BRENNAN. «CHISSA' SE ALL'UCI HANNO IDEA DI COSA SIGNIFICHI PEDALARE A 44 GRADI...»

VUELTA | 07/09/2026 | 08:10
di Francesca Monzone

Con oltre 40 gradi, le strade si sono trasformata in una fornace e a farne le spese sono stati i corridori. La quindicesima tappa della Vuelta a España, con arrivo a Cordoba, ieri ha messo a dura prova tutto il gruppo e anche Matthew Brennan, protagonista assoluto di questa edizione della corsa con tre vittorie di tappa già conquistate. Una giornata nella quale il caldo è diventato uno degli avversari più difficili da affrontare, tanto da spingere gli organizzatori, già dal giorno prima, a ridurre la distanza della frazione per tutelare la salute dei corridori.


Il giovane britannico della Visma-Lease a Bike ha raccontato senza mezzi termini cosa significhi pedalare per ore in condizioni simili. Una temperatura che, in alcuni momenti, ha superato abbondantemente i 40 gradi e che ha trasformato anche una normale tappa di ciclismo in una prova di resistenza estrema.


«Beh, non lo rifarei. Sì, insomma, qui la media è di 41 gradi, quindi non  è una bella media. Probabilmente, quando ho affrontato la salita all'inizio, c'erano 44 gradi. E a quel punto inizi a pensare: ma cosa stiamo facendo?».

Brennan descrive una sensazione comune a molti corridori: quella di chiedersi quale sia il limite oltre il quale la competizione sportiva rischia di diventare qualcosa di completamente diverso.

«Una persona che lavora in ufficio vuole la temperatura impostata a 20 gradi o giù di lì, e sono sicuro che anche negli uffici dell'UCI la tengano a 20 gradi. Quindi, mentre noi siamo qui a faticare per loro, beh, non è il massimo, ma lo facciamo e continuiamo a offrire lo spettacolo».

Parole importanti, pronunciate da un corridore che, nonostante la giovane età, ha già imparato a conoscere molto bene i sacrifici richiesti dal ciclismo professionistico. Il caldo, però, rappresenta un rischio diverso dalla semplice fatica muscolare: la disidratazione e i colpi di calore possono avere conseguenze serie.

«Però non mi sarei sorpreso se stasera qualcuno ieri sera fosse tornato a casa in ambulanza per un colpo di calore».

Dopo una giornata così difficile, il calendario offre ora ai corridori una pausa preziosa. Oggi è infatti il giorno di riposo, l'ultimo prima della parte conclusiva della Vuelta, che terminerà domenica prossima a Granada.

Per Brennan non ci sono dubbi su come trascorrere queste ore lontano dalla bicicletta. Il programma è semplice e, soprattutto, non prevede alcuno sforzo. «Nel giorno di riposo farò quello che mi riesce meglio: niente. Non vedo l'ora. Starò semplicemente a letto a dormire e poi, il giorno dopo, penserò a un piano».

Una risposta perfettamente in linea con la necessità di recuperare dopo due settimane di gara, soprattutto considerando quanto Brennan sia stato protagonista. Il britannico ha già conquistato tre vittorie e insieme a Wout van Aert ha trasformato la Visma-Lease a Bike nella squadra di riferimento per le volate e per le tappe adatte agli uomini veloci.

Il bilancio della Visma dopo quindici tappe è impressionante: cinque vittorie di tappa, tre firmate da Brennan e due da Van Aert, che indossa anche la maglia della classifica a punti. La squadra olandese è dunque quella che ha vinto più frazioni in questa Vuelta e, nonostante la fatica, non sembra avere intenzione di fermarsi.

Brennan lo conferma con tranquillità, lasciando anche una dichiarazione che potrebbe diventare una promessa per l'ultima settimana.

«Siamo molto motivati da quello che stiamo facendo. A che tappa siamo? La 15ª? Sì, finora abbiamo conquistato un terzo delle vittorie. Perché non puntare a qualcuna in più? Perché non arrivare a... che ne so, sei o sette vittorie?».

Poi arriva anche la consapevolezza che quelle parole potrebbero essere riprese e trasformate in un obiettivo ufficiale. «Qualcuno sicuramente ritaglierà questa dichiarazione, vero? Vedremo cosa riusciremo a fare nei prossimi giorni ma sicuramente continueremo a impegnarci».

La matematica, del resto, dà ragione al giovane britannico. Con cinque vittorie già conquistate su quindici tappe, la Visma ha portato a casa esattamente un terzo dei successi disponibili. Arrivare a sei o sette significherebbe chiudere una Vuelta straordinaria dal punto di vista del rendimento della squadra.

Dopo il riposo, la corsa ripartirà domani e ci sarà ancora spazio per nuove occasioni, con due giornate dedicate alle ruote veloci. Brennan avrà probabilmente altre possibilità, così come Van Aert, mentre la squadra continuerà a lavorare per proteggere i propri uomini e cercare di aumentare un bottino che è già straordinario.

Ma prima di pensare alla prossima vittoria, Brennan vuole semplicemente recuperare. Dopo aver pedalato sotto un sole spietato, il desiderio è quello di dormire, riposare e dimenticare per qualche ora la bicicletta. Poi si tornerà a correre. E la Visma-Lease a Bike, forte delle sue cinque vittorie e della maglia verde sulle spalle di Van Aert, proverà a rendere ancora più memorabile una Vuelta nella quale Matthew Brennan è già diventato uno dei grandi protagonisti.


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COMMENTI
Calore estremo
7 settembre 2026 08:44 velocista_fuoritempomassimo
Ma come, in questo forum c'è pieno di gente che evidentemente gareggia WT a dispetto di ondate di calore, grandine, frane e neve...

UCI
7 settembre 2026 10:02 siluro1946
Ancora qualcuno si aspetta decisioni logiche e di buon senso da parte dell'UCI?

velocista_fuoritempomassimo
7 settembre 2026 10:22 Bicio2702
In questo forum c'è gente che non avendo mai messo il numero nella schiena, non capisce niente di cosa vuol dire correre con "ondate di calore, grandine, frane e neve..."

Bicio2702
7 settembre 2026 11:25 Angliru
Quest'estate ad un noto commentatore Tv (ex pro), gli si contestava che anche aver corso, non è garanzia di capire di ciclismo.
Il tutto, nato per alcune osservazioni. Giusto ?

bravo Brennan
7 settembre 2026 11:39 AIbertone
però non credo che il paragone sui 20 gradi negli uffici UCI abbia molto senso. Va bene la provocazione e ci sta la lamentela sulle condizioni estreme. La tappa è stata accorciata da gente immagino abbastanza competente. Forse addirittura compreso qualcuno che si è attaccato il numero sulla schiena (sembra che qui nei commenti sia garanzia unica e univoca di competenza). Del resto come la giri la giri c'è sempre qualche peones che si lamenta perché le cose andavano fatte diversamente e che al vertice ci sono incompetenti. Sicuramente gente che lavora molto lontano dai vertici di qualsiasi cosa. Tiro a indovinare, non prendetevela troppo.

Remco 2
7 settembre 2026 11:55 Craven
Dichiarazioni in stile Remco. Se vuole il lavoro d'ufficio con l'aria condizionata, d'altronde chi va un ufficio mica è un atleta che si allena anche al caldo, che vada in ufficio.

Calendario
7 settembre 2026 12:11 Cappellaiomatto
o si invertono Vuelta e Giro, oppure si deve riprogrammare il calendario di fine stagione, affinché la Vuelta parta almeno a metà settembre... già si sapeva che con questo percorso,per metà in Andalusia,il rischio caldo fosse un rischio concreto, già era successo 2 anni fa:ha senso farli correre a più di 40 gradi,con possibili malori per colpa del caldo estremo?

Craven
7 settembre 2026 12:35 BuIlet
oggi sono d'accordo con te, incredibile. Se deve fare la vita dell'impiegato UCI la deve prendere per intero. Sono quelle uscite un po' sciocche che sciupano un intento anche corretto.

Alcune ovvie domande
7 settembre 2026 14:54 pickett
1)Quanto guadagnano quelli che lavorano in ufficio a 20 gradi?2)Lui cosa mette in tasca?3)Gliel'ha ordinato il medico di correre la Vuelta?Pensava chela Vuelta si disputasse in Scozia?4"A faticare per loro"???!!!No giovanotto,voi faticate per rimpinguare il vostro corrente,non faticate per nessun altro se non per voi stessi.Questo brennan mi é estremamente antipatico.

pickett
7 settembre 2026 16:07 CarloBike
Era proprio la frase finale quella desiderata da chi scrive. Invece Wellens è professionale a saltare i mondiali. E sì, tutto vero.

sorcarlo
7 settembre 2026 18:32 fransoli
anche il tuo beniamino danese se per questo, quest'anno la clavicola è capitata a fagiolo almeno non ha avuto troppi problemi a dire di no

CarloBike
7 settembre 2026 19:06 BuIlet
povero, ancora ti lamenti? Vivete davvero nel modo delle favole? Queste cose oltretutto le vedete solo quando succedono a certi corridori. I vostri beniamini possono tutto.

pickett
8 settembre 2026 09:42 moris
Pensi se tutti i datori di lavoro ragionassero così "Ti pago quindi non rompere"...no comment...

moris
8 settembre 2026 09:51 Forza81
No, il problema è il ragazzo Visma di 21 anni.
Quando lo scorso anno ho letto di uno che per un suo vezzo voleva invertire i GT, andava tutto bene !
Eh, ma lì spostare tutto, ci vuole 1 minuto

moris
8 settembre 2026 10:05 BuIlet
non ragionano così e non è questo il caso. Semplifichi troppo e il discorso non ha più sensi

moris
8 settembre 2026 10:05 BuIlet
non ragionano così e non è questo il caso. Semplifichi troppo e il discorso non ha più senso

Per bullet e Forza81
8 settembre 2026 14:56 moris
Io mi riferisco al fatto che il ragionamento "sei pagato e nessuno ti obbliga, quindi non lamentarti" mi sembra molto limitato e riduttivo. Vero, sono pagati e nessuno li obbliga (come nessuno obbliga qualcuno a fare un determinato lavoro), ma questo non significa che non vadano rispettati determinati limiti e condizioni, ma solo per la loro tutela fisica. Poi sono d'accordo col fatto che il paragone con i dipendenti UCI che lavorano in ufficio se lo poteva risparmiare, visto che c'è gente che lavora in fonderia o in campagna.
Piuttosto trovo avvilente il fatto che diversi atleti rinuncino alle proprie nazionali per ordini di scuderia, quando rappresentare il proprio paese dovrebbe essere un onore, anche se a vincere potrebbe essere un atleta di una squadra di club avversaria. Ma in Italia il problema non si pone, visto che puntiamo su un ragazzo che, per quanto forte, ha sempre 19 anni...così ci bruciamo anche lui.

moris
8 settembre 2026 16:54 BuIlet
sono d'accordo con quello che hai detto. Brennan ha aggiunto una sciocchezza a una giusta rivendicazione. Poi non è vero che corrono e basta qualsiasi cosa succeda. Alla Vuelta una tappa è stata annullata per grandine, una accorciata per il caldo. Può non essere tutto perfetto ma non sono nemmeno i servi del caporalato. Per il povero Wellen non so, non è il primo, non sarà l'ultimo. Se va onorata la nazione allora chiedo la testa di tutti quelli che non si presentano al campionato nazionale. Pogi e Remco in primis, per dire. Remco perfino sottoposto a un regolamento che poi viene raggirato e diventa una burla. L'amore per la patria vale a senso alterno a seconda dei casi e dei nomi?

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