La ricostruzione degli investigatori portoghesi fornisce nuovi elementi per provare a comprendere la dinamica dell’incidente costato la vita a Finlay Tarling, 19enne britannico che stava affrontando l’ottava tappa della Volta a Portugal.
Presentandosi negli studi del “ Jornal da Tarde” trasmesso da RTP, Carlos Canatário, Tenente Colonnello della Guarda Nacional Republicana ha confermato che Tarling e due atleti si erano staccati dalla coda del gruppo poco prima dell’incidente e viaggiavano leggermente distanti fra loro. Il militare ha anche spiegato che Finlay, dopo aver affiancato la sua ammiraglia, ha ripreso a pedalare e «In un tratto in discesa la staffetta della GNR non è riuscita a seguirlo. È stata una combinazione di diversi fattori che ha portato a questo tragico epilogo».
Il portavoce delle Forze dell’Ordine portoghesi fa luce anche sul motivo per cui ci fosse una automobile sul percorso. Secondo quanto riferito dal Tenente Colonnello Canatário, l’automobilista si era fermato per attendere il passaggio del gruppone ma siccome «Non arrivava più nessuno, ha chiesto se poteva procedere» e avrebbe avuto risposta affermativa da alcune persone presenti.
Il portavoce della Guarda Nacional Republicana ha aggiunto: «Il guidatore, nel cui sangue non sono state trovate tracce di alcool o sostanze psicotrope, non procedeva contromano ma in senso contrario rispetto alla direzione della gara. E il ciclista ha tagliato la curva, come è naturale, come fanno i ciclisti, passando sulla parte più a sinistra della carreggiata, e sarebbe stato questo a provocare lo scontro».
Tra le tante domande che questa tragica vicenda si porta con sé, una risuona più di altre: ma l’immissione sul percorso non era presidiata? «Non era il caso di questo accesso, che era un accesso secondario. Nello specifico, sul posto sappiamo che non era presente alcun agente, perché non era uno dei punti che erano stati considerati prioritari nella valutazione effettuata» ha affermato Canatário, aggiungendo che era prevista solo della segnaletica.
Ora, sempre secondo le indicazioni fornite ieri, le indagini continueranno alla ricerca di altri dettagli e per capire se la segnaletica prevista fosse corretta e presente o fosse stata spostata. Secondo quanto riferito dalla Guarda Nacional Republicana : «Al momento non è prevista un'accusa penale nei confronti dell'automobilista».
Fin qui i fatti e le ricostruzioni. Consentiteci però un altro interrogativo: ci possono essere state anche difficoltà di comunicazione tra Radiotour, staffette, Direzione di Corsa e Guarda Nacional tanto da non riuscire a segnalare dei corridori attardati e un’auto sul percorso di gara?