Sepp KUSS. 10 e lode. Elementare, Watson. I più forti vincono e gli altri applaudono. Se il capitano pratica un altro sport, la Visma Lease a Bike non è da meno. E il 31enne luogotenente americano ribadisce che potrebbe essere capitano in qualunque altra squadra. Spalla di Vingegaard: diciamo capitano aggiunto. Corre anche oggi con grande lucidità e quando capisce che può provare a far saltare il banco, lo fa saltare. Va a riprendere Ciccone come una furia e si va a prendere una vittoria che gli mancava: quella al Giro. Oggi completa la collezione, almeno una vittoria di tappa in ogni Grande Giro (alla Vuelta due). Vittoria numero 12 in gare professionistiche, la prima quest’anno, la quinta per la sua Visma in questo Giro. Elementare, Watson. I più forti vincono e gli altri applaudono.
Derek GEE. 9. Fa un altro Giro, perché i calabroni giallo-neri sono di un altro pianeta, ma oggi per il canadese della Lidl-Trek oltre ad essere un gran bel Giro è un gran bel giorno. Un piazzamento d’onore, dopo una corsa d’avanguardia. Recupera qualcosa a livello di tempo, guadagna una posizione nella generale. Ora è 5° nella generale, ma – come avrebbe detto Ennio Doris - c’è anche domani.
Giulio CICCONE. 8. Si fa un mazzo tanto dall’inizio alla fine. Va per fare razzia di punti per la maglia azzurra Mediolanum e alla fine della giornata può essere soddisfatto: ora è primo con 57 punti di vantaggio sul fenomeno danese. C’è ancora da faticare, domani. Oggi accarezza il sogno anche di una vittoria di tappa, che evapora a 2.200 metri dal traguardo. Salta per colpa di Kuss. Gli saltano i nervi per colpa di Rubio. Salta in cima alla classifica degli scalatori perché questo era il suo obiettivo di giornata. Saltare la tappa di domani non è possibile: c’è da saltare ancora, sulla sella.
Felix GALL. 7. Non corre come se non ci fosse un domani – anche perché domani c’è -, ma corre come se non ci fosse il “re pescatore”. Lui controlla la corsa, amministra, insegue, chiude. Fa il suo come se fosse l’uomo da battere, ben sapendo di essere il primo dei battuti.
Jonas VINGEGAARD. 7. Statene pur certi, domani sarà affare suo. Appuntamento a Piancavallo, dove ci sarà un doppio passaggio, una doppia scalata. Lui vuole la vittoria di tappa: che vale doppio.
Jai HINDLEY. 6,5. Si difende alla grande, come grande è la fatica. Ma in un tappone da 5 mila metri di dislivello, la fatica non è nemica, ma amica: di tutti.
Damiano CARUSO. 7,5. È chiaro che vorrebbe qualcosa di pesante, ma è solo la pedalata che alla fine lo è. Posizione in classifica? Sempre nonno: pardon, 9°.
Davide PIGANZOLI. 7. Resta con il suo capitano fin quasi alla fine. Ma alla fine recupera più di un minuto a “smile” Eulalio per la maglia bianca di miglior giovane. Domani la resa dei conti, tra due ragazzi che sorridono alla vita. E noi con loro.
Einer RUBIO. 6,5. Lavora come un fabbro, picchia giù duro, ma alla fine, forse, batte un po’ in testa. Fa arrabbiare Ciccone: tra i più nervosi ed “elettrici” è forse proprio lui: premio Enel.
Michael STORER. 6,5. Cosa significa fare una corsa di regolarità: senza acuti, ma sempre di livello? Basta guardarlo.
Thymen ARENSMAN. 5. Giornata negativa per l’olandese, che tra gli uomini di classifica è chiaramente quello che paga più di tutti. Ci si domanderà: perché i suoi Netcompany l’hanno scortato in giro senza provare a prendersi il Giro? Perché forse sapevano che il loro uomo non era in una giornata super. Spera nella notte. A domani. Per oggi, buonanotte.
Mathys RONDEL. 6. Il ragazzino perde terreno, ma guadagna una posizione in classifica generale. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Guai bere!
Giulio PELLIZZARI. 6,5. Entra nella fuga di giornata e fa una corsa di assoluto livello. In ripresa. Si ripeterà?
Afonso EULALIO. 6. Lotta come un gladiatore. Un altro, al suo posto, avrebbe mollato molto prima. Lui molla alla fine e pochissimo. Non molla la maglia bianca e non perde nemmeno il sorriso.
Ludovico CRESCIOLI. 8. Il ragazzo della Polti VisitMalta entra nella fuga di giornata e veleggia per tutta la tappa con il meglio del meglio. Il ragazzo di Basso simbolo della nostra meglio gioventù.
Ben O’CONNOR. 4. Niente da fare, non pervenuto.
Matteo SOBRERO. 8. Scorta come meglio non potrebbe fare Giulio Ciccone. Lavora alla grandissima per centoventi chilometri. Poi alza il piede dal pedale. Applausi.
Jhonatan NARVAEZ. 17. Ieri, nel dopocorsa, picchia violentemente il volto contro una vettura che gli frena improvvisamente davanti. Ecuadoriano distratto? Probabilmente sì, visto che guardava il computerino. Tutto bene madama la marchesa. Ma oggi, all’improvviso, sangue dal naso e giramenti del capo. Ritiro immediato, come immediata la Tac: tutto regolare. Ufff.