La palma di “man of the stage” nella tappa di Val Martello al Tour of the Alps 2026 va sicuramente a Mattia Gaffuri. Il portacolori della Picnic PostNL si è inserito nella fuga di giornata, ha approcciato la salita finale con soli 35” di vantaggio sul gruppo dei big, ha resistito, e alla fine ha chiuso sul podio, battuto in volata solo da Giulio Pellizzari e Thymen Arensman.
Il comasco è passato professionista quest’anno dopo l’incredibile parabola che lo ha portato al ciclismo all’età di 20 anni, per poi diventare preparatore atletico e podcaster, e allo stesso tempo tentare l’assalto al professionismo prima con la Zwift Academy e poi con lo Swatt Club e lo stage in Polti VisitMalta.
«Sono davvero contento - ammette il Gaffu -. La squadra ha optato per una tattica aggressiva mandandomi in fuga, non ero molto d’accordo, e infatti in tanti mi hanno detto “ma che cavolo stai facendo?”. Però alla fine è andata bene, si è formato un bel gruppetto e sulla salita finale ne avevo ancora. È un risultato che mi dà parecchia fiducia, perché è la prima davvero bella giornata da quando sono professionista».
Il Tour of the Alps è il parco giochi perfetto per un corridore che fa delle salite il suo pane. Tanti saliscendi, poca tattica e molte gambe. Ora si ritrova 3° in classifica generale, con altre 3 tappe dure che lo attendono al varco.
«Questa corsa è perfetta per me, e in più sono tutte zone in cui sono venuto spesso ad allenarmi - dice ancora Gaffuri -. Ci tenevo a far bene e ci sono riuscito. Oggi il dispendio di energia è stato tanto, vediamo cosa ne esce nei prossimi giorni. Ma intanto una giornata come questa l’attendevo da parecchio tempo».