I VOTI DI STAGI. POGACAR GIOCA, DEL TORO SCARTA IL REGALO, VINGEGAARD SI PROTEGGE MA... PERDE

I VOTI DEL DIRETTORE | 05/07/2026 | 18:54
di Pier Augusto Stagi

Isaac DEL TORO. 10. Si prende quello che Tadej gli dà. Se lo prende con pieno merito, perché è lì, perché fa quello che gli dice il capitano, perché arriveranno momenti in cui dovrà dare l’anima per Taddeo e un “cadeau” così non si rifiuta mai. È lui, il messicano volante, il re del Montjuic. È questo ragazzo sveglio e scattante cresciuto all’ombra del campione del mondo sloveno che oggi si prende la luce, si prende la scena. Baci e abbracci alla fine, per un team che per taluni era apparso sottotono. Oggi fanno tutto con disarmante facilità, giocando al parco giochi in una festa che profuma di Uae Emirates.


Tadej POGACAR. 10 e lode. Fa quello che vuole e lo fa giocando e divertendosi come un bimbo al luna park. Lo pianifica e nel finale lo comunica a Isaac Del Toro. Volata controllata, volata girato all’indietro per sincerarsi che nessuno impensierisca lui, ma soprattutto che nessuno impensierisca il campione messicano. Una volata girato dall’altra parte, guardando negli occhi i suoi avversari, con il ghigno di chi sa che il bello deve ancora venire. E lui è già lì: a 6” dalla maglia gialla.


Remco EVENEPOEL. 6. Pedala benissimo, ma quando quei due partono, lui sembra uno dei tanti, anche se è il primo degli umani, lui che non è propriamente uno qualunque, ma un piccolo fenomeno.

Jonas VINGEGAARD. 6. Circola per il paddock con la mascherina. Non si fida e lo dice chiaramente,  il danese: «Negli ultimi due Tour ho avuto a che fare con i malanni, è meglio prendere delle precauzioni. Qui al Tour ci sono tantissime persone, meglio non rischiare». Per la cronaca: arriva 4°, perde la ruota di Del Toro, perde la ruota di Pogacar. Perde qualcosa, ma non la maglia e la testa.

Mattias SKJELMOSE. 7. È quello che prova a inventarsi qualcosa di diverso, ma si rende conto ben presto che di diverso c’è poco: fin quando c’è quello là.

Tom PIDCOCK. 5. È una tappa che dovrebbe sorridergli, invece arriva con una smorfia di dolore.

Juan AYUSO. 5. Corre sulle strade di casa, ma i suoi avversari sembrano più a loro agio.

Richard CARAPAZ. 6,5. Porta a casa poco, ma è tra quelli che si muove meglio e un brivido alla schiena lo fa scorrere un po’ a tutti.

Brandon MCNULTY. 9. Arriva il circuito del Montjuic e lo statunitense comincia a menare le danze, tenendo un’andatura che non è propriamente da passeggio. Lui sembra fare del turismo, ma alle sue spalle si notano cedimenti e sofferenza. Lavoro eccezionale, di un corridore tuttofare.

Paul SEIXAS. 6. Ad un certo punto la sua bicicletta comincia a fare i capricci. Il talento transalpino è costretto a un cambio veloce, con il compagno di squadra Paret-Peintre e, con un po’ di fatica, rientra in gruppo. Per la tappa porta a casa una top ten, a conferma che è sempre con la nobiltà del ciclismo: quella è ormai la sua zona di comfort.

Antonio TIBERI. 4. Il laziale paga subito dazio sul circuito del Montjuic. Si stacca e rientra, poi si ristacca. Arriva a quasi 6’: c’è da capire cosa è successo.

Florian LIPOWITZ. 5,5. Anche oggi lascia qualcosa per strada: il suo è un inizio al rallentatore.

Mathieu VAN DER POEL. 5. Lui su certi percorsi sa esaltarsi, l’ha fatto in più di un’occasione, ma oggi è la brutta copia.

Quentin PACHER. 17. Il 34enne transalpino della Groupama è uno dei più esperti corridori del gruppo, una vera bandiera per il ciclismo transalpino. Peccato che una bandiera – colombiana – gli si infili tra i raggi della ruota posteriore e deve ammainarsi, pardon, fermarsi per sistemare al volo le cose.

Alex MOLENAAR 7. Il 26enne olandese della Caja Rural prende e va dopo soli 4 km di corsa in compagnia del neo-campione tedesco Felix Engelhardt (Jayco AlUla) e Frank Van den Broek (Picnic PostNL). Il modo migliore per mostrare la “camiseta” spagnola per la prima volta al Tour de France e per celebrare il ritorno del team alla Grande Boucle dopo 37 anni. Se è per questo si prende anche la “camiseta” a pois: Olé.

Clément BERTHET. 17. È lui il primo a dover abbandonare il Tour de France. È di questo 28enne corridore della Groupama FDJ il triste record. E dire che la cronosquadre doveva garantire spettacolo (c’è stato, e anche tanto) e sicurezza (purtroppo molto meno).


Copyright © TBW
COMMENTI
Seixas
5 luglio 2026 19:16 Arrivo1991
Voto 8 : con le rogne avute, è rientrato spendendo molto.........

Uijtdebroeeks 6
5 luglio 2026 19:28 ghorio
Oggi merita il voto anche il 23 enne belga, dando qualche piccola soddisfazione alla Movistar, dopo la vicenda della seconda parte della crono di ieri.

Voti
5 luglio 2026 19:33 fransoli
Vingegaard è arrivato quarto con lo stesso tempo del vincitore, se si fa dieci e lode ai primi due il 6 stiracchiato è ingeneroso.... Gran recupero di seixas ma non ho capito perché quella sparata di benoot che lo ha messo un po' in croce

Vingegard
5 luglio 2026 19:44 Tola Dolza71
Perde l'abbuono e niente più, su un arrivo non molto adatto ha corso in controllo fino a 200 metri dall'arrivo dov'è andato un po' in difficoltà non essendo esplosivo come i due UAE

Due Campioni
5 luglio 2026 22:11 PEDIVELLA
Se oggi TP non avesse voluto far vincere la tappa a Del Toro avrebbe staccato JV e si sarebbe preso oltre al distacco cronometrico anche 4 secondi in più di abbuono. Per favorire il suo compagno pedalava in souplesse, smettendo anche di farlo per non superare il messicano, tenendo d'occhio il danese. Ieri il distacco vero sulla vera e propria salita è stato di 2 secondi pro TP. Non per fare i pignoli ma ieri i 12 secondi a molti sono sembrati un segnale negativo, ma in effetti sono stati solo il frutto di una cronosquadre ... individuale. Ne vedremo di belle con questi due campioni, già col coltello tra i denti fin dalle prime due tappe.

4 alla regia televisiva.
6 luglio 2026 00:00 pickett
Non solo non mostra l'arrivo dei corridori staccati;non mostra neppure per intero l'arrivo del primo gruppetto,staccando immediatamente sulle effusioni(esagerate e sgradevoli,a mio modesto avviso,ma ormai questa é la moda)tra Pogacar e Del Toro.Possibile che nessuno trovi nulla da ridire su quell'idiota totale del regista?E mi riferisco in particolare alla stampa,e ancor più al pessimo direttore del Tour.

Ulcera
6 luglio 2026 00:46 Ottavo Pianeta
Vedo che Pogacar anche oggi ha contribuito all'agravarsi dell'ulcera di qualcuno. Ha celebrato così la vittoria di Del Toro proprio per quello e il regista tv ne è complice. Un piano ben architettato per l'ulcera di qualcuno...

Pickett concordo
6 luglio 2026 09:20 VanDerPogi
Un arrivo in curva, le telecamere fisse con posizionamento insensato che si sono perse le azioni non sapendo bene chi inquadrare e con quale zoom...
Avrei fatto molte più riprese dall'alto

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Velodromo Vigorelli di Milano, 26 settembre 1986: Francesco Moser diventa primatista dell’ora al livello del mare. Esattamente 40 anni fa, in sella ad una bici “Moser” di colore azzurro e griffato Supermercati Brianzoli, Francesco percorse nell’ora 48, 543 km. Il...


Non c'è pace per i ciclisti in allenamento sulle strade... Matilde Vitillo, venticinquenne portacolori della Liv AlUla Jayco, è stata vittima di un brutto incidente in allenamento: l'atleta astigiana stava pedalando sulle strade di casa con la bici da cronometro...


Come lo scorso anno, la volata di Sveta Nedelja alla Cro Race è terreno di caccia di Paul Magnier, al termine di una quinta tappa partita da Karlovac e lunga 164, 5 chilometri. Dietro al velocista francese, completano il podio...


Il mondiale regala tradizionalmente storie e storielle, ma quella del massaggiatore che salvò la Slovacchia è qualcosa di inedito. Vladimir Kovacik ha 28 anni (il 12 dicembre ne compirà 29), fa il massaggiatore dopo aver corso nelle categorie giovanili, chiudendo...


Seconda vittoria stagionale per Lorenzo Campagnolo. Il vicentino del Borgo Molino Vigna Fiorita conquista la Cronoscalata da Verla di Giovo a Ville di Giovè per la categoria juniores svoltasi sulla distanza di 5, 1 chilometri. Campagnolo ha chiuso la prova...


La Federazione Ciclistica Italiana questa mattina, interpretando il sentimento di società, tesserati e accogliendo la richiesta proveniente da più parti, ha chiesto all’UCI l’autorizzazione a gareggiare con il lutto per ricordare il piccolo Nicolò, scomparso a seguito del tragico incidente...


La notizia non è nuova, dalle voci di corridoio si è passati il 2 settembre scorso ad una nota ufficiale della stessa Campagnolo. La Spac di Ivan Glasenberg, magnate sudafricano, amministratore delegato della Glencore, una delle società più grandi al...


Lei è la punta di diamante della Nazionale italiana e oggi affronterà la prova in linea iridata in sella a una Colnago V5rs unica caratterizzata da una livrea che gioca sulle tonalità del blu, loghi argento e preziosi dettagli dorati. continua la lettura...


Penultimo appuntamento iridato a Montreal con la prova riservata alla categoria donne elite. La gara si preannuncia durissima e selettiva: le 141 atlete al via, in rappresentanza di 57 nazioni, si sfideranno sulla distanza inedita...


Sarà un Mondiale più aperto, per via dell’assenza di Pogacar, dominatore delle ultime due edizioni: che poi qualcuno sia più favorito di altri è nella natura delle corse. Sarà un Mondiale impegnativo quello che Montreal vivrà come il secondo evento...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra