Ci sono luoghi dove il ciclismo incontra il cielo, le montagne e la fatica. Dove le strade si arrampicano tra pascoli e meleti con i ghiacciai sullo sfondo, e ogni tornante racconta un’impresa ciclistica di un passato più o meno lontano. L’Alto Adige è uno di questi luoghi: il secondo territorio dell’Euregio ad essere attraversato dal 49° Tour of the Alps (20–24 aprile 2026). Nella provincia sudtirolese si concentreranno tre intense giornate di gara: l’arrivo in salita di martedì 21 aprile in Val Martello, la ripartenza il giorno successivo da Laces e il gran finale di venerdì 24 aprile nel capoluogo, Bolzano.
Martedì 21 aprile, dopo la partenza della seconda frazione da Telfs, in Tirolo, la corsa euro-regionale entra in Alto Adige dopo aver attraversato il confine di stato italo-austriaco poco prima di raggiungere la vetta del Passo Resia. In quel momento, davanti ai corridori si apre la distesa turchese del Lago di Resia, il più grande dell’Alto Adige. Celebre per il vecchio campanile di Curon Venosta che emerge dalle acque, il lago custodisce la memoria dell’antico paese, sommerso dopo la costruzione della diga nel 1950 e ricostruito più a monte.
Il percorso prosegue in quota per qualche chilometro prima di tuffarsi nel fondovalle della Val Venosta. A poco più di sei chilometri dal traguardo, i corridori affrontano la salita finale verso Val Martello, con una pendenza media dell’8%. Lo sforzo termina a circa 500 metri dall’arrivo, dove una breve contropendenza e un ultimo strappo conducono alla linea del traguardo, immerso in uno scenario incontaminato, dove la natura, la tranquillità e la cultura di montagna si incontrano. Un finale molto selettivo, già decisivo nel 2014 al Giro d’Italia con l’assolo del colombiano Nairo Quintana, che proprio in Val Martello conquistò la sua prima maglia rosa mettendo le basi per il trionfo nella Corsa Rosa, completa una tappa di 147,5 km, perfetta per i primi confronti tra gli uomini di classifica.
Mercoledì 22 aprile, il Tour of the Alps riparte da Laces, nel cuore della Val Venosta, vivace centro attraversato dal fiume Adige e caratterizzato da un clima mite. Prima di prendere la strada del Trentino, con l’arrivo fissato ad Arco dopo 174,5 Km, la carovana affronta la lunga ascesa di prima categoria verso il Passo Castrin (22,2 km al 5,7%), il punto più alto di questa edizione e confine naturale tra le Province di Bolzano e Trento. Il tunnel del Passo Castrin dal 1998 mette in comunicazione la Val d’Ultimo con la Val di Non, ai piedi della catena delle Maddalene e dei suoi itinerari escursionistici.
"Siamo felici di accogliere l’edizione del decennale del Tour of the Alps: per noi è un grande onore ospitare la seconda tappa con arrivo in Val Martello e la partenza della terza frazione da Laces. Nel 2014, proprio in Val Martello, si è conclusa la tappa regina del Giro: quest’anno abbiamo l’opportunità di inaugurare la stagione primaverile della Val Venosta con un’altra competizione ciclistica di altissimo livello. Desideriamo ringraziare, oltre ai protagonisti della gara, tutta l’organizzazione, i volontari e quanti contribuiranno al successo del Tour of the Alps. Per il nostro territorio questo evento rappresenta un’importante occasione dal punto di vista turistico. Auguriamo a tutti i team partecipanti una competizione di successo, con l’auspicio di vivere insieme momenti indimenticabili", hanno dichiarato il Presidente dell’Associazione Turistica Laces-Martello, Roman Schwienbacher, il Sindaco di Laces, Mauro Dalla Barba, e il Sindaco di Martello, Georg Altstätter.
Dopo la partenza della quinta tappa, lunga 128,6 chilometri, da Trento, venerdì 24 aprile, l’Alto Adige ospita anche il gran finale dell’evento ciclistico euro-regionale, con l’arrivo a Bolzano. La corsa entra in Provincia di Bolzano dopo una ventina di chilometri dal via, imboccando la Strada del Vino, dove quasi l'intera superficie viticola può vantarsi del riconoscimento del marchio DOC.
Raggiunta Caldaro, caratterizzata dall’omonimo lago, il profilo altimetrico della tappa cambia radicalmente con l’ascesa di Caldaro Alta, GPM di seconda categoria (4,4 km al 6,6%). Segue una discesa veloce, quindi un tratto pianeggiante che conduce al primo passaggio sul traguardo di Bolzano, quando mancano ancora 50 chilometri all’arrivo.
Usciti dalla città, i corridori puntano verso San Genesio, località turistica sovrastante il capoluogo situata sull’altipiano del Salto, ma dopo i primi 3,5 chilometri di salita deviano a sinistra per affrontare un circuito di 19 chilometri da ripetere due volte, caratterizzato dal GPM di prima categoria di Montoppio (9,2 km al 6,2%). Allo scollinamento si incontrano tre chilometri di saliscendi tortuosi prima dell’ultimo traguardo con abbuoni, nel secondo passaggio a Cologna di Sopra, e della discesa finale, velocissima, che porta al traguardo di Bolzano.
Con la sua storia, i suoi monumenti – come il celebre Duomo, autentico gioiello romanico-gotico – e una cultura che da sempre rappresenta un punto d’incontro tra lingue, tradizioni e costumi italiani e tedeschi, il capoluogo altoatesino si prepara a incoronare il re del Tour of the Alps 2026.
“Bolzano è per vocazione una città della bicicletta”, ha dichiarato Roland Buratti, Presidente dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano. – “Una rete di quasi 70 chilometri di ciclabili collega tutte le principali aree urbane, compresi i punti di interesse turistico. Da tutto ciò si è sviluppata una profonda cultura per le due ruote, alimentata da eventi storici come il Giro delle Dolomiti e presto dall’ambizioso gran finale del Tour of the Alps. Non vediamo l’ora di poter offrire ai nostri ospiti e naturalmente a chi la città la vive tutti i giorni l’opportunità di fare il tifo per questi campioni, pronti sfidarsi all’ombra delle Dolomiti e nel cuore di Bolzano.”
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.