIONALI PIÙ FORTI, PUNTIAMO A UNA MEDAGLIA»

INTERVISTA | 11/09/2026 | 21:59
di Carlo Malvestio

«Quando sei con Remco sei sempre al limite, ti fa morire in pianura ancor più che in salita. Va a 500 watt, super aerodinamico, e tu sei lì a soffrire. Oggi ho corso d’istinto, in queste gare devi essere anche fortunato, ho provato a giocarmela in volata, ma non è andata. Peccato perché sono un po’ stufo di tutti questi podi, comincia a pesarmi il fatto di non aver ancora vinto quest’anno. Però i segnali in vista del Mondiale sono positivi». 


Giulio Ciccone ha battezzato con un bel 2° posto al GP de Québec la sua prima volta in Canada. L’abruzzese sarà una delle frecce - per molti quella più tagliente - nell’arciere della Nazionale italiana del CT Roberto Amadio in quel di Montréal, tra due settimane. Lui, comunque, preferisce parlare di gruppo, non ci saranno capitani veri e propri.


Giulio, come arrivi a questa trasferta canadese?

«Sto bene, arrivo da un bel blocco di lavoro. Dopo il Giro non ho più corso fino a San Sebastian, però ho sentito la condizione crescere con Getxo, Vuelta a Burgos e Giro di Germania, finché è durato. Mi son dovuto ritirare perché mi è salita la febbre, ho perso 3-4  giorni di allenamento, però comunque la condizione era buona quindi sono tornato abbastanza rapidamente su un discreto livello e qui a Québec ne ho ho avuto la conferma».

Ti piace l’idea del super antipasto di domenica col GP de Montréal?

«Sì, l’idea di testarmi sullo stesso percorso del Mondiale mi piace molto. Di solito fai una ricognizione, capisci quali sono i punti da attenzionare, ma farci una corsa sopra è tutta un’altra storia. Chiaro che il discorso vale per tutti, anche perché qua tra Québec e Montréal non manca praticamente nessuno, abbiamo tutti avuto la stessa idea. Però trovo interessante anche il fatto di potermi già confrontare coi più forti, così cominci a capire chi è più adatto al percorso».

Però poi il Mondiale si corre con le Nazionali. Quanto cambierà la corsa?

«È vero, magari non c’è la squadra che ti distrugge la corsa, ma il Mondiale si corre sempre a velocità superiori al normale. Anzi, ti dirò, di solito sono corse ancora più difficili da interpretare, perché tutte le Nazionali hanno le idee ben chiare su cosa bisogna fare e comunque in palio c’è il bersaglio massimo che si possa desiderare».

E soprattutto non ci sarà Pogačar. Non siamo più abituati a queste corse senza di lui.

«Innanzitutto mi dispiace, perché perdere un obiettivo così per una caduta fa sempre male. Però è chiaro che la sua assenza cambia tutto: lo abbiamo visto in qualsiasi gara degli ultimi anni, grandi classiche, Giro o Tour… se c’è lui è praticamente impossibile fare qualsiasi cosa. Se c’è lui, c’è lui, sappiamo già come va la gara. Senza giri di parole. Di corridori forti, fortissimi, ce ne sono ancora tanti, ma senza Tadej diventa tutto più aperto, si può pensare a scenari che prima erano totalmente impensabili».

Immagino sia una motivazione extra pensare di poter correre per qualcosa più del 2° posto…?

«Sicuramente sì. È stimolante sapere che la gara può andare in direzioni diverse. Negli ultimi anni le corse sono state estenuanti, ma il risultato scontato, stavolta può succedere di tutto, si può provare qualcosa da lontano, c’è più equilibrio, in tanti possono sognare di vincerlo. Detto ciò, un paio di favoriti ci sono comunque».

Chi sono i tuoi indiziati? 

«Sopra tutti vedo Evenepoel, perché è quello che ha fatto la preparazione più mirata di tutti per il Mondiale ed è già andato fortissimo qui a Québec. Dopo il Tour de France ha fatto un bel ritiro in altura e secondo me arriva a questo periodo nelle condizioni migliori. Però poi c’è Del Toro, che non sbaglia praticamente mai una gara, e anche Pidcock che è perfetto per quel percorso. Ma l’Italia non la metto troppo lontana, con le condizioni che sono venute a crearsi è un anno in cui dobbiamo puntare in alto». 

Ecco, l’Italia. Quasi tutti ti hanno indicato come il capitano della Nazionale.

«Siamo forti, siamo un bel gruppo e stiamo bene. Ognuno può dire la sua, dovremo unire le forze, ma non nel senso che uno deve sacrificarsi per l’altro, ma muoverci nel miglior modo possibile. Nel nostro caso non ridurrei tutto a un corridore, in questo caso a me. Pellizzari mi pare stia volando, non potrà nascondersi più di tanto, Scaroni va fortissimo, Finn è il nostro jolly e secondo me può fare molto bene, Bettiol quando sente profumo di grande appuntamento è sempre presente. Insomma, ci siamo, e non mi voglio nemmeno nascondere: saremo tra le Nazionali più forti». 

Quanto sarà importante il gruppo, la coesione tra voi?

«Importantissima, e su questo siamo sempre bravi a compattarci. Già l’anno scorso in Ruanda, nonostante le circostanze logistiche difficili, la Federazione ha fatto un grande lavoro per creare un bel gruppo affiatato, di amici. E in corsa secondo me il nostro lo abbiamo fatto, abbiamo corso bene. Quest’anno sono sicuro che lo sarà ancora di più, anche perché il livello è più alto».

Hai citato il jolly Finn, cosa aspettarsi da lui?

«Personalmente in realtà non lo conosco molto bene, ci siamo incontrati solo qualche volta. Ma nutro grande stima per lui, perché è l’unico giovane che sta seguendo un percorso giusto e sensato per la sua età. Sta azzeccando tutto. Si è posto degli obiettivi, passo dopo passo, e li sta centrando tutti, senza bruciare le tappe. E son sicuro che i risultati, a lungo termine, si vedranno. Non vediamo l’ora di accoglierlo tra noi al Mondiale». 

Cosa farai tra GP de Montréal e Mondiale?

«Come Lidl-Trek ci siamo organizzati per fare un ritiro nel Vermont, a Stowe, a 3 ore da Montréal. È un posto in cui ci si allena bene, quindi starò lì negli Stati Uniti e mi unirò alla Nazionale 3-4 giorni prima della prova in linea per limare gli ultimi dettagli».

Cosa facevi quando Ballan, nel 2008, regalava l’ultima maglia iridata all’Italia?

«Lo guardavo in TV e tifavo Italia. Dal 2004 in poi non mi sono perso un Mondiale, ricordo benissimo le vittorie di Bettini e Ballan. Ti dirò, ricordo molto meglio quelli rispetto a quelli che ho corso».

Cosa speri di portarti a casa da questa lunga trasferta canadese?

«Innanzitutto spero di avere segnali incoraggianti anche domenica al GP de Montréal. Per quanto riguarda il Mondiale, non mi nascondo, come Italia secondo me dobbiamo puntare a una medaglia. Che sia io o un mio compagno, dobbiamo avere l’ambizione di puntare in alto. Siamo forti e uniti… dimostriamolo». 

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COMMENTI
Vittoria
11 settembre 2026 23:15 Frank46
Tieniti l' unico colpo in canna per il mondiale!

Comunque Ciccone negli ultimi anni ha ottenuto tanti piazzamenti in gare importanti e con una start list stellare perdendo contro dei fenomeni.
E , quest' anno ancora no, ma ha già vinto gare importanti contro avversari importanti.

Significa che il livello è elevatissimo.

Alé si parte
11 settembre 2026 23:30 Craven
Ci mancava solo più che diceva che siamo quelli da battere e siamo a posto...vedendo i risultati annuali, che tutti assieme non so quante corse abbiano vinto, poteva trattenersi un po' ma bisogna spararle grosse.

Bravo Ciccone
11 settembre 2026 23:32 apprendista passista
Condivido in tutto e per tutto l'intervista. Sarà un bel mondiale e...speriamo. Alè Cicco e tutti gli azzurri.

Giornate alcoliche
11 settembre 2026 23:48 BuIlet
vai Ciccone che qui dentro sono giorni di entusiasmo ma se non vinci riprenderanno a massacrare il ciclismo italiano alla deriva. Fortunatamente hai meglio da fare che leggerci.

Che noia questo commenti
12 settembre 2026 01:15 Sandro
Saranno dieci anni che non abbiamo una nazionale così competitiva...e godetevela e ...in ogni caso tranquilli, tutti sanno che se tutto va bene con remco non c'è n'è

Giornate alcoliche di Bullet
12 settembre 2026 13:54 Arrivo1991
Il solito commento stupido e offensivo.
Meglio denigrare tutti, ora anche con i corridori Italiani.
Ottimo.
Tifa Wellens, che almeno sei certo che non vince il mondiale

Sta Calmo
12 settembre 2026 14:31 Nicola1980
Sta calmo che ne basta uno solo

BuIlet
12 settembre 2026 15:27 Angliru
Contiamo su di te per il Mondiale. Sembri intelligente e preparato. Puoi fare meglio di Ciccione, sù !

Sognare non costa nulla
12 settembre 2026 18:08 Giovanni c
ho visto vincere mondiali a Astarloa,Vainšteins,Brochard,Dhaenens e qualche altro corridore con palmares non da fenomeni.
Quindi.....

Arrivo
12 settembre 2026 19:30 BuIlet
Però leggili i commenti, con quali patole avrei offeso i corridori italiani? Ho commentato solo il mood degli utenti. Un po' di attinenza alla realtà, altrimenti che senso ha scrivere!?

Angliru
12 settembre 2026 20:54 BuIlet
Non capisco cosa c'entra, io al mondiale? In che senso?

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