Stefan KÜNG. 10 e lode. Ci voleva proprio una bella vittoria, un ritorno al futuro per questo fantastico corridore, che quest’anno ha vinto due cronometro: al Giro di Polonia e oggi. Per il 32enne corridore elvetico del team Tudor si tratta della seconda gioia alla Vuelta, della vittoria numero 32 in carriera. Ci voleva proprio una vittoria di peso per un corridore che ha sempre avuto il suo peso specifico. Ci voleva per lui, ci voleva per un team che cresce costantemente, ci voleva anche per noi che amiamo questo sport: Stefan è tra i più bei rappresentanti del nostro ciclismo. Se lo meritava.
Callum THORNLEY. 9. Settanta giorni di gara per questo ragazzo britannico della Red Bull che oggi ottiene il suo miglior piazzamento stagionale: un secondo posto che ci dice quanto sia bravo nelle prove contro il tempo. Il suo tempo sta arrivando.
Joao ALMEIDA. 8. Ha provato a mettere tutto se stesso per strappare un buon piazzamento e, in definitiva, ci riesce. Terzo non è un risultato da gettare alle ortiche. È un piazzamento dal quale ripartire.
Primoz ROGLIC. 6. A Mas guadagna solo 33”, pochi per poter sognare, per poter segnare sulla cartina dove attaccare lo spagnolo. Oggi è un piccolo passo avanti, ma lo sa bene anche lui che il passo in avanti l’ha fatto chi gli è rimasto alle spalle.
Wout VAN AERT. 8. Lui non si risparmia mai, si misura, si testa, prosegue la sua preparazione, anche oggi. Un quinto posto di grandissima qualità, d’altra parte il belga è un condensato di cuore e talento.
Enric MAS. 10. Arriva 12°, ma è come se avesse vinto, come se si fosse tolto un macigno dallo stomaco, si fosse levato dalla testa brutti pensieri. Ora lo aspettano velocità più lente, ad andatura spedita. Puntano il cielo, che lui è pronto a toccare con un dito.
Oscar ONLEY. 7. Una crono buona, giusta per mettere al sicuro la maglia bianca di miglior giovane.
Felix GALL. 5. Lo sapevamo che le prove contro il tempo non sono il suo forte, ma speravamo che per l’occasione potesse dare il meglio di sé: seeee.
Mattias SKJELMOSE. 5. Il danese della Lidl-Trek lascia per strada quasi due minuti ed è uno dei pochi a perdere una posizione in classifica.
Sepp KUSS. 5. Crono di sofferenza: perde una posizione e scivola fuori dai dieci.
Harold TEJADA. 6,5. Il colombiano della XDS Astana si prende la soddisfazione di scavalcare in classifica l’americano della Visma ed entra nella top-ten.
Clement BERTHET. 6,5. Paga 1’19”, piazzandosi 20°, eppure la sua crono, non “monstre” ma di livello, gli consente di fare un salto doppio nella generale: adesso è 7°. Mica male.
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