È un gioco infantile, ma mi è sempre piaciuto farlo. In certe giornate, quando il cielo da azzurro diventa blu tanto è terso, ho sempre amato seguire le scie degli aerei, immaginare che fossero diretti chissà dove mentre il segno del loro passaggio pian piano sbiadiva per fondersi nell'azzurro.
E lo stavo facendo anche stamane: una scia che pian piano si andava dissolvendo e una invece più fresca, con l'aereo che brillava al sole, che andava ad intersecarsi con la prima per poi prendere una direzione parallela, quasi sovrapposta.
Quando il telefono ha trillato per l'arrivo di un whatsapp non l'ho guardato subito, sono rimasto ancora un po' ad ammirare le scie, poi ho girato gli occhi sullo schermo e ho visto apparire la foto che vedete qui sopra con la scritta: «Ciao bellissima Frankie! Continuerai a volare con noi all'infinito».
E ho rialzato gli occhi a quelle due scie che improvvisamente per me hanno avuto un nome: Michele la prima, Frankie la seconda. E sono stato a guardarle ripensando alla loro storia, ripensando a Michele e a quanto ci manca, ripensando a Frankie e a quanto ci mancherà. Alla fine le due scie si sono sciolte nel cielo: mi piace pensare che Michele e Frankie si siano incontrati di nuovo, come per tante volte è successo sulle strade delle Marche. E che ora possano farlo all'infinito, tutte le volte che avranno voglia di pedalare insieme.
È la prima volta che scrivo il "coccodrillo" di una pappagalla, ma Frankie se lo merita. Buon volo eterno, e salutaci tanto Michele.