Jonas Vingegaard è uno dei big del gruppo e per questo si fa portavoce quando alcune cose non funzionano. Il danese ha parlato più volte di sicurezza nel corso della sua carriera e alla Parigi-Nizza il campione della Visma-Lease a Bike si è esposto ancora una volta. È stato durissimo contro gli organizzatori di Aso per lo stato delle strade della prima tappa: “A volte è come sbattere la testa contro un muro. Ma direi che in un modo o nell'altro sento la responsabilità di far sì che le cose migliorino nel ciclismo. Se non diciamo niente, non succederà nulla. Voglio essere il leader del gruppo non solo per i miei risultati ma anche per la sicurezza. Le strade della prima tappa erano pessime e costantemente con deviazioni a destra e a sinistra. C'erano molte buche e l'ultima discesa non era all'altezza di una gara WorldTour".
Ieri Vingegaard è tornato sull’argomento e ha riconosciuto che gli organizzatori non sono i soli ad avere la responsabilità di garantire che la gara si svolga in sicurezza: “È una questione di reciprocità. È chiaro che anche noi corridori abbiamo un'enorme responsabilità, ma lo stesso vale per gli organizzatori. Non possiamo limitarci a puntare il dito contro tutti gli altri. Anche ieri nel gruppo si è parlato molto di come si comportano le persone. In generale, dobbiamo avere più rispetto reciproco nel gruppo”.
Nella sua carriera il danese ha subito un gravissimo infortunio al Giro dei Paesi Baschi nel 2024: le sue critiche hanno riguardato non solo le condizioni delle strade, ma anche il fatto che le troupe televisive e gli spettatori fossero troppo vicini ai corridori, la mancanza di comunicazioni radio e la gestione del maltempo.
Alle parole di Vingegaard, gli organizzatori di Aso (gli stessi del Tour de France e della Parigi-Nizza) hanno dato una breve risposta: "Stiamo lavorando a stretto contatto con il CPA (il sindacato dei corridori, ndr), con i tre rappresentanti dei corridori nominati dal CPA per la Parigi-Nizza e con i commissari, e non abbiamo ricevuto alcun feedback negativo”.