Domenica si è conclusa l’edizione 2026 della Settimana Internazionale Coppi e Bartali, 5 giorni di corsa organizzati dal G.S Emilia di Adriano Amici con il costante supporto della Lega Ciclismo Professionistico che ha inserito la corsa all’interno del circuito della Coppa Italia delle Regioni. Quest’anno la gara è uscita dal percorso classico nell’Emilia Romagna, ma ha attraversato tutto il nord Italia dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia passando per Lombardia e Veneto, una formula molto apprezzata dai tifosi e dagli amministratori locali che hanno potuto mettere in vetrina le bellezze dei loro territori.
«Siamo tutti ampiamente soddisfatti per quanto fatto in questa edizione della Coppi & Bartali, siamo riusciti a toccare le zone maggiormente attrattive ed esposte in quella che è la cultura della vite e del made in Italy. Siamo partiti dal Piemonte con i vini rossi piemontesi come Barbaresco e Barolo, i vini della Lomellina, la Franciacorta, il Prosecco, fino ad arrivare ai vini friulani. Abbiamo voluto esaltare le bellezze del nostro territorio, ma anche lavorare dal punto di vista culturale unendo idealmente dei siti riconosciuti dall’Unesco e ricordare i grandi eventi che hanno segnato la nostra storia come i cinquant’anni del terribile terremoto di Gemona del Friuli. Dai comuni e dai governatori di regione abbiamo ottenuto degli ottimi feedback, ma anche dai direttori sportivi che hanno apprezzato la gestione della corsa e ci hanno già promesso che nella prossima edizione porteranno anche degli altri campioni» ha detto l’onorevole Roberto Pella a tuttobiciweb. Dalle parole del presidente della Lega Ciclismo Professionistico emerge non solo la grande soddisfazione per il buon svolgimento della corsa, ma soprattutto per essere riusciti a mettere insieme un impianto solido in cui l’aspetto competitivo unisce i punti di forza di tutto il territorio. Accanto alla Settimana Internazionale Coppi & Bartali ha viaggiato anche una mostra interattiva che unisce i campioni del passato con quelli del presente, ma è solo l’inizio. Come ci spiega l’onorevole Pella, l’obiettivo è quello di creare una formula ben più grande che coinvolge i maggiori comuni toccati dalla corsa organizzando eventi collaterali dal valore gastronomico e culturale.
Anche quest’anno la start list della Coppi&Bartali è stata di altissimo livello, Mauro Schmid, con la vittoria dell’ultima tappa e della classifica generale, ha raggiunto il quarto successo stagionale confermando ancora una volta il suo ottimo stato di forma. Ciò che colpisce maggiormente sono però le due vittorie italiane, quelle di Filippo d’Aiuto (General Store Esegibi) e Tommaso Dati (Team Ukyo), nella seconda e terza tappa, due corridori che appartengono entrambi a delle squadre Continental. Uno degli obiettivi dichiarati dalla Lega del Ciclismo è stato proprio quello di permettere a formazioni di questo tipo di competere ad alto livello confrontandosi con i team World Tour. «Il livello della Settimana Internazionale Coppi & Bartali si sta alzando, infatti abbiamo avuto un’importante presenza di squadre World Tour affiancate dalle nostre 4 Professional Italiane che si sono messe ben in evidenza, ma soprattutto sono molto felice di continuare a fare spazio alle Continental. Grazie alla Coppa Italia delle Regioni siamo riusciti a creare una formula che permetta a tutti i ragazzi di mettersi alla prova, come hanno detto anche Moser e Saronni, non tutti gli atleti hanno un boom immediato, alcuni hanno bisogno di più tempo e di più occasioni. Il fatto che le due vittorie italiane siano arrivati da ragazzi di due squadre Continental è la conferma che siamo sulla strada giusta. Questo tipo di gare permette a tanti ragazzi di cimentarsi a livelli sempre più alti, confrontarsi con le squadre World Tour e anche di mettersi in evidenza di fronte al commissario tecnico Roberto Amadio»
Archiviata la Settimana Internazionale Coppi & Bartali, la Lega del Ciclismo Professionistico è già al lavoro sui prossimi appuntamenti della stagione tra cui il Tour of The Alps dove dovremmo assistere al grande ritorno in sella di Domenico Pozzovivo. «Domenico Pozzovivo è un innamorato perso del ciclismo, ha sempre pedalato con passione ed è bello vederlo tornare. Dal punto di vista umano e sportivo è un bel festo che apprezzo molto, il suo ritorno è l’esempio che con l’amore e la passione si può fare tutto mettendo da parte l’età anagrafica. Auguro a Domenico di vincere, ma al di là del risultato credo che sarà un grande esempio e traino per i giovani a cui darà tantissimi consigli. La sua presenza sarà di grande aiuto per la squadra e per il movimento italian» conclude Pella sottolineando l’importanza di questo grande ritorno e non nascondendo la curiosità nel vedere il lucano nuovamente in corsa.
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