Isaac Del Toro ha conquistato il suo primo successo al Tour de France, grazie anche a uno straordinario Tadej Pogacar, che lo ha lanciato verso la vittoria, regalando all’amico e a tutto il Messico, un momento veramente unico. C'è un'immagine che racconta meglio di qualsiasi classifica la seconda tappa del Tour de France 2026. Il campione del mondo che, dopo aver tagliato il traguardo, corre incontro all’amico, lo abbraccia e poi lo solleva in braccio come farebbe un fratello maggiore con il fratello più giovane.
È la fotografia di una giornata perfetta per la UAE Team Emirates-XRG. Una vittoria costruita con intelligenza, tattica, forza e un gesto di grande generosità del campione sloveno, che ha scelto di rinunciare al successo personale per regalare al suo giovane compagno la prima vittoria della carriera al Tour de France. Prima di arrivare alla vittoria non sono mancati momenti di tensione, dove per Del Toro, la giornata sembrava essersi complicata molto presto.
Il messicano è stato costretto a un cambio di bicicletta in un momento delicato della tappa, finendo nelle ultime posizioni del gruppo. Per rientrare ha dovuto spendere energie preziose, inseguendo a lungo prima di riuscire a riportarsi tra i migliori. Uno sforzo che avrebbe potuto compromettere la sua giornata. Invece è stato soltanto l'inizio di una prestazione straordinaria.
Quando la corsa è esplosa nel finale, Del Toro era di nuovo davanti, pronto a giocarsi le sue carte. Sull'ultima salita la UAE aveva preparato tutto nei minimi dettagli. Del Toro ha attaccato seguendo il piano studiato dalla squadra, mentre alle sue spalle Tadej Pogacar si è trasformato nel miglior gregario possibile.
Lo sloveno ha controllato ogni movimento, impedendo a Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel di organizzare un inseguimento pericoloso. Fino agli ultimi metri ha chiuso ogni spazio, proteggendo il vantaggio del compagno e permettendogli di arrivare da solo sul traguardo. Un gesto che racconta perfettamente la forza di una squadra capace di mettere il collettivo davanti ai successi individuali.
All'arrivo Del Toro era visibilmente emozionato. «Significa davvero tutto per me questa vittoria. L'ho detto tante volte: sono un ragazzo molto fortunato. Non potete immaginare quanto lavoriamo come squadra per arrivare a questo livello».
Il ventiduenne messicano ha voluto condividere il successo con tutte le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso. «Questa vittoria appartiene alla squadra, alla mia famiglia, ai miei amici, a tutti quelli che mi hanno sostenuto fin da quando ero bambino. Non riesco ancora a credere di esserci riuscito».
Tra le emozioni più forti della giornata c'è anche quella di condividere la squadra con il campione del mondo. «Essere nella stessa squadra di Tadej, nella migliore squadra del mondo, è qualcosa di incredibile. Non potete immaginare quello che provo in questo momento.»
Poi ha rivolto un pensiero al suo Paese. «Soprattutto penso al Messico. Tutto quello che sta succedendo è semplicemente pazzesco».
Del Toro ha raccontato anche gli ultimi chilometri della corsa. «Andavamo fortissimo e avevamo previsto che la tappa potesse svilupparsi in questo modo. In cima alla salita non ero nella posizione ideale e ho dovuto superare diversi corridori per rientrare».
Nonostante questo, ha continuato a credere nelle proprie possibilità. «Alla fine il vantaggio era più grande di quanto immaginassi e così ho semplicemente continuato fino al traguardo».
Nel raccontare il successo, Del Toro ha citato anche i suoi compagni di squadra, tra cui Brandon McNulty, fondamentali nel lavoro svolto durante tutta la giornata. «Vedere Tadej così felice per me, vedere Brandon felice significa tantissimo. Occasioni come questa non capitano quasi mai e sono davvero orgoglioso di essere riuscito a sfruttarla».
La vittoria di Del Toro rappresenta un momento storico anche per il ciclismo messicano. Alla domanda su cosa possa significare questo successo per il suo Paese, considerando che si stanno svolgendo i Mondiali di calcio, il giovane della UAE ha sorriso. «In Messico amiamo tantissimo il calcio e abbiamo grandi campioni. Ma riuscire a ottenere un risultato come questo qui in Francia, nella corsa più dura del mondo, è semplicemente un sogno».
Isaac Del Toro era considerato uno dei giovani più promettenti del gruppo. Oggi ha dimostrato di essere molto di più.
Dopo aver superato le difficoltà iniziali, ha avuto la forza di rientrare, di attaccare e di resistere al ritorno dei migliori corridori del mondo. Alle sue spalle Pogacar ha gestito la corsa con la sicurezza del campione, scegliendo di mettere il talento del suo giovane compagno sotto i riflettori e il loro abbraccio finale, testimonia il forte legame e il rispetto che hanno uno per l’altro.
Per il Messico questa è una giornata storica, mentre per Isaac Del Toro è soltanto il primo capitolo di una carriera che promette di essere straordinaria.
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