Non si dà pace. Tom Pidcock si guarda intorno per cercare una spiegazione, vorrebbe essere lontano da qui, da via Roma, dalla Sanremo. «Sono deluso, molto deluso – spiega il britannico della Pinarello Q36.5, 26 anni - Perché è stata una gara combattutissima e quando hai queste occasioni che passano una volta nella tua vita… Sai, non è così semplice. Questa è una gara in cui ogni anno bisogna cogliere le opportunità e stavolta era una di quelle, e l’ho persa. Forse quando avrò una prospettiva più ampia potrò essere davvero orgoglioso di oggi».
Pidcock contro Pogacar, volata a due: il due volte olimpionico di mountain bike è velocissimo, aveva battuto Van Aert all’Amstel nel 2024 e mercoledì si era imposto nettamente nella Milano-Torino. «Sì, certo, Pogacar è caduto, è tornato, ha attaccato e ha vinto: ovviamente è il più grande, se non uno dei più grandi di tutti i tempi in questo sport, ma quello che ha fatto oggi, lottare in quel modo dopo la caduta, la mentalità che ha, è tutto incredibile. Però il fotofinish, un attimo... Sì, lo so, è per questo che non posso fare a meno di essere deluso, sai, quei pochi centimetri che mi sono mancati».
Attaccare Pogacar nella discesa dal Poggio era una possibilità?
«Eh no, Tadej conosce la discesa così bene che stavamo andando davvero veloce, in una curva siamo entrati entrambi un po' troppo veloci e sì, non sarei riuscito a superarlo neanche in discesa».
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