VAN AERT. «PER ME QUESTO È IL PERIODO PIÙ BELLO DELL'ANNO. LA TENSIONE? REGALA BRIVIDI...»

PROFESSIONISTI | 04/04/2026 | 09:46
di Francesca Monzone

Wout van Aert a questo Giro delle Fiandre è arrivato sereno come non mai. Il fiammingo, nelle ultime settimane, ha dimostrato una forma eccellente, ma non vuole essere etichettato come uno dei 4 favoriti. “Non mi considero tra i Big Four - ha detto Van Aert ieri in conferenza stampa - Sto bene e cercherò di fare la mia corsa”.


Non vuole essere considerato come uno dei papabili per la vittoria e preferisce lasciare questo ruolo agli altri. Ma il belga sta andando forte e questo è innegabile e  appare tutt’altro che nervoso.


“Se sono davvero così rilassato?, Dovete chiederlo a chi mi sta intorno, difficilmente posso dirlo di me stesso". La fiducia, però, non gli manca di certo. Le sue prestazioni sia alla In Flanders Fields, dove è stato l'unico a seguire Mathieu van der Poel sul Kemmelberg, che alla Dwars door Vlaanderen, dove è stato fortissimo sull'Eikenberg ed è stato superato solo da Filippo Ganna all'ultimo momento, sono state azioni talmente potenti che hanno fatto salire il fiammingo nella lista dei favoriti. "Sono sicuramente migliorato rispetto alla mia prima partecipazione nel 2018. Ma a parte questo, credo di aver sempre iniziato con buone gambe. E qualche volta sono anche partito con gambe non proprio perfette. In ogni caso, ho concluso le ultime gare con buone sensazioni. Sono riuscito a correre come piace a me: in modo aggressivo, con sprint finali decisivi".

Il belga ora sta bene e si vede, ma bisogna sempre ricordare che la sua preparazione è stata travagliata. Prima c’è stata la frattura alla caviglia a dicembre, una forma influenzale poco prima del weekend inaugurale e per finire il ritiro in altura bloccato dalla neve. "Certo, ho avuto degli ostacoli sul mio percorso, ma c'è stato comunque tempo a sufficienza per raggiungere il livello  ideale. Forse sono al culmine della mia forma proprio grazie a questi piccoli contrattempi? Avrei voluto dimostrare qualcosa un po' prima, ad esempio a Strade Bianche. Ci sono corridori che sono forti da Strade Bianche fino alla fine delle classiche. E in ogni tappa intermedia."

Tadej Pogacar e Mathieu van der Poel,  sono senza dubbio un gradino sopra agli altri, ma con Remco Evenepoel al via, la corsa è diventata ancora più speciale. La partecipazione del belga della Red Bull - Bora Hansgrohe aggiunge ulteriore pepe a questa edizione della Ronde. La notizia  è stata accolta con piacere da Wout van Aert. "È uno dei migliori corridori da classiche di questa generazione. Ed è uno che, proprio come me, corre sempre con la mente aperta. La presenza di Remco influenzerà l'andamento della corsa, ma è difficile prevedere in che modo".

Remco Evenepoel potrebbe essere un alleato per Van Aert?
“Evenepoel un mio alleato? Questo dipende da molti fattori. Chi si trova dove, e se entrambi arriveremo vicini al traguardo. Forse sarà lui a colmare il distacco da Pogacar. Ma se sarà effettivamente un alleato, lo potremo dire solo dopo la corsa. Dopotutto, è pur sempre il Giro delle Fiandre. Ci sarà caos, accadranno cose che non possiamo prevedere. Quindi è inutile prevedere se qualcuno sarà o meno un alleato”.

La presenza di Pogacar, Van der Poel, Evenepoel e Van Aert alla partenza di una classica di alto livello consegna al Giro delle Fiandre 2026 uno status storico, perché mai prima era accaduto che questi campioni corressero insieme una Classica. “Il fatto che ci siano i corridori più forti del mondo non è un caso. Questo è il Giro delle Fiandre; questa corsa è sempre speciale e non importa quanto sia alta la posta in gioco”. Van Aert vuole soprattutto godersi questo Fiandre e fare tutto ciò che gli sarà  possibile per arrivare al risultato migliore. “Certo, sono settimane stressanti, ma allo stesso tempo è anche il periodo più bello dell'anno per un ciclista. Ora lo gestisco meglio di prima. Sono diventato un po' più vecchio e più saggio. Riesco ad accettare più facilmente certi aspetti della gara. Ma mi fa ancora venire la pelle d'oca. Già ieri, durante la ricognizione, ho provato qualcosa di speciale."



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