ADDIO A MASSIMO MEZZATENTA, ROMANO DE ROMA CON IL GIRO (E NON SOLO) NEL CUORE

LUTTO | 29/12/2025 | 08:12
di Giuseppe Figini

Il periodo delle feste natalizie e d’inizio anno è una consolidata e piacevole occasione per lo scambio di tradizionali auguri con famigliari, amici e conoscenti, a vario titolo. Qualche volta è però motivo d’apprendere notizie tristi di qualche scomparsa un po’ a sorpresa, si potrebbe dire.



È questo il caso di Massimo Mezzatenta, orgogliosamente sempre “romano de Roma” dov’era nato il 18 novembre 1942 e cresciuto nella centralissima e famosa Via Panisperna, fra palazzi nobiliari, botteghe artigianali, trattorie caratteristiche, nel Rione Monti, famosa per “I ragazzi di Via Panisperna”. Era il gruppo di fisici guidati da Enrico Fermi che, negli anni attorno al 1930, diede notevolissimi impulsi a nuove frontiere e scoperte della fisica a livello mondiale.

E Massimo Mazzatenta, diplomato geometra, un professionista che ha sempre rifiutato il computer per operare con il vecchio “regolo”, appassionato di ciclismo ha pure gareggiato a lungo, vestendo anche la maglia giallorossa dell’A.S. Roma Ciclismo diretta da Vinicio Corridi, alias “er Cannola”, popolarissimo d.s. del sodalizio fondato da Pietro Chiappini.

Sempre continuando a pedalare ha poi collaborato strettamente con Il Velo Club Forze Sportive Romane di Franco Mealli dove ha conosciuto anche Mauro Vegni che, passato alla RCS Organizzazioni Sportive nel 1995, lo chiamò a collaborare, con vari altri del gruppo romano, alle corse rosa. Ed era di casa... a casa Vegni, Massimo Mazzatenta nel periodo delle corse, vestendo il suo invariabile blazer blu con all’occhiello sempre la colombina della “Columbus” e sovente calzando sandali francescani.

Ha guidato le vetture di direzione corsa, giuria e, infine, dopo gli anni attorno al 2010, la guida più tranquilla degli ispettori antidoping. Da vari anni viveva nel suo “buen retiro” sui colli di Velletri e fino allo scorso anno pedalava – distesamente – pressoché quotidianamente, sulla bici da corsa.

Una polmonite violenta ne ha causato la morte lo scorso 3 settembre. Resta il ricordo del suo orgoglioso e disincantato eloquio, con vivace ma sempre gentile ironia.

Alla figlia, signora Stefania e al nipote Valerio, sentite condoglianze da tuttoBICI e tuttobiciweb.it

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