A TRENTO L'APPELLO DEL MONDO DELLE DUE RUOTE PER TORNARE TUTTI «SULLA BUONA STRADA»

EVENTI | 15/03/2026 | 08:06

Nemmeno il maltempo ha fermato la voglia del movimento del ciclismo trentino di far sentire la propria voce e di lanciare un appello alle istituzioni, che lo hanno raccolto partecipando attivamente alla manifestazione «Sulla buona strada», volta a richiamare l’attenzione sul cruciale tema della sicurezza e della violenza stradale.


Ieri a Trento si è svolta la seconda edizione dell’iniziativa promossa dal Comitato della Federciclismo di Trento assieme a Fiab Trento Amici della bicicletta Aps, Uisp Trento, Legambiente – circolo di Trento, Rete Climatica Trentina, Ciclostile – Centro Sociale Bruno di Trento, Tridentum Bike e Comitato Mobilità Sostenibile Trentino. Realtà che hanno ricevuto la risposta convinta di tanti appassionati, giovani ciclisti in primis, ma anche di chi, più di altri, è chiamato a dare delle risposte concrete.
Assieme agli organizzatori e a tanti giovani e meno giovani, hanno pedalato anche il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, l'assessore comunale alla mobilità sostenibile e ambiente Michele Brugnara, i famigliari di Sara Piffer e Matteo Lorenzi (i due giovani corridori trentini vittime della violenza stradale) e il due volte vincitore del Giro d’Italia Gilberto Simoni.


Gli organizzatori hanno chiesto espressamente l’apertura di un tavolo dedicato e azioni che garantiscano la salvaguardia degli utenti vulnerabili della strada, quali controlli sulla velocità e il rispetto della distanza di 1,5 metri dai ciclisti, l’adozione di un piano provinciale della mobilità ciclistica, accompagnato dall’istituzione di tavoli intercomunali, l’estensione delle zone 30 km/h nei contesti urbani, l’incentivazione di progetti di educazione alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, la realizzazione di infrastrutture ciclabili e la diffusione delle bike lane sulle strade provinciali.

Il presidente della Federciclismo Renato Beber ha aperto la serie degli interventi, chiamando le istituzioni a esprimersi sulla delicata tematica. «Le istituzioni, tra cui la Provincia, devono ascoltare le istanze portate avanti da tutte le realtà e associazioni che rappresentano il mondo del ciclismo, in modo da permettere ai tanti giovani che praticano questo sport di seguire la loro passione in sicurezza, discorso che vale anche per chi sceglie la bicicletta come mezzo di spostamento, piuttosto che per la pratica sportiva – ha detto il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti -. Stiamo cercando di portare avanti delle iniziative e qualcosa è stato fatto: sono state inaugurate le prime due bike lane e nelle prossime settimane ne verranno realizzate altre tre. In progetto ce ne sono in totale 14. Parallelamente, stiamo progettando una struttura ad hoc nell’area San Vincenzo e potenziando la rete di piste ciclabili. È fondamentale agire sia sul piano educativo, promuovendo il rispetto reciproco tra automobilisti e ciclisti, sia sul piano infrastrutturale, con la creazione di spazi dedicati».

«Il principio che si vuole affermare è che la strada è di tutti» ha rimarcato il sindaco di Trento Franco Ianeselli, che ha poi aggiunto: «Se abbiamo ancora l’idea che la strada sia degli automobilisti e che tutti gli altri debbano chiedere “per piacere”, allora non ci siamo. Per questo diciamo un convinto “sì” alle piste ciclabili, alle bike lane, alle zone 30 km/h. Se si va tutti un po’ più piano, si è tutti più sicuri. C’è la possibilità di convivere, ma non bastano le infrastrutture, servono in primis cultura ed educazione».

Il tema è particolarmente sentito da chi, come i genitori di Sara Piffer e Matteo Lorenzi, hanno perso un figlio per drammatici episodi di violenza stradale. «Nell’ultimo anno abbiamo girato molto e avuto modo di parlare con parecchi ragazzi – ha detto Lorenzo Piffer, papà di Sara –. Li abbiamo visti spaventati dal continuo bollettino di guerra e dalla poca pazienza degli automobilisti. Accogliamo con piacere le risposte della politica ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte, con un cambio di cultura. Annuncio, a tal proposito, la nascita della Fondazione Sara Piffer: sarà un ente filantropico di beneficienza e saremo in prima linea anche in tema di sicurezza stradale».

Il due volte vincitore del Giro d’Italia Gilberto Simoni, a propria volta, ha sottolineato l’importanza della presenza delle istituzioni alla manifestazione, lanciando a propria volta un appello. «La strada è di tutti e le bike lane servono a ricordarlo agli automobilisti – ha detto Simoni -. La strada è anche di chi vuole muoversi in bicicletta. Credo ci sia spazio per tutti: arrivare a casa 5 minuti prima non cambia la vita, “arrivare a casa” sì».


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