Attorno al Lago d’Annecy e con vista sul Monte Bianco. Coordinate geografiche di un Super Mondiale che promette già spettacolo, pronto a segnare il ritorno in Europa della rassegna iridata, dopo Kigali e Montreal. E per quanto riguarda la prova su strada bastano due sole iniziali, B.H., quelle di Bernard Hinault, per introdurre l’appuntamento a 500 giorni dal suo svolgimento.
Santuario laico del grande ciclismo, il circuito di Sallanches polarizza l’attenzione senza cannibalizzare le tante altre discipline in programma, ben 20 (nel 2023 erano 13), con 15 mila atleti partecipanti provenienti da 206 federazioni. Già che siamo in vena di cifre: 288 titoli assegnati, 2 milioni di spettatori e circa 2 milioni di spettatori stimati sul posto, più di un miliardo di fronte ai televisori.
Hinault è l’effige dei “super championnats du monde de cyclisme UCI 2027 Haute-Savoie Mont-Blanc”. Ieri “Le Blaireau” ha posato di buon grado a fianco della mascotte dell’evento, soprattutto, riferito al percorso a lui caro, ha ammonito minaccioso: “ci saranno 20 giri, non uno di meno”.
Giova ricordare come la Regione confinante con l’Italia sia non solo crocevia del Tour de France, tanto che il Dauphinè dal 2026 assumerà la nuova denominazione di Tour de la Region Auvergne Rhone Alpes, territorio ad alta vocazione in materia di due ruote, che sarà pure teatro dei Giochi Olimpici Invernali del 2030. Per inciso: Paul Seixas, uomo nuovo a livello mondiale, è un grande appassionato di biathlon.
Tornando alla giornata di Annecy, oltre al sindaco Antoine Armand, c’erano numerosi attori di quella che viene definita mobilizzazione istituzionale a più alto livello: in videocollegamento, la ministra dello Sport, Marina Ferrari, quindi, il Prefetto dell’Alta Savoia Emmanuelle Dubée, il Prefetto Pierre-Antoine Molina così come la Delegazione interministeriale ai Giochi Olimpici e Paralimpici. Accanto al presidente del Dipartimento Martial Saddier, l’Unione Ciclistica Internazionale è stata rappresentata dalla Direttrice Generale Amina Lanaya, in vece del presidente David Lappartient. Quando dirigenti del ciclismo e atleti manifestano le proprie ambizioni l’evocazione della grandeur sembra ottimamente riposta: “vogliamo fare di quest’edizione l’evento ciclistico più spettacolare ed inclusivo mai organizzato”.
Quando per inclusione, e non guasta, s’intende l’80 per cento delle prove ad ingresso gratuito. Da parte sua, così coinvolta in modo massivo, la Federazione Francese di Ciclismo afferma con il presidente Michel Callot: “si tratta di una manifestazione che andrà oltre il contesto sportivo: “ “eredità” è la parola chiave: parliamo di infrastrutture, certo, ma anche di promozione di corretti stili di vita e prevenzione a livello sanitario, di mobilità dolce, di valori di cittadinanza”. Si annunciano prove di massa come la Granfondo e la Marathon di cross country, in quello che sin da ora si propone come caso di studio che il Trentino saprà interpretare al meglio in vista del 2033. Anche qui una certezza. Per chi non si accontenta di stare alla transenna, infine, anche una nuova prova che vede la luce: ecco la « Haute-Savoie Mont-Blanc Classic / Bernard Hinault Expérience”, con due percorsi da 110 e 160 km, attraverso siti emblematici.
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