Pur ammettendo che non disponiamo ancora di tutti gli elementi relativi ai recenti eventi riguardanti i controlli notturni, desideriamo chiarire la nostra posizione e indicare quale, a nostro avviso, dovrebbe essere il vero oggetto del dibattito.
Il MPCC è stato fondato su due principi fondamentali: ridurre le zone d'ombra che potrebbero compromettere la fiducia nel ciclismo e rafforzare i sistemi antidoping per proteggere meglio la pulizia di questo sport.
La storia del ciclismo ha dimostrato che le debolezze e le lacune dei sistemi antidoping e di localizzazione possono essere sfruttate. È quindi essenziale individuare dove possano esistere queste vulnerabilità, al fine di proporre misure adeguate per eliminarle. Più in generale, è su questa sfida che dovremmo concentrare la nostra attenzione.
La nostra responsabilità è mantenere alta l'attenzione su queste questioni e sostenere lo sviluppo di sistemi antidoping solidi, credibili e in grado di tutelare gli atleti «puliti» e l'integrità del nostro sport. Il ciclismo deve continuare a fare tesoro delle lezioni del proprio passato per proteggere al meglio il suo futuro.
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