IL RICORDO. ANGELO LAVARDA, IL MAESTRO SILENZIOSO DEL CICLISMO PROFESSIONISTICO

LUTTO | 03/05/2026 | 08:15
di Giuseppe Figini

È un nome quello di Angelo Lavarda che - nascostamente, riservatamente, due sue connotazioni prerogative che distinguevano inequivocabilmente la persona, schiva, concreta, fattiva, antipersonaggio per connaturata indole e costante scelta di vita - ha accompagnato, in posizioni di rilievo ma sempre a luci spente, il ciclismo, soprattutto quello professionistico, in mezzo (e più) secolo, diciamo dalla fine degli anni ’60 fino a pochi anni fa.


Di famiglia con origine vicentina, Angelo era nato a Marostica il 5 aprile 1942 e, si cimenta in non memorabili corse nelle categorie minori. Poi però, per contro, emerge con notevole profitto nei corsi formativi per Maestro dello Sport CONI a Roma, un periodo che ricorda sempre con piacere per l’ambiente e per i molti colleghi, anche famosi, con i quali ha sempre intrattenuto cordiali rapporti, senza esibizioni. Inizia la sua attività nei ranghi della FCI a Milano e si stabilisce nel basso varesotto, ad Arsago Seprio, diventando un pendolare ferroviario convinto usando i motori solo per esigenze professionali.


E la sua attività, esercitata con il suo approccio un po’ “tedesco”, ha abbracciato esperienze varie e articolate, sia su strada, sia in pista, dove sperimentava e metteva a frutto le sue conoscenze ed esperienze sempre accompagnate e miscelate con continua, intelligentemente curiosa ricerca di conoscenze in materia, sia in Italia, sia all’estero. Gli argomenti in discussione, le problematiche lo vedevano sempre impegnato a ricercare, analizzare, valutare da ogni versante, sia tecnico, sia regolamentare, in profondità, cause e possibili soluzioni. Si deve a lui la realizzazione, a metà degli anni 1980 circa, della nascita dei corsi di “team manager”, figura che nasceva e affiancava, quella del direttore sportivo, con nuove implementazioni e definizioni nella gestione di un gruppo sportivo.

E il suo approccio schivo, misurato, quasi spartano, lo metteva in atto anche in famiglia abituando i tre figli – Elena e i gemelli Vera ed Andrea, con il supporto sempre prezioso della moglie Anita, improvvisamente scomparsa nel giugno del 2022, allevandoli nel rispetto della natura e alla ricerca del bello, anche al di fuori delle mode, amando la vita all’aria aperta con rispetto della natura. Valori, comportamenti ed abitudini sempre attuati anche con il vario contorno di nipoti e, due dei quali gemelli pure loro, da lui ribattezzati gli “aquilotti”.

Nel ciclismo lo connota soprattutto la sua lunga carriera all’interno della Lega Ciclismo Professionistico dei tempi belli, quale segretario generale e molte altre esperienze acquisite nell’ambiente messe proficuamente a disposizione dei dirigenti degli organismi nei quali ha operato fino a pochi anni fa quando, con la moglie, trovarono il loro luogo del cuore sulle rive del lago Maggiore, nella zona di Cerro di Laveno, in ambientazione boschiva e agricola, dove Angelo trovava sempre da fare.

Un “uomo vero del fare”, sempre con occhio attento e “occhio lungo” per le corse ciclistiche viste in tv che sapeva sempre comunque “leggere” in anticipo nel loro svolgimento.

Da qualche mese un problema fisico l’aveva costretto ai box e poi in una struttura sanitaria del suo amato territorio e la sua pervicacia nel rifiutare scritti e/o articoli nel timore di celebrazioni ha ceduto un po’ per ricordare gli amici e colleghi del ciclismo che continuava ad avere e sempre avrà.

Un grande ricordo ha lasciato Angelo nell’ambiente delle due ruote.

Non ci dilunghiamo ulteriormente per rispettare il suo volere, il suo carattere, il suo essere.


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COMMENTI
RIP
3 maggio 2026 14:51 PACORIDER
Ciao Angelo. Altro componente di quel Ciclismo romantico che ormai non esiste più.

In ricordo di Angelo Lavarda
3 maggio 2026 20:34 aurosat
Mi complimento sentitamente per il bel ricordo intimo e serio sul mio carissimo collega Angelo Lavarda: vorrei solo aggiungere tre elementi, di cui Angelo, pur nella sua innata riservatezza, andava orgoglioso: 1) una precisazione sulla Scuola dello Sport (che fu un illuminato corso triennale di livello universitario voluto dal CONI per la formazione dei Maestri dello Sport) dove Angelo fu allievo del 1° corso – 1966-1969, laureandosi con una tesi sulla “Psicologia del Ciclismo Professionistico”, molto apprezzata, tanto che fu meritevole di pubblicazione (ed. CONI).
Fu poi responsabile tecnico di settore per l’inseguimento nel 1971 ai Campionati del Mondo di Varese (sott la guida del Selezionatore Unico Elio Rimedio) e qui vinse la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre con Bazzan, Algeri, Morbiato, Borgognoni.
Una sua squadra poi risalì sul podio ai Mondiali di Amsterdam 1979, sempre nella stessa specialità ove vinse la medaglia di bronzo con Pierangelo Bincoletto - Maurizio Bidinost - Sandro Callari e Silvestro Milani.
Buona serata, Augusto Rosati

Ringraziamenti
14 maggio 2026 19:18 Elena Lavarda
La famiglia di Angelo Lavarda, e in particolare i figli e i fratelli di Angelo, desiderano esprimere un sentito ringraziamento a tutte le persone che, attraverso articoli, messaggi e commenti sul web, hanno voluto manifestare vicinanza, affetto e stima in questi giorni difficili.
Le tante testimonianze di riconoscimento e apprezzamento di chi ha conosciuto Angelo nel suo percorso professionale e di vita ci sono arrivate come un grande abbraccio collettivo. Parole che ci hanno profondamente toccati e che ci riempiono di orgoglio nel vedere quanto Angelo abbia lasciato un segno autentico nelle persone e nella comunità sportiva.

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