TEAM VISMA LEASE A BIKE. 10 e lode. Che bellezza vedere Vingegaard in giallo, che bellezza vederli già lì a darsele di santa ragione. Che bellezza questa cronosquadre che esalta in un sol colpo la squadra e il singolo, ammiraglia e tattici. Che bellezza questo abbrivio di Tour, degno del Tour. Il Re Pescatore indossa la prima gialla, ma sappiamo che lui è qui per quella di Parigi. È solo il primo colpo di pedale, è solo il primo squillo di un fuoriclasse che non va fuori giri. Che bellezza. Dimenticavo: Piganzoli è 7° nella generale: bellissimo.
NETCOMPANY INEOS. 10. Penalizzati fin dall’inizio, visto che devono rinunciare ad un uomo di classifica importante come Onley per un problema alla spalla rimediato in una caduta nella 6° tappa del Tour d’Auvergne, la formazione diretta da Geraint Thomas si supera e meriterebbe anche qualcosa di più. Tarling e Ganna sono una garanzia, ma gli altri faticano non poco a tenere il loro passo. In più di un’occasione si disuniscono. Niente Bernal: nel finale alza il braccio e comunica all’ammiraglia che non è giornata. Per lui partenza falsa. Niente da fare per Kèvin Vauquelin, che viene rallentato da una foratura. Grande la prestazione di Filippo Ganna e Tobias Foss. Grandissimo Pippo, che il finale lo fa a fiamma e arriva da solo: 21’55”, media 53,600 km/h. Sembra fatta, ma questa volta c’è Vingegaard a togliergli il sorriso, e la maglia gialla. È secondo nella generale a soli 8” dalla maglia gialla: provaci ancora Pippo!
UAE TEAM EMIRATES – XRG. 7. Non è una prova super, ma parliamo di eccellenze, di corridori che arrivano lì. È chiaro che il marziano Pogacar oggi torna sulla terra (in ogni caso la maglia “a pois” è finita a lui per aver fatto il migliore tempo di scalata). Un terzo posto che è un campanello d’allarme, non tanto per lui, ma per il rivale: il danese è tirato come un’aringa e quel che è peggio tira a più non posso.
LIDL TREK. 8. Cronocoppia finale con Vacek e Ayuso. Ottima la loro prova, la loro prestazione. Sono lì in zona, anche se quei 16” che separano Vingegaard da Ayuso non sono pochi.
RED BULL HANSGROHE. 6,5. Hanno il turbo nel motore, ma c’è anche chi il motore lo appesantisce. Remco è una furia, se fosse per lui la farebbe da solo, ma non può: se non nel finale.
DECATHLON CMA CGM. 7,5. Prestazione maiuscola per tutto il team. Non sono gli uomini da battere, ma si battono.
ALPECIN PREMIER TECH. 6,5. Bravi loro, bravissimo lui. Brava la squadra, bravissimo come sempre Mathieu Van der Poel. Prova di assoluto livello. L’olandese si divora l’ascesa finale con un ritmo che gli vale il miglior tempo parziale, ma il suo è in ogni caso un gran tempo.
GROUPAMA FDJ UNITED. 7. Volatona finale di Romain Gregoire, che sfrutta a regola d’arte l’ottima prestazione di tutto il team, nonostante la caduta di Guillaume Martin Guyonnet. Coprono la distanza in 21’22” alla media di 52,300 km/h. Alla fine, va bene così.
BAHRAIN VICTORIOUS. 6,5. Il team di Antonio Tiberi fa il suo, senza strafare. L’azzurro comincia il suo Tour con il tredicesimo tempo: dai!
JAYCO ALULA. 7. È vero che sono qui per fare classifica con Plapp, ma pensano al breve, ad una maglia gialla che può essere alla loro portata. L’ultimo uomo che lanciano è Michael Matthews: buona la sua prestazione. Quando arriva non è il migliore, ma appena dietro ai Groupama.
EF EDUCATION EASY POST. 6,5. Sono una squadra di guastatori, tutto estro e fantasia. Oggi c’è solo da pedalare e lo fanno senza lode e senza infamia.
PINARELLO Q36.5 PRO-CYCLING. 6. Decidono di lavorare per Tom Pidcock, come era logico che fosse, poi però il britannico non riesce a fare un finale degno di lui.
SOUDAL QUICK-STEP. 6. Anche il team belga fa quello che può. Non possono pretendere la luna, ma non finiscono nemmeno su Marte.
UNO X MOBILITY. 5,5. La formazione di Johannessen avrebbe materiale umano per fare meglio, ma finisce per restare nella mischia.
TOTALENERGIES. 5. Il team di Jordan Jegat non ha le caratteristiche per spaccare il mondo, ma oggi un po’ rotto arriva.
CAJA RURAL-SEGUROS RGS. 6. Sono loro ad aprire di fatto il Tour de France numero 113: partono per primi ed evitano la maglia nera.
TUDOR PRO CYCLING. 5. Hanno un cronometro che non ha bisogno di presentazioni, ma con il tempo non sono a loro agio.
NSN CYCLING TEAM. 5,5. Per loro la parola d’ordine è limitare i danni: li limitano.
COFIDIS. 5,5. Partenza lenta, ma per il team transalpino c’è tutto un Tour per costruire qualcosa di buono.
MOVISTAR. 4. Giornata nera per Cian Uijtdebroeks. Il belga va fuori giri sul più bello e salta per aria (questione di crampi, dirà lui). Lo lasciano al suo destino. È da tanto tempo che lo aspettano: lo aspettano anche oggi.
LOTTO INTERMARCHÈ. 5,5. Obiettivo: salvare la pelle. Per quello che hanno, fanno il loro.
PICNIC POSTNL. 5. Subito in partenza problemi per Warren Barguil, ma i problemi ci sono per tutto il team.
XDS ASTANA TEAM. 5. Non è la loro prova, non si poteva pretendere di più, ma almeno evitare l’ultimo posto, anche se va detto che Velasco, Tejada e Vinokourov sono stati coinvolti in una caduta che ha inevitabilmente condizionato la tappa.