Uno dei pregi di Patrick Lefevere è sicuramente quello della schiettezza. Ci si può trovare d'accordo o meno con le sue esternazioni, ma di sicuro le sue riflessioni non sono mai banali, certo provocatorie e sicuramente pungenti.
Ancora una volta nel mirino del dirigente belga, la cui rubrica Column su Het Nieuwsblad è uno dei momenti più attesi della settimana ciclistica in Belgio, è finita l'Uci con quella che non è una semplice frecciata ma un vero e proprio sciame di dardi pungenti: «All'UCI sono davvero tanto zelanti nel vietare le cose. Calzini che arrivano troppo in alto? Vietati. Fare pipì in una borraccia? Vietato. Il sistema Gravaa che rigonfia istantaneamente le gomme? Vietato, proprio prima della Parigi-Roubaix. Esultare quando vince un compagno di squadra? Vietato. Manubrio più stretto di 40 centimetri? Vietato. Maglia gialla, verde o bianca a pois rossi? Vietata. Spesso vietano le cose a ragione, ma la lista di banalità su cui si impegnano è imbarazzantemente lunga».
Ma chissà se ad Aigle qualcuno sarà davvero imbarazzato...
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