GIRO DI TURCHIA, BERWICK IN TRIONFO MASCHERANDO LE SUE CONDIZIONI DI SALUTE: “ERO MALATO DA 2 GIORNI”

PROFESSIONISTI | 03/05/2026 | 16:15
di Federico Guido


Ci sono voluti sei anni da professionista per vedere Sebastian Berwick brindare al successo finale di una corsa a tappe. Dopo i secondi posti all’Herald Sun Tour nel 2020, al Tour of Alsace nel 2023 e al Tour of Hainan 2023, lo scalatore di Brisbane ha potuto finalmente salire sul gradino più alto del podio al Giro di Turchia 2026 dove la sua costanza (secondo su entrambi gli arrivi in salita del percorso di quest’anno) lo ha portato a mettersi alle spalle Ivan Sosa e Kamiel Bonneu nonostante, nelle ultime 48 ore, le sue condizioni di salute fossero tutt’altro che perfette.


“È da due giorni che sono davvero malato. Dopo il secondo arrivo in salita il mio stato di salute è peggiorato, ma sono riuscito a non darlo a vedere. Non potrò mai ringraziare abbastanza i miei compagni: hanno fatto tutto il possibile per aiutarmi a tenere la maglia e avevo davvero bisogno del loro supporto” ha rivelato il ventiseienne australiano dopo le premiazioni.

“È una vittoria che significa molto per la mia carriera in questo momento e mi dà davvero molta fiducia per la seconda parte dell’anno. Ho sempre creduto che avrei potuto impormi perché vengo sempre a queste gare convinto di poter vincere” ha proseguito Berwick, autore finora di un 2026 decisamente convincente.

“Penso di aver fatto un enorme passo avanti quest'anno: in Oman mi è mancato solo un secondo per salire sul podio, alla Milano-Torino ho fatto bene lottando con corridori di altissimo livello e ora ho vinto qui chiudendo questa prima parte della stagione in grande stile”.

Decisiva nel mettersi in tasca il secondo alloro di tutta la carriera la sua capacità di emergere nei finali di gara dove, in maniera piuttosto evidente, ha mostrato di avere più brillantezza dei suoi rivali diretti.

“Le gare con arrivo in salita sono sempre state in quelle in cui vado meglio. Ho sempre lavorato su questo tipo di sforzi e dunque tirar fuori prestazioni del genere è qualcosa che mi viene naturale”.

Tale qualità gli ha permesso d’indirizzare la classifica generale specialmente lungo la terribile scalata di Feslikan dove, partendo a 2,5 km dall’arrivo, ha allargato progressivamente la forbice sugli avversari andando ad auto-premiare con la maglia di leader uno sforzo oltremodo intenso.

“È stato il più intenso della mia carriera finora e credo che l’abbia sentito in maniera così forte anche per via dell’altura che negli ultimi dieci minuti mi ha davvero prosciugato”.

Nulla a che vedere con la fatica fatta tre anni fa per conquistare quello che fino a oggi era il suo unico successo da pro’ ovvero la terza tappa del Tour of Hainan 2023, proprio la corsa dalla quale Berwick è volato direttamente in Turchia.

“In Cina non è andata benissimo e mi ha stupito non esser riuscito a far bene laggiù: pensavo di poter arrivare sicuramente tra i primi cinque, ma alla fine non è stato questo caso. Credo semplicemente che non ne avessi”.

Tutta un’altra storia invece in Turchia dove, stupendo anche se stesso, Berwick si è sentito frazione dopo frazione sempre più in palla.

“Mi sono presentato con nuova motivazione e una squadra molto competitiva ma sono rimasto comunque molto sorpreso di ritrovarmi con una gamba del genere. Sono andato in crescendo giorno dopo giorno: le prime due tappe mi hanno davvero rimesso in carreggiata, alla terza ho cominciato a sentirmi molto bene e quindi ho continuato ad avere sensazioni in crescendo fino alla sesta, dopo la quale invece non ho potuto far altro che stringere i denti fino alla fine”.

Smarcata la vittoria che gli mancava da due stagioni e mezzo, Berwick ora tirerà il fiato prima di riattaccare il numero sulla schiena e imbarcarsi in nuove avventure fra cui, forse, anche quella chiamata Tour de France che scatterà da Barcellona il prossimo luglio.

“Ora staccherò per una settimana e quindi tratteremo l’argomento con la squadra decidendo quale sarà il calendario e il modo migliore per affrontare le prossime gare tra le quali, spero, possa esserci anche il Tour. Probabilmente farò un ritiro in quota, ma in realtà vivo ad Andorra quindi il mio appartamento si trova già in altitudine”.

In caso di partecipazione, Berwick potrebbe dire di aver partecipato in carriera a tutte e tre le grandi corse a tappe del calendario viste le precedenti apparizioni alla Vuelta Espana (2021) e Giro d’Italia (2023, dove finì terzo nella tappa di Rivoli vinta da Nico Denz), gare queste entrambe che l’hanno visto al via con la maglia di una squadra (la Israel Premier Tech) dove ha vissuto un’esperienza che indubbiamente lo ha aiutato ad arrivare dove è oggi.

“Mi ha insegnato a essere molto più resiliente. Riprendermi dal non aver ottenuto il rinnovo con loro e firmare con la Caja è stata probabilmente la cosa migliore che mi potesse capitare, ha rafforzato molto il mio carattere e, guardando a come sta andando questa stagione, non credo che avrei potuto fare scelta migliore”.

Qui il corridore australiano ha trovato l’ambiente ideale per trasformare in risultati la sua voglia di rivalsa e mettere definitivamente in mostra capacità che in questo 2026 lo hanno portato a essere il corridore con più punti UCI a carico fra quelli in forza nel team spagnolo, squadra dove l’unica abilità in cui ancora Berwick ancora non si è distinto è la lingua.

“Il mio spagnolo migliorando ma probabilmente dovrei impegnarmi un po' di più. Proverò a trovare un insegnante, perché non sono particolarmente fluido e ho bisogno di un po' d’aiuto ad essere sincero, ma riesco comunque a godermi l’ambiente” ha chiosato il neovincitore del Giro di Turchia che nei prossimi mesi avrà certamente modo e tempo di applicarsi anche su questo fronte.


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