La maglia Tricolore torna a brillare nel WorldTour. Jonathan Milan non ha voluto perdere tempo per onorarla e metterla davanti a tutti, vincendo la tappa inaugurale del Giro di Polonia 2026, sua prima apparizione dopo il successo di Cuneo. I motivi per sorridere sono tanti: la vittoria, in primis, ma anche il modo in cui è arrivata, netta e secca, davanti al sempre più rivale Paul Magnier (Soudal Quick-Step).
«Rientrare alle corse in questa maniera, con questa maglia, ci voleva, era quello che sognavo - ha raccontato Milan dopo l’arrivo -. Era importante per me e per tutta la squadra. La velocità è stata alta per tutta la tappa, la fuga era forte e abbiamo dovuto spingere per riuscire a tenerli vicino. Non c’era mai proprio pianura, era un continuo saliscendi che ti costringeva a tenere sempre gli occhi aperti. Nel finale sapevo di dover entrare all’ultima curva al massimo in decima posizione, e l’arrivo in leggera salita mi ha permesso di rimontare bene. Simile a Roma? Sì in effetti è vero, è stato uno sprint con delle somiglianze. Grazie ai ragazzi per il consueto grande lavoro».
Il percorso di questa edizione della corsa polacca è spezzato in due, le prime tre tappe sorridono agli sprinter, poi spazio agli uomini da classifica generale. Per Milan, quindi, l’obiettivo è massimizzare in questi primi tre giorni. La sfida con Magnier, che sembra poter diventare sempre più un grande classico delle volate, è quindi appena all’inizio.
«Anche le tappe successive mi saranno utili, sarò a disposizione dei miei compagni, vediamo se qualcuno riesce a tenere botta in classifica generale. Magnier? Mi ha messo in grossa difficoltà al Giro, è un ragazzo fortissimo. Oggi non so se sia riuscito a fare una volata pulitissima, devo riguardarmela, ma sicuramente nei prossimi due giorni sarà di nuovo lì a dare battaglia, e batterlo non sarà facile».
Il gigante friulano è reduce da un mese di altura, a conferma che l’alta quota, in fin dei conti, fa bene anche ai velocisti. «Quando sono in altura in realtà non cambia molto la mia routine, continuo a fare i miei sprint, le sessioni in palestra, qualche distanza lunga. Però dal punto di vista fisiologico non so darti una risposta soddisfacente, dovresti chiedere al mio allenatore Matteo Azzolini, che saprebbe spiegarvi tutto bene a 360°. “Come si allena un velocista in altura”… è un bello spunto per un articolo» ha chiuso scherzando Jonny.
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