Toni e la sua Graziella, grigia, urbana, vissuta, con campanello e portapacchi, e una sella tenuta così bassa da pedalare con le ginocchia in bocca. Toni e la sua Graziella per Rovigo, un labirinto di strade e piazze, un teatro di vicoli e palazzi, un palcoscenico di mattatori e comparse. Toni e la sua Graziella, mani sul manubrio, mani sulle manopole, una mano su una manopola quando l’altra era impegnata a tenere il sigaro.
A Gian Antonio – Toni - Cibotto, e anche alla sua Graziella, è dedicato uno degli appuntamenti della Fiab di Rovigo, in bici nei suoi luoghi e nelle sue parole, domenica 29 marzo, il ritrovo alle 8.45 davanti all’ingresso di Palazzo Roncale, la visita guidata alla mostra “Gian Antonio Cibotto. Il gusto del racconto” alle 9, poi la visione del cortometraggio di Alberto Gambato, quindi un giro in città, la piazza Vittorio Emanuele, la casa in viale Trieste, la sede del “Gazzettino”, la Chiesa della Rotonda e il rione di San Bortolo.
Cibotto era giornalista, critico letterario e teatrale, scrittore. Nato e morto a Rovigo, amava la sua terra e la sua civiltà contadina, sosteneva che “nella vita è impossibile scappare dai luoghi in cui si nasce, dato che uno finisce sempre col ritrovarseli addosso”. Le sue cronache dei giorni dell’alluvione del Polesine nel 1951 entrarono nella storia d’Italia: e Cibotto accompagnò Cesare Pavese, Elio Vittorini e Carlo Levi in quei luoghi, in quel dolore, in quella miseria. Lo fece anche con Eugenio Montale, che “fu colpito da un’evidente emozione di fronte allo scenario del panorama che ci attorniava. A un tratto incominciò a cantare strofe di romanze che gli passavano per la mente, di un repertorio quasi infinito. Io e sua moglie, in silenzio, assistevamo incantati a quel concerto di una voce in cielo accompagnata dal vento del delta, che finiva nel mare”. In “Scano Boa” Cibotto descrive il Delta del Po: “Dall’alto si vedeva la distesa fremente del canneto che bordava la valle, la linea morbida e rientrante del litorale e il corso sinuoso del fiume, che proprio all’altezza del villaggio disegnava una curva immensa, trattenuta a fatica dagli argini”.
Stavolta invece sarà Paolo Maggiore della Fiab ad accompagnare e raccontare Toni e anche la sua Graziella con l’affetto e il rispetto per chi fu definito, alla fine di una vita lunga 92 anni, “il Principe stanco”.
La partecipazione alla pedalata letteraria (parole a pedali: la bicicletta ha poteri che non finiscono di stupire) è aperta a tutti, il prezzo è di 5 euro per i soci Fiab e 8 per i non soci, per informazioni tel. 3385684774 e fiab@rovigoinbici.org.
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