Due rette parallele che s'intrecciano in nome della sicurezza in bicicletta e della diffusione del ciclismo. Due progetti che vedono protagoniste Monza e la Brianza, e si rafforzano col supporto sempre più consistente di BCC Carate e Treviglio. Oggi lo storico ristorante Ses Culonn di Biassono e il titolare Claudio Beretta hanno accolto attori e attrici di questo coacervo d'iniziative che non mira ad agonismo e competizione, ma ad avvicinare le nuove generazioni in modo sano alla bici e alla strada.
Per il quinto anno il Progetto Laboratori di Ciclismo permette ai giovanissimi frequentatori degli oratori sul territorio monzese-brianzolo di prendere confidenza con la bicicletta e il suo corretto utilizzo. Come spiega la presidentessa del comitato provinciale della Federciclismo, Chiara Mariani: «Abbiamo implementato questo progetto subito dopo la pandemia, all'inizio erano coinvolti 4 oratori feriali e dovevamo cercarli noi, oggi sono 17 oratori e ci cercano loro. Reclutiamo tecnici formati dalla FCI, che in collaborazione con gli educatori degli oratori propongono attività di gioco in bici. Come Comitato Monza Brianza mettiamo a disposizione le bici per chi non ce l'ha e non può portarsela da casa, oltre alle attrezzature necessarie per il gioco... e l'educazione stradale. Dotiamo infatti gli oratori di cartelli stradali per insegnare in modo ludico le norme fondamentali della strada ai bimbi. A potenziare ulteriormente la diffusione dei Laboratori di Ciclismo è la collaborazione col Centro Sportivo Italiano, qui rappresentato da Gianluca Londoni, responsabile del progetto "Pedalare è Libertà" del CSI».
Per il secondo anno, invece, Pedala in Sicurezza apre le porte dell'Autodromo di Monza al ciclismo. Dall'11 maggio al 31 luglio, 17 serate in cui atleti tesserati per la Federazione Ciclistica Italiana, la Federazione Italiana Triathlon o per Enti di Promozione Sportiva possono pedalare in un ambiente sicuro e controllato, con accesso a numero chiuso e iscrizioni digitalizzate su www.consorziociclisticomb.it
A gestire il progetto in autodromo è infatti il Consorzio delle società ciclistiche di Monza e Brianza, presieduto da Ruggero Cazzaniga: «Siamo felici che i progetti proposti dal Comitato provinciale Monza e Brianza, di cui il nostro consorzio è emanazione, vengano seguiti e supportati per crescere sempre più. Laddove le società sono in difficoltà ad allestire eventi da sole, noi le aiutiamo a unire le forze. L'allenamento in sicurezza dei più piccoli è la base per coltivare la passione del ciclismo. Già l'Assessorato allo Sport di Monza aveva in mente di aprire l'autodromo al ciclismo, in noi ha trovato chi fosse in grado di farlo in maniera regolata e competente».
Chiamata così in causa, l'assessora Viviana Guidetti conferma e rilancia: «Il mio intento è di restituire all'autodromo un valore per il territorio, al di là dei grandi eventi automobilistici. Fondamentali in tal senso sono il ciclismo e il podismo. Le gare podistiche stanno avendo grande successo, come la Run For Life, per il ciclismo stiamo sostenendo queste bellissime iniziative che trasformano un luogo iconico in un valore aggiunto per la sicurezza. Durante l'apertura al pubblico ci sarà sempre qualcuno esperto in soccorso e un'ambulanza. L'anno scorso Pedala in Sicurezza era aperto solo alle società ciclistiche FCI, ora la platea si amplia e verrà richiesto un piccolo contributo. Ad arricchire tutte queste iniziative, il 12 settembre in piazza Roma, a Monza, ci sarà il Pullman azzurro della Polizia per fare educazione stradale, con circuito e gimkane in piazza. Bisogna anticipare più possibile l'età in cui si fa educazione stradale e ridurre al minimo i rischi!»
Dopo promotori e organizzatori, parola a chi fornisce linfa vitale col proprio supporto economico: BCC Carate e Treviglio. Presente insieme al revisore dei conti Pierluigi Brenna, il presidente Ruggero Redaelli ha pronunciato un accorato discorso: «Questo è un esempio virtuoso da replicare in altre zone di Lombardia e Italia. Siamo vicini alle iniziative ciclistiche sul territorio, in nome anche e nel ricordo dell'ex presidente Vittorio Ghezzi, grande appassionato di ciclismo ed ex presidente sia della Federciclismo lombarda che della squadra ITLA. Il tema attuale e di primaria importanza della sicurezza nel ciclismo s'intreccia direttamente con la diffusione della pratica sportiva in bici. In Italia si registrano ancora troppi incidenti che coinvolgono ciclisti e queste iniziative vanno nella giusta direzione per educare le nuove generazioni al rispetto delle regole, stradali e non, coltivando la passione per il ciclismo che è straordinaria passione di vita. Quale sport meglio del ciclismo per incarnare e insegnare la cooperazione? Quando Ruggero Cazzaniga mi ha proposto i Laboratori del Ciclismo in oratorio siamo stati entusiasti, anche perché la nostra banca trae origine dal magistero sociale della Chiesa. Entusiasmo che si è rafforzato coi successivi e aggiuntivi progetti legati ad autodromo e pullman della Polizia. Da componente del consorzio Villa Reale e Parco di Monza, inoltre, conosco bene la sensibilità dell'amministrazione cittadina nell'aprire parco e autodromo per manifestazioni belle e utili alla cittadinanza. Siamo una banca al servizio del territorio, una banca di comunità che non vuole essere attiva solo raccogliendo risparmio ed erogando credito, ma agendo come doppia cinghia di trasmissione, sia di sviluppo economico che sociale. Siamo l'anello di una catena dove tutti gli anelli collaborano strettamente per far girare la ruota. Questi progetti generano valore per il territorio e per il ciclismo, e non vanno dimenticati i ringraziamenti alle società sportive locali, dai dirigenti a tecnici e volontari».
Ultimo ma non certo meno importante, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni: «La sicurezza non è solo un tema caldo, ma un vero e proprio "handicap" per il ciclismo in Italia. Per questo abbiamo inviato le nostre proposte ai gruppi parlamentari, legate alla sicurezza sia sulle strade che in gara. Uno degli strumenti più immediati in termini di sicurezza è l'impiantistica protetta. Proprio ieri ero in Regione Lombardia e parlavo con alcuni assessori di quanto sarebbe bello promuovere tanti ciclodromi nei paesi. Nel frattempo parliamo del presente, di un impianto d'eccellenza come l'autodromo di Monza che apre le porte al ciclismo e dell'utilizzo di spazi come gli oratori, dove c'è bisogno, tempo e spazio per svolgere attività in bici. Portare il ciclismo nelle scuole è infatti un bel principio, però è molto complicato. Tornando all'autodromo, sto cercando di dialogare col presidente dell'ACI Geronimo La Russa per coinvolgere più autodromi italiani in iniziative ciclistiche. Infine, è in fase embrionale e ancora a livello di idea potenziale, la creazione di una "scuola delle cronometro" in autodromo, perché è una specialità dove l'Italia è leader mondiale ma i nostri cronomen sono praticamente autodidatti...»
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