Una serata che sa di crescita, di maturità e di nuove ambizioni. Il Veneto Project Team ha presentato ufficialmente la stagione 2026 in un clima che racconta bene il momento della società: non più una scommessa agli inizi, ma un progetto che ha già messo radici e ora vuole consolidarsi tra le realtà di riferimento del panorama élite e under 23.
Al Why Center di Schio, quartier generale dell’evento, si è parlato prima di tutto di identità. L’idea che sta alla base del Veneto Project Team nasce dalla famiglia Santello insieme a Gianluca Mengardo, un’intuizione trasformata in struttura concreta grazie a passione, competenze e relazioni costruite nel tempo. Oggi la società è guidata dal presidente Emanuel Gottardo, imprenditore ed ex ciclista che ha voluto mettersi in gioco in un ruolo diverso, affiancato dal vicepresidente e preparatore Paolo Santello, considerato da molti l’anima tecnica del progetto.
Con loro lavorano il segretario e general manager Gianluca Mengardo e il tesoriere e direttore sportivo Matteo Santello, in un’organizzazione che negli ultimi mesi ha definito ruoli e responsabilità con maggiore chiarezza. L’area sportiva può contare su uno staff tecnico articolato, formato dai direttori sportivi Damiano Albertin, Andrea Caco, Gionata Favero e Nevio Millo, figure che seguono quotidianamente la crescita dei ragazzi, mentre sul piano operativo e organizzativo il contributo di Diego Babolin e Tommaso Mantovan garantisce presenza costante e disponibilità.
Ma il vero patrimonio del Veneto Project Team sono i suoi dieci atleti. Presentati uno ad uno, in ordine alfabetico, hanno ricevuto l’applauso della sala: Marco Artuso, Alessio Babolin, Daniele Babolin, Marco Bortolaso, Paolo Festini, Mattia Foschi, Luca Graziotto, Filippo Romani, Riccardo Ruffin e Martino Zavan. Un gruppo eterogeneo per caratteristiche tecniche e percorsi, ma unito dalla stessa voglia di crescere.
La stagione è già iniziata con le prime due uscite alla Coppa San Geo e al Mugello, tappe importanti per misurarsi subito con un livello alto. Domenica la squadra è stata impegnata impegnata a Fucecchio, altra occasione per testare gambe e ambizioni. Rispetto all’anno scorso qualcosa è cambiato. Se nel 2025, essendo all’esordio, capitava di essere guardati con un pizzico di diffidenza o di non ricevere immediatamente spazio nelle gare che contano, oggi la percezione è diversa.
Gli inviti alle competizioni più importanti stanno arrivando e questo, è stato sottolineato durante la serata, significa che il lavoro svolto è stato riconosciuto. Non è solo una questione di risultati, ma di credibilità costruita passo dopo passo.
Fondamentale, in questo percorso, il sostegno degli sponsor, ringraziati pubblicamente e citati in ordine alfabetico: Bozzolan & Santello, Coccato Assicurazioni, Croma, Fornasiero, New Life Solution, Passione – partner tecnico e meccanico fornitore Scott – e Why Sport, realtà che con il Why Center rappresenta un punto di riferimento logistico e organizzativo per la squadra. Un supporto che permette di programmare con continuità, garantendo ai ragazzi mezzi adeguati e serenità gestionale.
Numerosa e qualificata anche la presenza degli ospiti, segno di una rete di relazioni che va oltre il singolo team. Tra gli intervenuti Alessio Trabuio, direttore di corsa FCI e organizzatore di eventi ciclistici, Matteo Busatto, presidente del fan club dedicato al fratello Francesco, oggi professionista, Marco Trentin, team manager della Wilier Vittoria Mtb Factory Team, Walter Costa, tecnico di esperienza, Simone Manocchi, consulente e appassionato, l’ex professionista World Tour Marco Marcato oggi direttore sportivo, Elvis Martinazzo, osservatore attento del movimento, Pierangelo Schiralli, voce ufficiale della famiglia basket di Schio, e l’assessore allo sport del Comune di Schio Aldo Munarini. Il messaggio finale è stato chiaro: questo progetto appartiene a tutti.
Atleti, tecnici, dirigenti, sponsor, sostenitori e famiglie fanno parte di un percorso condiviso che punta a crescere con serietà e ambizione. Il Veneto Project Team non vuole bruciare le tappe, ma costruire basi solide per restare nel tempo, con l’orgoglio di chi sa di rappresentare un territorio e di poter ancora alzare l’asticella.
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