Saranno dodici i ciclisi italiani al via del Tour de France e il nostro movimento torna a crescere e sogna un ruolo da protagonista, anche se non potrà puntare al gradino più alto del podio.
L'Italia si presenta al via della 113^ edizione del Tour de France, che scatterà sabato da Barcellona, con dodici corridori, un numero che rappresenta un segnale incoraggiante per il movimento azzurro. Dopo anni difficili, il ciclismo italiano torna infatti ad aumentare la propria presenza nella corsa più importante del mondo: nel 2024 gli italiani al via erano soltanto otto, mentre nel 2023 erano addirittura sette.
Non sono ancora i numeri dei grandi anni d'oro, ma la tendenza è finalmente quella giusta. E anche se manca un corridore capace di lottare per il podio finale di Parigi, gli azzurri avranno numerose occasioni per lasciare il segno tra fughe, cronometro, volate e tappe di montagna.
Edoardo Affini è il grande sospiro di sollievo di questa corsa gialla. La notizia più attesa in questi giorni, riguardava proprio la sua partecipazione alla Grande Boucle. Dopo la caduta ai Campionati Italiani, che aveva tenuto con il fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori, il campione europeo a cronometro sarà regolarmente al via del Tour con la Visma-Lease a Bike. Per la squadra olandese rappresenta una pedina fondamentale. Nelle tappe pianeggianti sarà infatti uno degli uomini incaricati di proteggere Jonas Vingegaard dal vento, dalle cadute e dagli inevitabili ventagli, riportando il capitano danese nelle prime posizioni del gruppo nei momenti più delicati della corsa.
C’è poi Davide Piganzoli, per il quale il sogno è diventato realtà. La sua è senza dubbio una delle storie più belle del Tour. Infatti il ventitreenne di Morbegno farà il suo esordio assoluto al Tour de France, coronando un sogno coltivato fin da bambino. La recente vittoria alla Route d'Occitanie ha confermato la sua crescita e ora arriva la prova più importante della carriera. Per Piganzoli sarà soprattutto un Tour da vivere, imparare e scoprire, ma il talento valtellinese ha già dimostrato di poter sorprendere anche sui palcoscenici più prestigiosi.
Tra le curiosità c’è quella di Lorenzo Germani, l'unico italiano nella squadra più francese di tutta la Grande Boucle. Infatti il ragazzo di Sora, in provincia di Frosinone, sarà l’unico non francese nella Groupama-FDJ United. La squadra infatti, schiererà un organico quasi interamente composto da corridori transalpini, guidati dal neo campione nazionale Romain Grégoire, e proprio Germani rappresenterà l'unica eccezione azzurra all'interno di una squadra profondamente legata alla tradizione francese.
Ci sono poi Tiberi e Caruso, che rappresentano l’esperienza e il futuro nella Bahrain Victorious. Antonio Tiberi sarà chiamato a confermare il proprio talento nelle tappe di montagna, mentre al suo fianco ci sarà il veterano Damiano Caruso, uno dei corridori più rispettati del gruppo. Per il siciliano sarà uno degli ultimi grandi appuntamenti della carriera, visto che al termine della stagione appenderà la bicicletta al chiodo per iniziare una nuova avventura in ammiraglia come direttore sportivo.
Come sempre, una delle principali speranze italiane porta il nome di Filippo Ganna. Il campione della Netcompany INEOS avrà nella cronometro una delle occasioni più importanti per conquistare una vittoria di tappa. Quando la strada diventa una sfida contro il tempo, il piemontese resta uno dei riferimenti assoluti del ciclismo mondiale.
La XDS Astana Team porterà al via due corridori italiani: Simone Velasco e Davide Ballerini. Entrambi cercheranno spazio nelle tappe movimentate e nelle fughe da lontano, dove esperienza e capacità di leggere la corsa possono fare la differenza.
Anche Marco Frigo, con la NSN Cycling Team, avrà carta bianca per andare all'attacco. Le sue caratteristiche lo rendono uno dei candidati ideali per entrare nelle fughe di giornata e cercare una vittoria che darebbe prestigio alla squadra.
Con la Caja Rural-Seguros RGA sarà invece presente Stefano Oldani, altro corridore che farà della generosità e dell'intraprendenza le sue armi principali.
Tra gli uomini più preziosi nelle gerarchie della Red Bull-BORA-hansgrohe ci sarà Mattia Cattaneo. Il lombardo avrà un compito delicatissimo: supportare Remco Evenepoel nelle fasi decisive della corsa, soprattutto nelle tappe più impegnative e nei momenti in cui il campione belga avrà bisogno dei suoi uomini migliori. Un ruolo spesso poco appariscente, ma fondamentale per le ambizioni di classifica della squadra tedesca.
Completa la pattuglia italiana Matteo Trentin, che vestirà la maglia della Tudor Pro Cycling Team. Con la sua enorme esperienza rappresenterà una guida preziosa per i compagni più giovani e potrà ritagliarsi anche qualche occasione personale nelle tappe più adatte ai corridori completi.
Questa è un'Italia che torna a farsi vedere, anche se con un po’ di fatica. Dodici azzurri non rappresentano ancora il ritorno ai fasti del passato, ma sono un segnale importante. Il ciclismo nostrano sta lentamente tornando a crescere e la presenza di giovani come Piganzoli e Germani, accanto a campioni affermati come Ganna, Affini, Trentin e Caruso, racconta di un movimento che sta ritrovando profondità.
L'Italia non parte con un favorito per il podio di Parigi, ma questo non significa che sarà una comparsa. Anzi, la tradizione insegna che i corridori italiani riescono spesso a trasformare fantasia, coraggio e tenacia in imprese memorabili.
Le fughe, le cronometro, le tappe di media montagna e le giornate più imprevedibili rappresentano il terreno ideale per gli azzurri. E se il Tour de France è la corsa che premia chi non smette mai di attaccare, l'Italia ha tutte le carte in regola per ritagliarsi, ancora una volta, un ruolo da protagonista.