Se per alcuni il Tour of Hainan può essere una corsa come un’altra, per Fausto Masnada rappresenta certamente qualcosa di speciale. Il trentaduenne bergamasco è qui, infatti, che nel 2018 ha griffato i suoi primi due acuti da professionista vincendo l’ottava tappa e, a seguire, la classifica generale davanti a Julien El Fares e al compianto Gino Mäder.
Proprio al defunto corridore elvetico Masnada ha dedicato un sentito pensiero prima di attaccarsi il numero sulla schiena nella breve gara a tappe cinese, una manifestazione questa che, rispetto a otto anni fa, si è indubbiamente saputa evolvere riuscendo attirando in questo angolo di Asia, per vari motivi, sempre più attori di primo piano.
Di tutto questo, come anche dei piani per il futuro, abbiamo parlato direttamente con l’alfiere della MBH Bank CSB Telecom Fort.
Fausto, sei l'ultimo italiano ad aver vinto questa corsa nel 2018: che sensazione ti ha fatto essere tornato qua?
“Conservo ancora ricordi indimenticabili di quella gara perché parliamo di quella che è stata la mia prima vittoria da professionista, ottenuta al mio secondo anno nella massima categoria. Ai tempi la corsa si disputava ad ottobre, nel finale di stagione, e io correvo con il team Androni di Gianni Savio: ricordo perfettamente i bellissimi momenti che ho vissuto con tutti i miei compagni di squadra, il clima che c'era e l'atmosfera che si respirava, più rilassata rispetto sia a quella di queste ultime stagioni che, più in particolare, di questa fase dell’anno”.
Fa un po' impressione rileggere l'ordine d'arrivo di quell’edizione perché facesti tua la generale davanti a Gino Mäder…
“Assolutamente ed è anche per questo che, prima del via, ho voluto ricordarlo con un post sui miei account social. Nel 2018 io avevo vinto la generale e lui era arrivato secondo ma ricordo che, dopo la fine della corsa, abbiamo festeggiato per tutta la notte assieme i nostri risultati e, in generale, la fine della stagione…il fatto che sia venuto a mancare è una tragedia e non può non far riflettere...io, alla fine, devo ritenermi fortunato a essere qua, ad esser nuovamente al Tour of Hainan e a poter continuare a svolgere il mio lavoro da corridore professionista: lui, che era proprio così, un corridore come noi, invece non c’è più e per questo trovo che sia giusto ricordarlo ogni anno”.
Il Tour of Hainan è una gara che è cambiata molto dal 2018: da queste prime trascorse qui, hai la percezione che la corsa sia salita di livello?
“Ogni anno le corse asiatiche stanno migliorando sia in termini di organizzazione che di partecipanti. Qui, a confermarlo, ci sono due squadre World Tour e molte più ProTeam per cui sicuramente il livello è più alto rispetto al 2018 dove era vista non come corsa amatoriale ma più rivolta per le squadre Professional e Continental. Quest’anno la lista dei partenti non è quella di una gara World Tour ma resta sicuramente interessante come lo è anche il percorso con cinque tappe non impegnative altimetricamente ma due che, anche complice il caldo, andranno a definire la classifica”.
Come avete pensato di gestirvi in squadra e tu, in particolare che ruolo avrai?
“La nostra punta per la generale sarà Fancellu che ha dimostrato di pedalare molto bene alla Milano-Torino e alla Coppi e Bartali è stato un po’ sfortunato perché ha avuto un problema meccanico che l’ha tolto dai giochi per la classifica (altrimenti sarebbe stato davanti anche lì). Siamo stati insieme una dozzina di giorni al Teide e l’ho visto pedalare molto bene quindi il nostro punto di riferimento per la classifica sarà lui. Io agirò in suo supporto, mentre Buratti e Budziński, che sono due corridori molto veloci, proveranno a ben figurare negli arrivi in volata. Speriamo di trascorrere una buona settimana e di portare a casa una vittoria o comunque sia degli ottimi risultati”.
A questo proposito e tornando anche all’aspetto che hai sottolineato tu in precedenza, non ci sono mai state così tante formazioni professionistiche al via del Tour of Hainan. Uno dei motivi, inutile nasconderlo, è il fatto che in cinque giorni di gara vengano messi in palio parecchi punti: è questo un discorso che avete affrontato recandovi qua e che, in generale, fate prima delle corse a cui prendete parte?
“Certamente. Alla fine, ogni squadra, che sia WorldTour o ProTeam, ha i suoi obiettivi e dunque c’è chi lotta, al livello superiore, per stare nelle prime diciotto e chi, nella categoria inferiore, combatte per chiudere nelle prime trenta. Prima si prendeva, se vogliamo, quasi alla leggera il fatto di andare a correre in Asia per cercare di fare più punti evitando il calendario europeo che è più difficile, ora invece tutti fanno parte di questo sistema ed è per questo motivo, ossia cercare di portare a casa più punti possibili, per cui anche qua il livello si è alzato. Il regolamento, infatti, è questo e noi non possiamo far altro che attenerci facendo il nostro per arrivare nelle top 30, con le WorldTour che, al contrario, lotteranno per essere nelle prime nella top 18 del triennio”.
In generale qual è la tua condizione in questo periodo della stagione e come hai improntato la restante parte? Dove hai pensato di raggiungere dei picchi per provare a ottenere determinati risultati?
“Di sicuro mi sto allenando e sto svolgendo il mio lavoro quotidianamente ma bisogna dire che, rispetto a una realtà World Tour, è un po' più difficile programmare l’attività di tutta la stagione. Essendo una nuova squadra, è brutto da dire, ma abbiamo dovuto faticare nel ricevere gli inviti alle gare, per cui magari all'ultimo ci siamo trovati costretti a cambiare tutti i programmi. Io, ad esempio, avevo in programma di fare un bel blocco di corse ad aprile con Magna Grecia e altre gare che poi sono saltate, per cui abbiamo dovuto cambiare i piani in corsa. Inserendosi in calendario gare all'ultimo o quasi, ciò che dobbiamo fare è cercare di rimanere sempre concentrati ed essere costanti tutto l'anno. Ad ogni modo, il periodo clou sarà il finale di stagione perché, da metà agosto fino a metà ottobre, ci saranno tantissime gare in cui si potranno fare parecchi punti e dove conterrà veramente essere in una condizione fisica ottimale. Per quanto riguarda però il mio immediato futuro, dopo Hainan andrò diretto al Giro di Turchia (gara che ho disputato nel 2025 e mi piace molto) e poi vedremo cosa fare nei mesi di maggio e giugno, un periodo questo un po' più leggero a livello di calendario ma dove, comunque, si disputeranno i Campionati nazionali a cui io tengo sempre molto”.
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