ROUBAIX. BRIASTRE, IL SETTORE "RARO" CHE PUO' CAMBIARE LA STORIA DELLA CORSA

PROFESSIONISTI | 09/04/2026 | 10:29
di Francesca Monzone

A pochi giorni dalla Parigi-Roubaix 2026, l’attenzione degli addetti ai lavori si concentra su un tratto in particolare: il settore di Briastre. Non si tratta di un tratto storico come la celebre Trouée d’Arenberg, ma potrebbe rivelarsi decisivo fin dalle prime fasi di gara.


Durante la ricognizione ufficiale guidata dal direttore Thierry Gouvenou, sono emerse due incognite principali: le condizioni del meteo e lo stato dei pavé. In alcuni settori, come quello di Haveluy, si è addirittura intervenuti manualmente per sistemare le pietre sconnesse, con risultati tutt’altro che garantiti in caso di pioggia.


Tornando a Briastre, ci troviamo di fronte a un settore anomalo, ma decisivo della corsa. Lungo circa 3 chilometri, rappresenta una deviazione rispetto al percorso tradizionale. Inserito solo in alcune edizioni recenti (tra il 2017 e il 2019 e nel 2024), è considerato un settore “raro”, ma proprio per questo imprevedibile ed è qui che si potrebbe trovare una nuova idea per la Parigi-Roubaix 2026.

Secondo Thierry Gouvenou, qui le squadre possono “correre come delle bestie”, aumentando il ritmo in modo brutale e selezionando il gruppo già nei primi chilometri di pavé. La leggera salita e la difficoltà del fondo lo rendono paragonabile a una pendenza del 5-6% su asfalto, ma con un dispendio energetico molto più elevato.

Se le condizioni meteo dovessero peggiorare, il settore potrebbe trasformarsi in un vero esercizio di equilibrio, aumentando il rischio di cadute e distacchi importanti.

Briastre non è solo un punto strategico, ma anche un luogo simbolico, un passaggio nella storia del ciclismo e nella memoria stessa della Parigi-Roubaix. Qui si ricorda il ciclista belga Michael Goolaerts, scomparso nel 2018 dopo un arresto cardiaco durante la corsa. Una stele lungo il percorso ne mantiene viva la memoria, aggiungendo un elemento emotivo a un tratto già estremamente impegnativo.

Il percorso 2026 prevede 30 settori di pavé per un totale di oltre 54,8 chilometri sui 258 complessivi. I primi tratti saranno già altamente selettivi: in meno di 20 chilometri si concentrano oltre 11 chilometri di pavé, con lunghi segmenti a Quiévy e proprio a Briastre.

Corridori di primo piano come Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel potrebbero approfittare di queste difficoltà per attaccare da lontano, senza aspettare i settori più iconici come il Carrefour de l’Arbre e se questo dovesse accadere allora ci troveremmo nuovamente di fronte ad una sfida tra titani. Tutti sanno che l’Inferno del Nord è una corsa piena di rischi e di incognite e il meteo, come sempre avrà un ruolo determinante. Il pavé del Nord, anche quando pulito e sistemato, resta estremamente sensibile alla pioggia. Un fondo umido può trasformare la corsa in una lotta per la sopravvivenza, mentre condizioni asciutte favoriscono velocità più elevate ma non meno selettive. Per questo, un pavè bagnato e del fango, sicuramente andrà a vantaggio di alcuni corridori ed escludendone altri.

Sempre Gouvenou, nella sua intervista al quotidiano L’Equipe, ha espresso un desiderio quasi simbolico: pioggia per rendere spettacolari le immagini, ma solo dopo Arenberg. Per trovare equilibrio perfetto tra spettacolo e sicurezza.

Con un inizio così impegnativo e un settore come Briastre pronto a fare selezione immediata, l’edizione 2026 della Parigi-Roubaix promette scintille fin dai primi chilometri. Non sarà necessario attendere i tratti più celebri per vedere i primi grandi distacchi: la corsa potrebbe esplodere molto prima del previsto.

E in una gara dove ogni pietra può fare la differenza, anche un settore “insolito” può entrare nella storia.

I 30 settori della Paris-Roubaix Hauts-de-France 2026

    30 : Troisvilles à Inchy (km 95,8 - 2,2 km) ***
    29 : Viesly à Quiévy (km 102,3 - 1,8 km) ***
    28 : Quiévy à Fontaine au Tertre (km 104,9 - 3,7 km) ****
    27 : Viesly à Briastre (km 111,1 - 3 km) ***
    26 : Briastre (km 114,9 - 0,8 km) ***
    25 : Solesmes à Haussy (km 123,7 - 0,8 km) **
    24 : Saulzoir à Verchain-Maugré (km 130,5 - 1,2 km) **
    23 : Verchain-Maugré à Quérénaing (km 134,9 - 1,6 km) ***
    22 : Quérénaing à Maing (km 137,5 - 2,5 km) ***
    21 : Maing à Monchaux-sur-Ecaillon (km 140,7 - 1,6 km) ***
    20 : Haveluy à Wallers (km 153,6 - 2,5 km) ****
    19 : Trouée d'Arenberg (km 163 - 2,3 km) *****
    18 : Wallers à Hélesmes (km 169,1 - 1,6 km) ***
    17 : Hornaing à Wandignies (km 175,9 - 3,7 km) ****
    16 : Warlaing à Brillon (km 183,3 - 2,4 km) ***
    15 : Tilloy à Sars-et-Rosières (km 186,8 - 2,4 km) ****
    14 : Beuvry à Orchies (km 193,2 - 1,4 km) ***
    13 : Orchies (km 198,2 - 1,7 km) ***
    12 : Auchy-lez-Orchies à Bersée (km 204,3 - 2,7 km) ****
    11 : Mons-en-Pévèle (km 209,7 - 3 km) *****
    10 : Mérignies à Avelin (km 215,7 - 0,7 km) **
    9 : Pont-Thibault à Ennevelin (km 219,1 - 1,4 km) ***
    8 : Templeuve - L'Epinette (km 224,5 - 0,2 km) *
    8 : Templeuve - Moulin-de-Vertain (km 225,1 - 0,5 km) **
    7 : Cysoing à Bourghelles (km 231,5 - 1,3 km) ***
    6 : Bourghelles à Wannehain (km 234 - 1,1 km) ***
    5 : Camphin-en-Pévèle (km 238,4 - 1,8 km) ****
    4 : Carrefour de l'Arbre (km 241,2 - 2,1 km) *****
    3 : Gruson (km 243,5 - 1,1 km) **
    2 : Willems à Hem (km 250,2 - 1,4 km) **
    1 : Roubaix (km 256,9 - 0,3 km) *


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COMMENTI
Spero che nessuno si faccia male
10 aprile 2026 10:55 tinapica
ma io auspico sempre la pioggia lungo l'Inferno del Nord: l'essenza di questa archeocorsa è saper stare in equilibrio a velocità folli su questi greti di torrenti. Cosa che non capita quando c'è secco perché i corridori trovano facile e comprensibile rifugio nel binario sterrato ai bordi della carreggiata.
Ma non ci credo che pioverà: se la memoria non mi inganna la sola edizione bagnata delle ultime 15 o 20 resta quella autunnale splendidamente vinta da Colbrelli (che di questo può e deve farsi ulteriore vanto). Quindi che vinca comunque il migliore. Io tifo Pogacar per l'impresa

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