Nessuno, guardando tanto il profilo della tappa alla vigilia quanto l’evoluzione della stessa in corsa, si sarebbe aspettato che a Lingshui, traguardo della terza frazione del Tour of Hainan 2026, avrebbe potuto trionfare un uomo in solitaria. Andreas Miltiadis invece è riuscito nell’impresa mandando all’aria tutti i pronostici e le previsioni delle ore precedenti con un colpo da finisseur figlio del coraggio che il campione nazionale cipriota ha dimostrato di avere in abbondanza ma anche della capacità di interpretare lucidamente i finali di gara.
“È stata una tappa difficile, non credevo che saremmo arrivati in questa maniera a giocarcela, ma vedendo come si evolveva la situazione in corsa, sapevo che potevo riuscire a superare le varie salite e così è stato” ha detto ai nostri microfoni dopo l’arrivo il portacolori del Quick Pro Team.
“Nel finale, dopo aver rifiatato un po’, ho visto che ero abbastanza fresco, tutti hanno iniziato ad attaccare ma non andavano da nessuna parte: a un certo punto, ho capito che era il momento buono per partire e provare a guadagnare un po’ di vantaggio perché dietro non sapevo se avrebbero collaborato o meno e così ho fatto” ha proseguito Miltiadis, avvantaggiato negli ultimi chilometri anche dal fatto di conoscere le strade su cui era ambientata la frazione odierna.
“Conoscevo questa tappa perché l’avevo fatta due anni fa e anche quella volta eravamo arrivati in un gruppo ridotto. Oggi, dopo aver visto come andavamo i primi a inizio tappa, avevo capito che sarebbe potuto accadere e alla fine è quello che è successo” ha rivelato il classe 1996 di Palaichori Oreinis, un corridore abituato a tirar fuori grandi prestazioni con alte temperature come quelle che i corridori stanno trovando in questi giorni ad Hainan.
“D'estate a Cipro fa molto caldo anche se non è così umido, però forse è nel mio DNA riuscire a performare con il caldo, anche se a dirla tutta preferisco temperature più fresche”.
Ciò che conta però per Miltiadis è che, a 29, è arrivata la ventesima vittoria della carriera nonché la prima, a livello professionistico, al di fuori dei confini ciprioti, un risultato che è frutto anche di un altro exploit, pure questo vittorioso, compiuto tre anni orsono.
“Nel 2023 ho vinto una tappa al Tour of Rhodes e ci ero riuscito proprio in questa maniera quindi sapevo oggi di poter arrivare da solo: ho tentato ed è andata bene” ha ammesso Miltiadis prima di raccontare come il risultato di oggi sia la diretta conseguenza del lavoro svolto negli ultimi anni per ritrovare a tutti i costi una competitività che rischiava di aver smarrito per sempre.
“Negli ultimi due anni ho avuto qualche problema fisico e so bene che dopo i 23 anni sarebbe stato difficile tornare a un determinato livello, ma mi sono allenato duramente, ho sempre cercato di fare del mio meglio e alla fine ce l’ho fatta. Quest'anno, supportato peraltro da buoni materiali, riesco a dare il massimo e oggi tutto mi ha portato a vincere” ha spiegato il corridore cipriota che non si è voluto sbilanciare sulla possibilità che questa affermazione possa portarlo a compiere un ulteriore salto prossimamente.
“Al momento sono con un corridore del Quick Pro Team e gareggio con loro. Di sicuro cercherò di fare del mio meglio e vedremo poi se qualcosa accadrà”.
Il Quick Pro, dunque, continuerà a essere per il momento la casa di un ragazzo che, nel team estone, ha trovato il perfetto ambiente per vivere una stagione da professionista.
“L’atmosfera in squadra è fantastica e sono felice di dare il massimo o per me o per i miei compagni come ho fatto anche oggi cercando di aiutare il più possibile Igor (Chzhan, ndr) a conquistare i punti validi per la classifica dei GPM. Penso proprio che ne abbia guadagnati per estendere il suo margine di vantaggio. È qualcosa che mi piace lavorare per gli altri, ma se ho la possibilità di vincere cerco di coglierla” ha raccontato Miltiadis prima di salutarci dedicando la sua vittoria ai componenti della propria famiglia.
“Nei momenti difficili come in quelli belli loro ci sono sempre stati. Sono gli unici che, in un modo o nell’altro, potrò sempre avere al mio fianco. Può succedere di cambiare squadra e di cambiare i compagni, ma la famiglia non cambia, quella è sempre lì pronta a supportarti”.
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