Alessio Magagnotti è uno dei giovani più promettenti del movimento italiano e già in questi primi mesi di gara sta confermando i numeri che ha già fatto vedere nella categoria junior e che potrebbero diventare qualcosa di veramente grande. Nel 2026 è iniziata la sua avventura in Red Bull Bora Hansgrohe Rookies, è entrato nel ciclismo che conta con nuove distanze, nuovi ritmi, indubbiamente tante pressioni ma si è fatto trovare tutt’altro che impreparato. In Spagna, alla prima gara tra i prof, ha acciuffato un terzo posto al trofeo Palma vinto dal suo compagno di squadra e poco più di un mese dopo ha lasciato il segno in Croazia in una delle tappe dell'Istrian Spring Tour.
«Al mio arrivo nella devo del team Red Bull Bora mi sono trovato veramente bene, mi hanno accolto alla grande e tutto lo staff ha cercato subito di trovare il programma migliore per me. In Spagna alla prima gara è stato bellissimo, sapevo che il percorso si addiceva molto alle mie caratteristiche, ma in squadra c’era anche Arne Marit che si è trovato nel posto giusto al momento giusto ed ha sicuramente molta più esperienza di me. Io venivo dalla categoria junior dove le cose sono molto differenti, mi mancava sicuramente qualcosa, ma ho cercato subito di imparare. La squadra ci dà la possibilità di affiancare il team World Tour e questo aiuta a trovare un ritmo gara che le sole gare under 23 non sono in grado di dare e questo spesso fa la differenza. In Croazia infatti ho cercato di fare tesoro di quell’esperienza e sono contento di aver vinto» spiega Magagnotti che intanto sta affrontando uno dei cambiamenti più grandi della sua giovane carriera. L’emozione è stata tanta sin dal suo ingresso in squadra, si parla di devo, ma la struttura è quella della World Tour, i ritiri sono stati insieme e c’è la possibilità di correre con la prima squadra come è successo in Spagna e recentemente alla Coppi e Bartali.
Se l’anno scorso Alessio sognava di poter iniziare la carriera nel ciclismo che conta, ecco che ora si ritrova in una realtà gigantesca in cui ha modo di confrontarsi anche con quei campioni che ammirava solo alla tv. Dopo il terzo posto al Trofeo Palma, Remco Evenepoel è stato uno dei primi a congratularsi con lui, ma non è stato di certo l’unico. Se nelle prime settimane con il team c'era lo scoglio linguistico, ecco che superato quello si è inserito perfettamente negli ingranaggi di una squadra di altissimo livello. «Inizialmente ero un po’ disorientato, arrivavo in un ambiente nuovo e non avevo molta dimestichezza con la lingua straniera, ora però credo di essermi ben inserito nel gruppo e credo che sia la cosa più importante. Con gli altri italiani, anche del World Tour, c’è già un ottimo rapporto, parlo molto con Giulio Pellizzari e Giovanni Aleotti che mi stanno dando degli ottimi consigli ma soprattutto con Danny Van Poppel che è un corridore di grande esperienza e con caratteristiche molto simili alle mie – prosegue Magagnotti – in Red Bull Bora c’è un’organizzazione gigantesca, ma quello che mi ha stupito maggiormente è il fatto che alla fine sono tutti molto disponibili. Vedendolo dall’esterno sembra un ambiente molto chiuso, invece tutti sono sempre pronti ad aiutarti, lo stesso Remco Evenepoel è molto alla mano, l’ho sempre visto dalla tv e mi sembra ancora assurdo aver fatto un ritiro con lui o aver ricevuto i suoi complimenti. »
Ma Alessio Magagnotti fino a dove può arrivare? È lui stesso a porsi questa domanda ammettendo che ancora non sa cosa effettivamente lo aspetterà; il suo cammino è appena iniziato eppure è già forte il sogno di diventare un corridore da classiche e di poter lasciare il segno nelle corse leggendarie del nord. Rispetto all’anno scorso è aumentato il carico di lavoro, ma non è cambiata la voglia di migliorarsi e la determinazione di voler trovare la propria strada. «Sto cercando di scoprirmi poco alla volta, ma non ho troppe pressioni, anche in squadra sanno che sono solo all’inizio e che ho bisogno di tempo. Se dovessi scegliere un corridore come modello direi Mads Pedersen, mi piacerebbe riuscire ad assomigliargli perché è veloce, ma soprattutto è un uomo da classiche. Il mio sogno è essere al via delle classiche del nord, e chissà magari un giorno riuscire a vincerle. Quest’anno sarò al via della versione under 23 della Parigi Roubaix e personalmente non vedo l’ora di correrla; spero però che tutto fili liscio perché in gare di questo tipo basta un piccolo sbaglio per rimanere fuori e vedersi infranti i propri sogni.» conclude Alessio che sarà al via della Paris Roubaix Espoirs e della Gent Wevelgem under 23.
Intanto tra gli iscritti della Schildreprijs, anche se non è ancora ufficiale, è spuntato il nome di Alessio Magagnotti, la corsa è adattissima alle sue caratteristiche.
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