ANNA VAN DER BREGGEN 10 E LODE. Non l'ha mai nascosto, il Giro è la sua corsa preferita e oggi ha regalato a tutti gli appassionati sul percorso e davanti al televisore uno spettacolo vero e proprio. Lei stessa si è definita esterna al gruppo delle favorite, eppure oggi ha rifilato oltre 1 minuto a quelle che secondo i bookmakers lo dovrebbero essere davvero . Anna non ha avuto modo di provare la cronometro come hanno fatto tutte le sue avversarie e così questa mattina non perde tempo, sale in cima e studia i quasi 13 km di gara. Al primo intermedio è già in testa, poi incrementa il suo vantaggio centrando una vittoria netta. Nelle interviste dopo l'arrivo parla di un successo importante per tutta la squadra, un segnale netto dopo la squalifica di Wiebes e dopo il ritiro di Harvey, oggi ha corso anche per loro. Sono passati quasi 5 anni dal suo ultimo successo al Giro eppure rieccola vincente con una scintillante maglia rosa.
MARLEN REUSSER 8 Per la maggior parte dei bookmakers era la favorita indiscussa ed effettivamente fa un incredibile tempo di scalata, poi però arriva Van der Breggen che ribalta completamente la situazione. Reusser paga oltre 1 minuto nei confronti della nuova maglia rosa, ma a colpire è soprattutto la sua lucidità all'arrivo in cui senza troppi giri di parole ammette la sua sentenza: l'olandese è stata la più forte. Per alcuni può sembrare uscirne sconfitta, ma di fronte ad una prova tale di Van Der Breggen il secondo posto della svizzera si può leggere come il migliore tra gli essere umani. Per sua stessa ammissione c'è stato qualcosa che non va, sicuramente avrà tempo per rifarsi.
DEMI VOLLERING 7. Tutti l'aspettavano vincente in cima al Nevegal, ma Demi ha pagato subito dazio dalla sua mentore Van der Breggen ed effettivamente non ha mai brillato come ci ha abituato. Per certi punti di vista è una sconfitta, ma è comunque un terzo posto in una tappa durissima. Inutile negare che da una fuoriclasse come lei ci si aspettava molto di più.
MONICA TRINCA COLONEL 9. Fino a tre anni fa pensare vederla al Giro era soltanto una fantasia impossibile, fare un crono di questo livello non era nemmeno nella sua testa. Oggi Monica ha fatto una prova incredibile partendo si dall'intermedio dove ha fatto peggio solo di Van der Breggen, poi la valtellinese è salita con costanza. Trinca Colonel ha dato tutto, migliore delle italiane, una quinta posizione a soli 27" da Reusser e che vale oro. Da questo momento è iniziato il Giro vero e sembra proprio che Monica sia della partita.
VALENTINA VENERUCCI 7. L'anno scorso ha fatto la storia diventando la prima Sammarinese al Giro, oggi Valentina si ritaglia un ruolo da protagonista nella prima tappa della cronometro. Per lungo tempo il miglior tempo al traguardo è il suo e per molti è già un sorpresa. Alla fine della giornata sfiorerà la top 20, ma per lei che corre in una squadra Continental un risultato del genere in una tappa così dura è più che speciale.
ISABELLA HOLMGREN 7. Ha appena compiuto 21 anni eppure quando il gioco si fa duro urla presente. La canadese è un vero e proprio talento che il team Lidl Trek sta facendo germogliare con cura, intanto domani ripartirà con la maglia bianca di miglior giovane.
ELISA LONGO BORGHINI 6,5. Elisa ha provato e riprovato questa salita per farsi trovare pronta sapendo che avrebbe dovuto difendersi dall'attacco delle sue avversarie. La campionessa italiana in linea è arrivata al Giro dopo una primavera turbolenta, consapevole delle sue difficoltà ma con la voglia di mettersi in gioco, pedalando sia con il cuore che con la testa. Al traguardo è ottava, un risultato per alcuni sotto le aspettative, ma siamo sicuri che per la Longo sia già un punto da cui ripartire. Senza contare Van der Breggen, dovrà recuperare 47" nei confronti di Reusser e 40" Vollering, è difficile ma non impossibile.
MARION BUNEL 5. E' la vera grande delusione di questa cronoscalata. La fortissima scalatrice francese ha chiuso terza la Vuelta ed è al Giro per fare classifica, ma proprio quando la strada inizia a salire paga dazio.
FANCLUB LAURA TOMASI 10. Laura al Giro non c'è, ma ci sono loro. Posizionati sul tratto finale della salita con maglietta e spiedo fanno il tifo per tutte, nessuna esclusa. Accompagnano ogni atleta durante la scalata incitandola ad affrontare gli ultimi due chilometri, spingendola non con le mani ma con la voce.
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