TRAGEDIE IN CORSA. LE TROPPE STORIE DI CHI NON CE L'HA FATTA

LUTTO | 17/07/2025 | 00:20
di Paolo Broggi

Un elenco tragico e decisamente troppo lungo, quello dei ciclisti che hanno perso la vita in corsa. Un elenco che siamo costretti ad aggiornare con il nome di Samuele Privitera, 20 anni appena, morto ieri dopo essere stato vittima di una caduta nella tappa inaugurale del Giro della Valle d'Aosta.


Praticamente impossibile dire chi sia stato il primo corridore di questa lunga lista, in tempi pionieristici tanto è successo e le cronache spesso raccontavano poco o nulla delle gare su strada, tanto è vero che le prime notizie riguardano decessi avvenuti all’interno di velodromi, come quelli del francese Paul Dangla e dello statunitense George Lander avvenuti nel 1904. Al Velodromo d’Hiver muore nel 1918 Luigi Dragoncello, francese di chiara origine italiana, che cade a causa dell’improvvisa rottura di un pedale. Nel 1923 a perdere la vita il tedesco Adolf Huschke durante la Rund um Berlin e tre anni più tardi, nel 1926, lo scoppio di una gomma causa la caduta e la morte del francese Gustave Ganay al Parco dei Principi di Parigi.


E poi ancora nella prima metà degli anni Trenta il francese Aubert Winsingues, il belga Georges Iemarie, lo svizzero Emi Richli, lo spagnolo Josep Nicolau fino ad un altro spagnolo, Francisco Cepeda che il 14 luglio 1935 cade nella discesa del Lautaret durante la settima tappa del Tour de France e detiene il triste primato di primo corridore a perdere la vita sulle strade del Tour de France e di un grande giro in generale.

Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, si annotano le tragiche scompare del francese André Raynaud, investito da una moto durante una gara di mezzofondo, e del suo connazionale Adrien Buttafuochi, colpito da un’auto che saliva in senso contrario mentre era impegnato nella discesa dell’Esterel durante il Gp d’Antibes.

Nel 1948 il belga Richard Depoorter perde la vita il 16 giugno schiantandosi contro il muro di un tunnel al Giro di Svizzera. L’anno successivo il ciclismo dice addio ai francesi Leon Livello e Paul Choque e al tedesco Paul Krolle, nel 1950 all’altro transalpino Camille Danguillaume investito da una moto durante il campionato nazionale.

Il 29 giugno 1951, poche ore dopo una caduta al Giro del Piemonte, perde la vita Serse Coppi.

Il 20 maggio 1952, la prima vittima nella storia del Giro d’Italia: Orfeo Ponsin muore dopo aver urtato un albero durante una discesa nei pressi di Bracciano, durante la quarta tappa da Siena e Roma. Il 1° ottobre 1956 muore il campione belga Stan Ockers dopo una violenta caduta sulla pista del palazzetto dello sport di Anversa.

Lutto anche ai Giochi Olimpici di Roma 1960: il 26 agosto durante la 100 km a squadre, il danese Knud Enemark Jensen, vittima di un colpo di calore, cade e finisce in coma per  morire poco dopo.

Il 5 maggio 1961 muore al Giro di Germania il corridore abruzzese Alessandro Fantini, caduto nella volata della sesta tappa. Quella del 13 luglio 1967 è una delle morti più tristemente famose della storia del ciclismo: sul Mont Ventoux, durante la 13a tappa del Tour de France, perde la vita il britannico Tommy Simpson. Pochi giorni più tardi, il 30 luglio, lo spagnolo Valentin Uriona muore dopo una caduta al campionato nazionale.

Il 28 agosto 1968, dopo aver colpito uno spettatore durante un criterium a Zingem, in Belgio, perde la vita il francese Jose Samyn. Il 15 marzo 1971 muore un campione del mondo: colpito frontalmente da un'auto in piena corsa durante il Gran Premio della fiera di Retie, perde la vita il belga Jean Pierre Monseré.

Nel 1976 torna la morte al Giro d’Italia: il 21 maggio, dopo una caduta durante la prima tappa, si spegne lo spagnolo Juan Manuel Santisteban. Vittima di una caduta causata da un cane, il 10 maggio 1984 sulle strade della Volta ao Algarve, muore il portoghese Joaquin Agostinho.

Al Giro d’Italia del 1986, Emilio Ravasio cade durante la prima tappa e si spegnerà dopo due settimane di agonia. Nel 1987 muoiono lo spagnolo Vicente Mata, investito da un’auto durante il Trofeo Puig, e il belga Michel Goffin, finito in un burrone al Tour du Haut Var.

Il 18 luglio 1995 è la data tristissima della morte di Fabio Casartelli lungo la discesa del Col du Portet d’Aspet.

Quattro anni più tardi, nel 1999, lo spagnolo Manuel Sanroma muore per una caduta all Giro di Catalogna e nel 2000 il suo connazionale Saul Morales viene investito da un camion durante il Giro dell’Argentina.

Il 12 marzo 2003 il kazako Andrei Kivilev muore dopo un grave incidente durante la seconda tappa della Parigi-Nizza. Sarà in seguito a questo decesso che la Federazione internazionale renderà finalmente obbligatorio l’uso del casco in gara.

Il 15 giugno del 2005, colpito da un arresto cardiocircolatorio, perde la vita alla Subida al Naranco il toscano Alessio Galletti.

Il 26 novembre 2006 lo spagnolo Isaac Galvez vola addosso ad una ringhiera durante la Sei Giorni di Gand , batte la testa e muore durante il trasporto all’ospedale.

Il 9 maggio 2011 un’altra tragedia al Giro d’Italia: vittima di una caduta nella terza tappa del Giro d'Italia, muore il belga Wouter Weylandt.

Il 27 marzo 2016, travolto da una motocicletta durante la Gand-Wevelgem, si spegne il giovane belga Antoine Demoitié. L’8 aprile del 2018, colpito da infarto durante la Roubaix, perde la vita un altro giovane belga, Michael Goolaerts.

Bjorg Lambrecht, giovane belga della Lotto Soudal, ha perso la vita il 5 agosto del 2019 al Giro di Polonia: perso il controllo della bicicletta a causa di un occhio di gatto, cade a bordo strada, picchia violentemente la testa contro il ponticello in cemento che scavalca un canaletto di scorrimento delle acque.

Gino Mäder, professionista della Bahrain Vicrorious, è spirato il 16 giugno 2023 proprio nel "suo" Giro di Svizzera dopo una caduta da una scarpata in discesa.

A questa lista - chiaramente incompleta e che non tiene conto di tante tragedie avvenute in gare femminili e giovanili e di quelle avvenute in allenamento, per tutti ricordiamo Sara Piffer - si aggiunge il nome di André Drege, norvegese della formazione Continental Coop Repsol, caduto già dal Grossglockner il 6 luglio del 2024 al Giro d'Austria.

E nel mese di settembre, addirittura sul palcoscenico dei campionati del mondo, la tragica morte di Muriel Furrer, ragazza svizzera che ha perso la vita nella corsa riservata alle juniores, finendo fuoristrada e "scomparendo" alla vista di chiunque per un tempo troppo lungo e in maniera inaccettabile.

Ora piangiamo Samuele Privitera, che aveva 20 e una sana ossessione per il ciclismo...


Copyright © TBW
COMMENTI
Thomas Casarotto
17 luglio 2025 09:06 Nicola1980
Nel settembre 2010 era toccato al 19enne dilettante, la promessa Thomas Casarotto che si era scontrato contro un suv finito nel percorso della gara da Maniago a Gemona, durante il Giro del Friuli di quell’anno. Il giovane stava percorrendo la Sella Ciampigotto, ed andò a sbattere contro l’auto.

Giulio Bartali
17 luglio 2025 09:55 Melampo
Giulio Bartali fu investito da una Balilla che entrò sul percorso di gara, Campionato Toscano Dilettanti, il 14 Giugno 1936. Il resto della storia con Gino, è arcinota.
Questi sono purtroppo dettagli, ad oggi. Fatto sta che stiamo ancora a piangere un ragazzo di neanche vent'anni, che inseguiva il suo sogno sulle strade delle corse.
Mi viene solo da pensare ai genitori, ai parenti, agli amici, quali siano le loro condizioni.
Che almeno, povero ragazzo, possa riposare in pace.

Ogni anno purtroppo ce ne sono
17 luglio 2025 11:27 Frank46
Come scritto in quest' articolo si tende a tenere memoria di tragedie avvenute in gare professionistiche e al limite si parla come in questo casino di tragedie che coinvolgono giovani ciclisti italiani ancora non professionisti anche se ben presto se ne dimenticano tutti.

Se uno dovesse prendere in considerazione tutti i ciclisti, professionisti, juniores, under 23 ecc ecc, morti in gara o in allenamento e di qualsiasi nazione di appartenenza sicuramente ogni anno ce ne sarà più di una di queste tragedie.

Più la morte è mediatica e più se ne parlerà. In questo caso non ci saranno commemorazioni per i prossimi decenni.

Ma alla fine cosa cambierebbe? Il problema è che è morto, non se la morte sarà mediatica o meno.

Lo sport più pericoloso al mondo
17 luglio 2025 14:25 runner
Il ciclismo non è uno sport normale. Quasi tutti gli sport si svolgono in piste o luoghi chiusi, con il massimo della sicurezza. Nel ciclismo praticamente non esistono sicurezze per mille motivi. Sicuramente si potrebbe e dovrebbe fare di più (percorsi, limitazioni di velocità, abbigliamento adeguato, veicoli al seguito e tante altre cose ..). Ma si vuole farlo? Altrimenti purtroppo continueremo a piangere ogni anno morti e feriti....

Ricordo adolescenziale
17 luglio 2025 23:50 pickett
Tonon ,della Inoxpran,in un Tour degli anni 80.Non morì subito,ma dopo qualche mese,se non ricordo male.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Si sta mettendo in evidenza, nel suo terzo anno in XDS Astana seguito al biennio U23 in Colpack, con una Vuelta di sprint assortiti e "fuga di compleanno" nel tappone dell'Aitana. Tra i nostri contributi della settimana, non perdetevi il...


Dopo essere stato apprezzato protagonista sulle strade del Giro d’Italia e del Giro Women, l’Olio Redoro continua la sua avventura al fianco del grande ciclismo. Ieri infatti Redoro si è preso la scena alla presentazione del Memorial Pantani e sabato...


Sabato 19 settembre il Gran Premio del Lazio segnerà il ritorno del ciclismo professionistico sulle strade della regione capitolina. L'organizzazione, firmata Terenzi Sport Eventi e promossa da Maria Spena, consigliera di Sport e Salute, e da Giorgio Simeoni, consigliere della...


Tom Boonen rompe il silenzio e durante una trasmissione televisiva ha raccontato: «Le donne mi pizzicavano i glutei. Ero considerato un pezzo di carne» Per molti anni è stato un argomento difficile da affrontare, quasi un tabù. Nel ciclismo, come...


Termina con qualche settimana di anticipo il 2026 di Tom Crabbe, corridore che, alla luce di quanto conseguito da febbraio a oggi, si può tranquillamente annoverare come una delle più brillanti rivelazioni di questa stagione. Vincitore di una tappa...


Ci sono modelli che rappresentano semplicemente una parte di una gamma e altri che, con il passare degli anni, diventano parte della storia di un marchio. La Guerciotti Veloce S appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Uno dei modelli più iconici...


E’ iniziato il conto alla rovescia verso Giro della Toscana-Memorial Alfredo Martini e Gran premio Città di Peccioli-Coppa Sabatini, prove della Coppa Italia delle Regioni. Il “Toscana” è in programma mercoledì 9 settembre, la “Sabatini” giovedì 10. Le prove si...


Si avvicinano le due gare conclusive della "Tre Giorni in Rosa nelle Terre della Granda 2026", manifestazione riservata alla categoria donne open fortemente voluta ed organizzata dal Racconigi Cycling Team del presidente Silvio Traversa e del team manager Claudio Vassallo....


 A 1816 metri, incastonata tra le Alpi al confine tra Italia e Svizzera, Livigno si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più estremi dell'endurance mondiale. Dal 2 al 5 settembre la valle torna a essere la casa di ICON Xtreme...


La quarta tappa del Giro di Bulgaria, i 104 km da Pavel Banya a Troyan, premia il bulgaro Martin Papanov, che firma il successo di giornata davanti a un’altra ottima prova degli italiani. Sul podio sale Simone Lucca (Gragnano Sporting...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra