L'ORA DEL PASTO. -3 AL GIRO, LE LIBERTA' DI GIGI SGARBOZZA

INTERVISTA | 06/05/2025 | 08:18
di Marco Pastonesi

Cinque giorni al Giro d'Italia 2025. In attesa di Roglic e Ayuso, Bernal e Carapaz, Ciccone e Tiberi, Van Aert e Pidcock, viviamo il conto alla rovescia nei racconti di antichi protagonisti. Oggi, -3 al pronti-via, tocca a Gigi Sgarbozza.


Corridori si rimane. E’ il caso di Gigi Sgarbozza. Corridore da corridore, corridore da opinionista, corridore anche adesso davanti alla tv o con un telefono. Ottant’anni, cinque-sei da professionista, una tappa vinta al Giro e una alla Vuelta, tre giorni in maglia rossa di primo nella classifica generale della Vuelta. E molto altro. Come dice lui, “una storia vera”.


Sgarbozza, cominciò per vocazione o imitazione?

“Per fame. Una povertà che si tagliava a fette. Mio padre di Pordenone, negli anni Quaranta emigrò a Roma, colono in via Salaria, terreni da curare a Ladispoli, specialità carciofi. Mia madre di Amaseno, in Ciociaria, avanti e indietro a Ladispoli in giornata, si conobbero così. Poi Giancarlo e io, lui due anni più di me, poca scuola e subito lavoro, lui falegname e io fabbro, insieme in bici – due catorci con il portapacchi davanti e dietro – a vendere gomma che mio padre ricavava dai battistrada di pneumatici togliendone la carcassa. Era lui, Giancarlo, il vero corridore. Invece la vita fu crudele e ce lo strappò, fulminato in un temporale alle porte del paese. Era il 1957. E allora si sfasciò tutto. I miei genitori dal dolore morirono di crepacuore. Io andai a vivere a Roma, prima da una zia a Cinecittà, poi, quando cominciai a correre, in una camera affittata a Porta Latina”.

Il 1968 fu la rivoluzione anche per lei, vero?

“Giro d’Italia, quattordicesima tappa, la Vittorio Veneto-Marina Romea, 17 uomini in fuga, nessuno di classifica, c’ero anch’io con un compagno di squadra, Guido Neri. Eravamo pienamente d’accordo: lui non aiutava me e io non aiutavo lui, ognuno libero di fare la propria corsa. Battezzai l’uomo da battere, il francese Grosskost, mi incollai alla sua ruota, ma era la ruota sbagliata, ai 400 metri dal traguardo lui era penultimo e io ultimo, così cominciai a rimontare e non smisi finché vinsi. E con i soldi guadagnati al Giro m’indebitai per comprare casa a Grottaferrata”.

Era un’epoca di grandi velocisti?

“Il più forte era Merckx, il più veloce Sercu, il più esplosivo, ma anche il più bandito, Basso, il più potente Zandegù, il più scaltro Reybrouck… Io ero abbastanza sveglio, diciamo anche intelligente, tant’è che collezionai un sacco di piazzamenti. Secondo, terzo, quarto, quinto, sesto…”.

Per esempio?

“Giro d’Italia del 1969, settima tappa, la Viterbo-Terracina, la volata finì al fotofinish, primo Merckx, secondo Reybrouck, terzo io per 30 centimetri dopo più di 200 chilometri. Se avessi vinto, sarebbe stata la svolta. Ogni tanto qualcuno mi spedisce il filmato della volata sul telefonino. Me lo riguardo e me lo godo”.

Era libero o gregario?

“Libero, libero di provare e sbagliare e riprovare anche a costo di risbagliare. Solo nel 1970, alla Dreher, il direttore sportivo Cribiori mi spiegò che al Giro d’Italia dovevo tirare la volata a Sercu e che in tutte le altre corse sarei stato capitano. Ma io non sapevo fare né il gregario né il capitano, e alla fine del 1971 smisi di correre. Avevo 27 anni. Ma se il ciclismo fosse stato come quello di oggi, forse avrei continuato”.

Perché?

“In salita i capitani si attaccavano ai gregari o si facevano spingere dagli spettatori, per convincerli Taccone urlava ‘mi si è rotto il cambio’, c’era chi i primi 100-150 chilometri riusciva a farli senza quasi pedalare, e i giudici chiudevano un occhio, anche due. Il ciclismo vero è quello di oggi, battaglia dal primo all’ultimo chilometro, giochi di squadre, forza e intelligenza, strategia e tecnologia, uno spettacolo”.

Cadute? Cotte? Abbandoni?

“Cadute tante, ma mai una frattura. Cotte rare, sulle salite fino ai mille metri tenevo duro, su quelle lunghe mollavo subito, entravo nel gruppetto e giungevo a mezz’ora dal primo. Abbandoni mai, e mai arrivato fuori tempo massimo”.

La sua amicizia con Sergio Zavoli?

“Risale a quando lui aveva smesso di condurre il ‘Processo alla Tappa’ e io avevo già smesso di correre. Lui aveva una villa a Monte Porzio Catone, che sta attaccato a Grottaferrata. Devi venire a trovarmi, mi diceva. E così ogni lunedì mattina andavo da lui e per un paio d’ore si chiacchierava, di ciclismo e calcio, di Giro d’Italia e Serie A, di Merckx e della sua Roma. La sua amicizia mi onorava. Voleva sapere quello che si faceva, quello si diceva, quello che si pensava. Le voci della gente, la voce del popolo”.

Una bella soddisfazione.

“Ne ho avute anche altre. Alessandra De Stefano che mi chiamò per essere ospite fisso al ‘Processo alla Tappa’, a volermi con lui era stato Merckx. Le mie due figlie, una storica dell’arte, l’altra superlaureata, insegnante in licei e direttrice alla Feltrinelli. E le mie tre nipoti, tutte prime della classe. In questo, sia chiaro, nulla hanno preso rispettivamente dal padre e dal nonno”.

GIA PUBBLICATI

ITALO ZILIOLI

PIETRO PARTESOTTI




Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La tragica scomparsa di Finlay Tarling ha trascinato il mondo del ciclismo nello sconforto. Molta è la tristezza, così come tante sono le domande che meriterebbero una risposta per spiegare la morte di un ragazzo di soli 19 anni. Il...


Come tuttobiciweb aveva anticipato due settimane fa, Letizia Paternoster da gennaio vestirà la maglia della Human Powered Health. La formazione statunitense, già protagonista di questo ciclomercato estivo con gli annunci di Lach e Dideriksen,  ha ufficializzato l’ingaggio della 27enne trentina...


Un’altra edizione, la tredicesima dell’Arctic Race of Norway, è giunta al termine regalando, come sempre ha fatto in passato, la consueta e apprezzata successione di paesaggi incantevoli, ripide scalate e attimi di grande folklore grazie al sempre caloroso pubblico...


Splendido finale di corsa e bis stagionale per il diciassettenne juniores Francesco Dell’Olio nel 4° Trofeo Irriducibili-Memorial Caduti sul Lavoro svoltosi a Terricciola sulle colline della Valdera in provincia di Pisa. Per la sua società di appartenenza il Team Vangi...


Con le prime due grandi corse a tappe della stagione ormai concluse, la Vuelta a España rappresenta l’ultimo capitolo delle gare a tappe di tre settimane del 2026. Tra montagne ripide, tappe per velocisti da affrontare a tutta, giornate collinari...


Fresco vincitore del Czech Tour, Andrew August ha firmato in contratto triennale con il team Pinarello Q36.5. Nato a Rochester, New York, il ventenne corridore statunitense arriva in un momento cruciale della sua giovane carriera. Reduce dalla vittoria finale al Czech...


Ventuno giorni dopo aver chiuso il suo primo Tour de France in quarta posizione, Paul Seixas ritrova il gusto della vittoria nel Profwielerronde Etten‑Leur, classico criterium olandese che richiama pubblico e big del ciclismo. Il talento francese della Decathlon CMA‑CGM...


Da sabato prossimo scatta il terzo e ultimo Grande Giro della stagione, la Vuelta. Si partirò da a Monaco e il percorso offrirà molte opportunità ai corridori Cofidis.  La squadra intende brillare negli sprint (con Bryan Coquard e Alexis Renard)...


Il giovane velocista belga Arnaud De Lie a soli 24 anni si prepara a chiudere un capitolo importante della sua carriera ciclistica. Dopo sei anni di successi e sfide con la Lotto-Intermarché, De Lie ha deciso di intraprendere una nuova...


Primoz Roglic sembra pronto a rimettersi il numero sulla schiena e a tornare protagonista alla Vuelta a España. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il 36enne sloveno dovrebbe essere al via della corsa spagnola che scatterà da Monaco...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra