La maglia gialla è ancora sulle sue spalle. Dopo aver dominato la cronometro di Dijon, Marlen Reusser continua a guidare il Tour de France Femmes anche al termine della sesta tappa, confermando tutta la solidità della sua squadra e la capacità di gestire una corsa che, giorno dopo giorno, si fa sempre più selettiva.
La campionessa svizzera ha superato senza danni una frazione insidiosa, ricca di saliscendi e di continui cambi di ritmo, conservando il simbolo del primato alla vigilia di quello che potrebbe essere il primo vero spartiacque della Grande Boucle: la durissima ascesa del Mont Ventoux.
La sesta tappa non è stata certo una passerella. Fin dalle prime battute la lotta per entrare nella fuga è stata accesissima e il percorso, con il suo continuo dislivello, ha reso la corsa particolarmente impegnativa. «È stata una giornata dura. La tappa offriva tante possibilità e credo ci sia stata una grande battaglia per entrare nella fuga. Il percorso esigente, poi, ha reso tutto davvero difficile» ha detto la leader della generale.
Nonostante le difficoltà la Movistar ha saputo controllare la situazione, permettendo alla propria capitana di affrontare senza affanni il finale.
L’unica nota di amarezza nella giornata di Reusser riguarda la mancata vittoria della compagna di squadra Liane Lippert, protagonista della fuga decisiva e dello sprint finale. «Sono un po' dispiaciuta che Liane non sia riuscita a vincere, so quanto sia veloce e quanto sappia fare bene gli sprint. È un peccato anche se sono felice per lei perché è stata a lungo in fuga» ha spiegato l’elvetica.
La leader del Tour ha poi voluto sottolineare il grande lavoro collettivo della squadra: «Penso che possiamo essere davvero felici e orgogliose di come abbiamo corso. Siamo riuscite a restare con Liane nel finale e credo che tutta la squadra abbia fatto un ottimo lavoro».
Ora, però, ogni pensiero è rivolto alla settima tappa, una delle più attese dell'intero Tour de France Femmes. I 146,8 chilometri da La Voulte-sur-Rhône al Mont Ventoux promettono di cambiare profondamente la classifica generale. Reusser, però, preferisce non fare calcoli. «Tante persone mi hanno chiesto come sarà la tappa del Mont Ventoux. Io continuo a rispondere sempre la stessa cosa: prima devo recuperare, poi domani vedremo».
Una filosofia semplice, quella di Marlen, costruita sui principi fondamentali del recupero. «In realtà non faccio nulla di speciale. Dormire, mangiare... anzi, mangiare tanto, dormire bene e concedermi un massaggio. Niente di straordinario».
Secondo la maglia gialla, la tappa domani seguirà uno sviluppo piuttosto prevedibile: «Immagino che, come sempre, ci sarà una grande battaglia per formare la fuga iniziale. Poi probabilmente ci sarà una selezione e, infine, lo spettacolo delle grandi favorite si concentrerà sul Mont Ventoux».
Per la svizzera non ci sono dubbi: sarà una delle giornate più dure della corsa. «Credo che sarà una tappa davvero importante e molto difficile per tutte».
Dopo aver conquistato la maglia gialla grazie a una cronometro individuale straordinaria, Marlen Reusser si trova ora davanti all'esame più severo. Il Ventoux rappresenta il terreno ideale per le grandi scalatrici e sarà il banco di prova definitivo per capire se la campionessa svizzera potrà davvero sognare di arrivare fino a Nizza con il simbolo del primato. Finora ha dimostrato solidità, lucidità e una squadra perfettamente organizzata. Ma il "Gigante di Provenza" non concede sconti a nessuno. Ed è proprio sulle sue rampe che il Tour de France Femmes potrebbe iniziare a scrivere il capitolo decisivo della lotta per la maglia gialla.
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