Compirà 36 anni il prossimo 27 giugno, ha concluso la sua carriera agonistica alla fine del 2019, si è dato all'arte come pittore, alla musica come dj e al gravel come ciclista pronto a divertirsi. Ora però Taylor Phinney ha un nuovo sogno: partecipare alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Non è una boutade, non è tornato a pedalare in un velodromo tanto per farlo: è un progetto serio. Il ritorno in sella con la bici da gravel gli ha dato lo spunto, sua moglie Kasia Niewiadoma-Phinney gli ha regalato la motivazione e oggi Phinney si allena sei ore al giorno in pista con l'obiettivo di conquistarsi un posto nel quartetto dell'inseguimento a squadre.
«Non avrei mai immaginato che accadesse... ma eccoci qui» ha scritto lo yankee su Instagram per annunciare il suo progetto aggiungendo che «il vecchio cavallo ha ancora un po' di grinta».
Lo chiama «COMEBACK3000» e confessa che all'inizio l'idea delle Olimpiadi non era certo in reale: «Ho riso quando mi è stata proposta. Ma grazie all'incoraggiamento della USA Cycling e al costante sostegno di mia moglie, Kasia Niewiadoma-Phinney, questa cosa ha smesso di essere uno scherzo. Ed è semplicemente diventata un obiettivo».
Un ritorno alle origini visto che Phinney arriva proprio dalla pista, era uno specialista dell'inseguimento individuale, specialità che - lo sappiamo bene noi italiani - alle Olimpiadi non trova più spazio. Ma Phinney ha accettato la sfida, ha ripreso ad allenarsi in in palestra, a studiare la posizione che non può più essere quella di sette anni fa quando correva e ha scoperto di essere andato meglio del previsto in questi primi mesi di un lavoro che affronta seriamente solo da novembre.
Le Olimpiadi sono un sogno che passa dal ritorno alle gare, dalle prove di Coppa del Mondo, dal lavoro con i compagni di nazionale e da una sfida per conquistarsi un posto. Una strada lunghissima, un sogno forse ardito, ma certo un obiettivo affascinante. E una sfida chiamata LA.
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