GIRO D'ITALIA. LA NOSTRA GIORNATA SVIZZERA OSPITI DI KOMETA

GIRO D'ITALIA | 29/05/2026 | 08:10
di Giorgia Monguzzi

Il Giro d’Italia è una macchina gigantesca in cui vige una regola soltanto: vietato fermarsi. Ci sono le squadre, gli atleti, il gruppo dell’organizzazione, la carovana pubblicitaria, gli ospiti di giornata e noi giornalisti che ci affanniamo a correre tra partenza e arrivo cercando di portarvi tutte le informazioni possibili. Ci sono modi e modi di raccontare una tappa, ma per questa volta abbiamo cercato di farlo in una maniera un po’ diversa.


Per un racconto non convenzionale non potevamo che scegliere una delle tappe non italiane del Giro, ma per noi niente Bulgaria, ci è bastato attraversare le montagne e passare una dogana. A prima vista qualcuno ha creduto di rimanere in Italia, addirittura c’è chi nemmeno si è reso conto dello sconfinamento, ma l’ultima settimana di corsa rosa si è aperta con una giornata interamente in terra svizzera. Da Bellinzona a Carì, solo 113 km, la tappa più breve ma anche più temuta del gruppo: 3000 di dislivello, oltre 30°C, un inferno. Per l’occasione siamo stati ospitati da Kometa, azienda agroalimentare attiva nell’allevamento dei suini, nella lavorazione e trasformazione delle carni, tra gli sponsor del Giro una delle prime a credere nell'attuale Polti VisitMalta. Una volta fatta la conta dei presenti siamo partiti all’avventura. Abbiamo capito subito che il nostro viaggio sarebbe stato indimenticabile, a farci da driver e da Cicerone c’era un personaggio d’eccezione. Luciano Gasparotto, per tutti il Gaspa è uno di quei personaggi che si fa fatica a descrivere con le semplici parole, amico, appassionato, lo hanno nominato anche ambasciatore del ciclismo, sempre presente, sempre pronto a dare una mano, ma soprattutto a metterci passione. Per capire esattamente di chi si tratta vi consigliamo di passare almeno un pomeriggio in sua compagnia. Dopo nemmeno mezz’ora di viaggio ci ha già messo a nostro agio, ci ha illustrato il programma della giornata e ci ha fatto già salutare due volte da dei programmi radiofonici, insomma trattamento da star.


A Bellinzona c’è il pubblico delle migliori occasioni, intere scuole hanno tenuto chiuso per permettere agli alunni di godersi quello che per molti è la prima esperienza al Giro. Tutti in fila ordinati, ognuno con il proprio cappellino rosa, sguardo sorridente e voglia matta di portarsi a casa un gadget. C’è chi serve caffè, chi regala bottiglie d’acqua e chi cappellini, ma i bambini non hanno dubbi: il panino offerto dallo stand Kometa li batte tutti e come dargli torto… Per il foglio firma è ancora presto, la tappa parte tardi, ma c’è chi si è già appostato sotto il sole cocente per accaparrarsi il posto migliore. Altri invece hanno scelto come terreno di battaglia quello dei bus e camminano avanti indietro con la speranza di fare qualche incontro. Al pullman della Polti VisitMalta sono già tutti pronti per la foto di rito, Francesco Gavazzi, ora diesse, ci parla di quanto sia bello trovarsi non lontano dalla sua Valtellina e di essere tornato in gruppo, seppur in un altro ruolo. Sono passati due giorni dall’incredibile tappa di Milano e dopo l’iniziale delusione c’è la consapevolezza di aver sfiorato un’impresa. Mirco Maestri, il protagonista di quella giornata è il più gettonato da sponsor e tifosi, tante le pacche sulle spalle e la promessa di riprovarci. Intanto è già tempo di partire, la carovana rosa è diretta verso Carì, ma a Bellinzona la festa continuerà tutto il giorno.

Lungo il percorso le strade sono addobbate di palloncini rosa, tanti tifosi, tante persone comuni che hanno deciso di andare a bordo strada soltanto per appagare la curiosità di sapere quello che sta succedendo. In viaggio con noi c’è Martina Valcepina, due volte medagliata olimpica di short track, ma appassionata del ciclismo che è presenza fissa nella sua ruotine di allenamenti. Durante i ritiri le corse viste in televisione sono un momento speciale per fare qualcosa insieme, ma il ciclismo visto da dentro è molto più speciale. E’ una festa continua come quella ai piedi della salita di Carì dove il comitato locale ha allestito spiedi e postazioni bar. Al traguardo non si può salire, ma forse non è poi neanche tanto un peccato… «Era anni che aspettavo il Giro» ci dice una signora che, notando il nostro pass stampa, decide di fermarci per riempirci di domande e raccontarci la sua storia da appassionata. Anna è una di quelle tifose da televisore che supporta tutti per la bellezza dello sport, ma quando la corsa arriva sotto casa non si può non scendere a vedere. C’è un intero paese in festa e come la signora Anna tante persone si sono date appuntamento per un pomeriggio diverso dagli altri. Alcuni tentano la scalata a piedi, ma 11 km sotto il sole non fanno per noi.

La corsa arriva e la ammiriamo da un tornante dove è stata posizionata la zona hospitality. Vingegaard è ancora nel mondo degli umani, piazzerà il suo scatto decisivo solo 5 km dopo. Il resto lo vediamo sul maxi schermo, sotto il sole cocente, in mezzo ad un tifo ancora più caldo. Ci sono gli ospiti capitati lì per caso che si stanno facendo una full immersion sul come funziona una corsa di ciclismo, chi invece svela tattiche e ne fa di proprie, chi tifa gli italiani, chi Hindley e chi Gall, chi chiede quando ci sarà un crollo di Vingegaard e chi è convinto che non ci sarà mai. La famiglia di Davide Piganzoli non riesce a trattenere l’emozione, quel giorno il valtellinese ha fatto una corsa strepitosa ed è come se avesse vinto. E’ un turbinio di gioia e di incontri come quello con la nostra amica Lara, un’istituzione svizzera del ciclismo e visita immancabile per ogni sconfinamento nel Canton Ticino. Appassionata, tifosa, ma soprattutto proprietaria di un bar a Rodi Fiesso divenuto il crocevia di ciclisti, di corse e di tutto quello che ha a che fare con lo sport.

La tappa è finita, per gli atleti è già tempo di pensare al giorno dopo. C’è chi è distrutto, chi ha cercato di salvare la gamba, ma tutti in zona pullman cercano di trovare un attimo di tempo per i piccoli tifosi. Noi salutiamo amici e conoscenti che non vediamo da tempo. Per una volta pensiamo un po’ meno alla corsa pedalata e ci dedichiamo a quelle cose che di solito non abbiamo mai tempo di fare, un abbraccio, un come stai, una stretta di mano, ma soprattutto la promessa di vederci presto. Sono questi legami che vanno al di là del lavoro, dello scoop e della consegna entro il tempo limite, che fanno speciale il mondo del ciclismo. Spesso basta una giornata inusuale come questa per ricordarselo.

(foto Carlo Monguzzi)


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La seconda giornata dei Campionati Italiani Assoluti su pista al velodromo Francone di San Francesco al Campo (Torino) si apre nel segno di Miriam Vece, che conquista il titolo tricolore nel Keirin donne elite. La cremonese delle Fiamme Oro ha...


Greg LeMond, il californiano che piazzò la bandierina USA nell'albo d'oro del Tour de France un decennio prima del texano Lance Armstrong, in occasione del finale del Tour de France ha condiviso con L'Equipe parole non certo morbide nei confronti...


La Val di Sole è ormai da diversi anni una delle grandi capitali mondiali della MTB, e punta ad esserlo sempre di più. In meno di 20 anni ha ospitato 4 Mondiali e dopo le edizioni del 2008, del 2016 e...


La voce è meno potente di un tempo, segnata dalle difficoltà degli ultimi mesi, ma quando parla di ciclismo gli occhi di Eddy Merckx tornano a brillare come quelli del campione che ha cambiato la storia di questo sport. Nella...


Un altro Grande Giro, il secondo della stagione, è andato in archivio ma trattandosi del Tour de France, e in ottica ranking UCI della gara in calendario che metteva in palio più punti di tutte, è più che mai...


Si è spento Giovanni Zonta, 87 anni, detto “Mistero”. Era di Nove, in provincia di Vicenza. Il suo tempo libero lo ha trascorso per oltre 40 anni con la passione del ciclismo, prima come dirigente tra le fila del Velo...


Al termine del Tour de France, dopo il discorso del vincitore, ci sono state anche le dichiarazioni di Christian Prudhomme, il direttore della corsa gialla, che come da protocollo, tira le somme della corsa. Riguardo al vincitore, Prudhomme  incorona Pogacar,...


Tadej Pogacar ha vinto il Tour de France 2026, eguagliando il record storico di cinque successi ottenuti da Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. Il fuoriclasse sloveno è anche l’unico ad aver centrato il trionfo finale per due volte da campione...


Alle 8 della domenica mattina sotto Il portico comunale, la tipica "ala" piemontese, Jacopo Mosca partecipa alla riunione dei direttori sportivi in vista della gara esordienti. Tranquilli, non e' un back to back, siamo ad Osasco, il paese d'origine del...


Un Tour de France straordinario. Un Tour de France leggendario. Non esiste modo migliore per descrivere la Grande Boucle 2026 di A&J ALL SPORTS, grazie agli eccezionali risultati ottenuti dai suoi atleti. Per la seconda volta da quando i fratelli...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra