Nel cuore della prima pagina, il Corriere della Sera “spara” una grande foto, dedicata a Giulio Ciccone, intento a baciare la sua maglia rosa. Eccola, nobilitata dalla copertina di un quotidiano generalista, un’immagine che ricorre un pò su tutti gli altri giornali, simbolo dell’effetto balsamico di quella leadership per le due ruote di casa nostra. Oggi tra i lettori prevale la partecipazione al sogno avverato di Giulio, che ha costretto la Gazzetta a far di conto: a 31 anni, dopo 11 stagioni sulle spalle, Ciccone raggiunge dopo 150 tappe un traguardo che "inseguiva come se fosse lo scopo della sua carriera” ricorda nel suo commento Pier Bergonzi. L’abruzzese spera di portare nella sua terra il simbolo del primato, come ricorda Repubblica(Il romanzo rosa di Ciccone, richiamato nel titolo, non ha nulla di melenso), evocando al pari del Corsera le emozioni irrazionali che governano il mondo in sella secondo Giulio, lui che ha un adesivo del Pirata sulla bici. Qualcosa vuol ben dire, c’è bisogno di queste forme di simbolismo forte e buono. Su Il Giornale, Pier Augusto Stagi coglie l’attimo speciale di Ciccone, quel terzo posto che può valere tanto. Così è stato per un corridore che “veste quasi inaspettatamente sul filo di lana, in quell’età matura che trasforma i sogni in senso del dovere”. Anche così, in Calabria, il capitano della Lidl Trek è salito in cattedra. Divagazioni francesi, infine: per i più distratti, L’Equipe dedica una pagina a Mathys Rondel, emergente transalpino nei ranghi della Decathlon CMA CGM. Gulp, è anche la compagine di Paul Seixas. E ti viene quasi da temere che i cugini d’Oltralpe ci abbiano preso nel dedicare attenzione speciale ad un corridore non così noto dalle nostre parti. Rondel, cognome annotato.
GAZZETTA DELLO SPORT
CICCONE IN MAGLIA ROSA UN OSCAR ALLA CARRIERA NON CI SONO LIMITI AI SOGNI
Quel bacio alla maglia rosa con gli occhi umidi è un manifesto alla bellezza del ciclismo e dei suoi personaggi. Il Giro riparte dalla Calabria con l’affetto commovente che solo i tifosi del Sud sanno regalare e Giulio Ciccone tocca il cielo con la bici. Terzo nella volata vinta dall’ecuadoriano Narvaez, a Cosenza, diventa il primo della generale in maglia color Gazzetta. L’abruzzese, 31 anni e undici stagioni sulle spalle, inseguiva questo traguardo come se fosse lo scopo della sua carriera. Ci è riuscito dopo 150 tappe… tante sono quelle che ha corso al Giro d’Italia dal 2016, l’anno del suo debutto. (Pier Bergonzi)
CORRIERE DELLA SERA
CICCONE IN MAGLIA ROSA E’LA PRIMA PER L’ITALIA E’IL NUOVO LEADER DEL GIRO: “VIVO PER EMOZIONI IRRAZIONALI”
In uno sport che misura con il bilancino da farmacista i carboidrati della cena, in maglia rosa va un ragazzo abruzzese che da dieci anni corre spendendo anche energie che non ha: Giulio Ciccone. Giulio per alcuni generoso per altri sprecone, Giulio che se esce una fuga ci si calamita dentro senza pensarci troppo, Giulio che al riparo dal vento (e dai guai) non sa stare, Giulio che quando vince lancia gli occhiali al pubblico adorante fregandosene di multe e possibili squalifiche (Marco Bonarrigo).
REPUBBLICA
IL ROMANZO ROSA DI CICCONE, “IN TESTA COME PANTANI”
Il più bel terzo posto del mondo ha regalato a Giulio Ciccone un orizzonte insperato, sconosciuto, rifuggito all’inizio di questo Giro: “sto correndo con leggerezza, senza assilli di classifica”. Però ora, per lo scalatore di Chieti cambia qualcosa: “voglio portarla il più lungo possibile, magari fino al mio Abruzzo. Una terra che amo, ma con la quale in bici ho sempre dovuto litigare”. Corre con l’adesivo del Pirata sulla bici, “ho sempre avuto in testa l’immagine di Pantani in maglia rosa, io vivo di emozioni e niente è come la sensazione di essere riconosciuto (Cosimo Cito).
IL GIORNALE
UNA ROSA IN ITALIA
Il Giro finalmente sulle nostre strade e Ciccone si prende la maglia: «Il sogno di un bimbo che si realizza». Tappa a Narvaez
Il Giro in Italia si tinge d’azzurro con Giulio Ciccone in maglia rosa. Ci sono momenti che anche un terzo posto può valere tanto, anche qualche lacrima. Un terzo posto per balzare al comando della classifica e vestire quella maglia rosa che sognavi fin da bambino e che invece Ciccone veste quasi inaspettatamente sul filo di lana, in quell’età matura che trasforma i sogni in senso del dovere. «È uno di quei giorni in cui è difficile trovare le parole – dice a caldo il corridore abruzzese già in giallo per due giorni -: era il mio sogno di bambino. È arrivata quando meno me lo aspettavo. Voglio godermela e la dedico a tutte le persone che mi vogliono bene. Non so se è la fine di un percorso o l’inizio di uno nuovo, ma avere addosso questa maglia è qualcosa di speciale». (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
RONDEL, UN PIANO PRECISO
FIno ad adesso, tutto si è svolto come previsto. Dopo le prime quattro tappe del Giro, diffuse da Eurosport e disponibili su L’Equipe, Mathys Rondel ha perseguito l’obiettivo di “non perdere tempo” rispetto ai leader, ritrovandosi a 10” da Giulio Ciccone, che ieri a Cosenza ha conquistato la maglai rosa. (Julien Chesnais)
TUTTOSPORT
GIOIA CICCONE, ROSA PER CASO
Se non è la prima volta che si presenta al Giro d’Italia senza ambizioni dichiarate di classifica, nei suoi 31 anni che in dicembre scivoleranno a 32, poco ci manca. Eppure, per paradosso (ma forse no...), Giulio Ciccone proprio ieri ha indossato la prima maglia rosa della sua carriera. Dieci anni dopo l’esordio nella corsa “di casa”, sette dopo essersi vestito di giallo al Tour de France. Una “doppietta” che abbaglia e che ammalia, e che ben racconta dello spessore del campione abruzzese: in rosa “per caso” (Daniele Galosso)
AMADIO: «GIULIO NON È AL TOP, CHE BRAVO SOBRERO»
«Verso Cosenza - esclama Roberto Amadio, commissario tecnico degli stradisti azzurri - ci ha mostrato una bella versione di lui senza essere al top: sono certo che nei prossimi giorni crescerà ancora. La sua marcia d’avvicinamento al Giro d’Italia era stata migliore nel 2025. Il Blockhaus? Una salita sulla quale Vingegaard e Pellizzari sono più competitivi di Ciccone, che però adesso ha il morale alto ed è abruzzese. Ciccone sul Blockhaus può vincere grazie al fattore campo». (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
CICCONE IN TESTA
La Calabria riabbraccia il Giro che torna in Italia e festeggia la prima maglia rosa di Giulio Ciccone. L’ha inseguita dalle prime pedalate sulle strade del suo Abruzzo quando era un ragazzino che bramava di vestirla un giorno. Lo scorso agosto a Limone Pie-monte, il trentunenne teatino della Lidl-Trek ha accarezzato la sua «cugina» rossa, nella partenza italiana della Vuelta e da quel momento si è detto che non avrebbe più curato la classifica. (Alberto Dolfin)
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