
Marco Frigo è andato vicino alla vittoria nella settima tappa della Vuelta di Spagna con arrivo a Celer, ma alla fine si è dovuto accontentare di un secondo posto alle spalle di uno scatenato Ayuso. Il ragazzo di Bassano del Grappa lo scorso aprile ha conquistato la sua prima vittoria da professionista al Tour of The Alps e il secondo posto di ieri gli ha dato fiducia per provarci ancora e cercare la vittoria alla corsa a tappe spagnola. «Ieri siamo andati fortissimo, però la gamba c'era e ovviamente non ci pensi a quanta salita devi fare – ha detto Frigo dopo il traguardo - Alla fine noi siamo venuti qui per cercare di vincere ed è quello che facciamo ogni giorno».
Per la Israel-Premier Tech non sono momenti facili e nella cronometro a squadre di Figueres la squadra è stata bloccata all’improvviso sulla strada da un gruppo che protestava difendendo i diritti dei palestinesi.
«Riuscire a tenere la concentrazione anche in questi giorni magari per noi non è facile. Voglio essere sincero: è stata veramente dura. Non nascondo che dopo la cronometro la sera sul lettino dei massaggi volevamo solo andare a casa, non mi interessava più stare qui alla gara, è stata veramente una brutta giornata, e non c'è niente altro da dire al riguardo».
Marco Frigo, dopo lo shock alla cronometro, è risalito in bici, cercando di tenere lontano tutti i pensieri scuri. In questa Vuelta sta ben figurando ed è a 4’42” dalla maglia rossa.
«Il risultato di ieri penso che sia figlio della voglia di riscatto. Sono sincero, è solo la gamba che mi ha tenuto su questi ultimi due giorni. La testa era un po' da un'altra parte. Però se c'è una gamba che funziona e se poi torna anche la testa, allora possiamo essere veramente competitivi».